Testo e foto MARCO FERRERO
Se vogliamo, per certi versi il tuning, almeno come concetto anche se allo stato embrionale, è sempre esistito, ed a tal fine basti pensare come già i giovani di cinquanta anni fa, scimmiottando le vetture turismo impegnate nelle gare, e non senza una certa dose di esibizionismo, si lanciavano in modifiche sulle loro vetture, il più delle volte umili utilitarie, inserendo gomme larghe, adesivi, colorazioni (spesso di dubbio gusto), assetti ribassati, marmitte e quant’altro.
E’ stato però con l’inizio del nuovo millennio e grazie alla serie “Fast and furious” che il concetto si è via via sviluppato ed ha trovato sempre più seguaci, disposti ad investire fortune per “incattivire” le proprie auto o per trasformarle in oggetti sempre più esclusivi; interessante rilevare come, se all’inizio il tuning si concentrava principalmente sull’aspetto motoristico e fosse finalizzato all’elaborazione dei propulsori, ora gli appassionati sempre di più si dedichino alla parte estetica puntando su un impatto visivo decisamente significativo.
Come già indicato in altra sede, ad “Auto Moto Turin Show” l’ultimo termine della denominazione (spettacolo) è stato rappresentato nella sua forma più stravagante e fantasiosa nel padiglione dell’Oval del Lingotto, dove il tuning è stato protagonista assoluto, con centinaia di vetture esposte provenienti, soprattutto, dall’estero, dove la cultura per le personalizzazioni è molto più marcata, ed ha rappresentato la parte più interessante dell’intera kermesse.
Sarebbe interessante comprendere cosa possa guidare così tante persone a spendere migliaia di euro per personalizzare le proprie vetture in modo così estremo e renderle, questo è certo, uniche; da quello che si è visto il tunin è certamente “trasversale”, nel senso che può essere applicato a qualunque tipo di vetture, a partire da quelle americane, per seguire con quelle sportive, quelle più “gettonate”, sino ad intervenire su placide vetture stradali d’epoca, peraltro con risultati straordinari.
Per estremizzare il concetto, si sono viste una FIAT 126, una VW Passat familiare, piuttosto che un “Maggiolino”, sino a giungere, curiosa quanto concettualmente inguardabile, ad una Ferrari… veramente ammirevole, e ci sarebbe da dedicare ore per apprezzare i dettagli, quanto viene fatto a 360° sulle auto; alla parte esterna, quella immediatamente più visibile, vengono abbinati gli interni, nonché il motore, opportunamente modificato nelle sue caratteristiche e nella colorazione delle sue parti, il tutto per ottenere un risultato che, necessariamente, deve essere unico, perchè nel tuning non si trovano due vetture uguali.
Il tutto rigorosamente abbinato, da sempre un “must” per i cultori del tuning, ad impianti stereofonici di potenze inaudite (che hanno fatto la fortuna degli otorini), giusto per non passare inosservati; diciamo, simpaticamente, che i proprietari di queste vetture non si distinguono per sobrietà o discrezione, così come sarebbe ingiusto tacciarli di puro esibizionismo, stante che per loro il tuning è un mezzo per esprimere la loro personalità ed il proprio carattere.
Le vetture esposte erano centinaia, moltissime dall’estero, dove forse questa cultura è più radicata (e magari le normative in merito all’utilizzo di vetture modificate sono più “permissive”), il tutto a formare un mondo variopinto che varrebbe la pena di approfondire per comprenderne la cultura.
Se spettacolo doveva essere spettacolo è stato, ed in questo Auto Moto Turin Show ha pienamente centrato il suo obbiettivo, regalando ad appassionati o semplici curiosi una parata di quanto la fantasia possa generare.


















