F.1 GP GIAPPONE Pelo e contropelo: GP delle Pance

HERIBERT STOHR  foto F1.com

 

Suzuka è il tracciato più bello del mondo, per i piloti è un circuito da affrontare di pancia, col pelo sullo stomaco, nulla a che vedere con la pancia di Vasseur. Una rapida occhiata alle pance delle Williams, Red Bull, Racing Bulls, Mercedes, per capire che sono praticamente identiche, quelle della Ferrari hanno una goccia più tozza e la parte che funge da ala è un po’ tarocca. Perché non copiare quelle delle auto che ho segnalato? Hanno bisogno di più spazio per organi interni? Però in percorrenza curva sia Leclerc che Hamilton perdono rispetto agli altri, lo si sente con una pausa tra togliere il gas e ridarlo. Le pance della McLaren sono diverse ma evidentemente funzionano bene. Una rapida occhiata alle ali anteriori, specie McLaren Red Bull e altri, non vi sembra che manchi qualcosa in quelle delle Ferrari?

Lewis Hamilton cocciuto nel provare gomme diverse dagli altri, cocciuto nel non voler provare nelle prove la traiettoria stretta sul traguardo, corre per la Stellantis, ha sbagliato team, ha sbagliato anno, ha sbagliato ingegnere. O pensa solo al 2026 o deve far spostare degli uomini fuori posto. In Q1 va forte, in Q2 va forte, in Q3 va piano. Troppi francesi nel team Stellrari o Ferrantis.

Da segnalare l’incidente di Doohan al venerdì; al simulatore aveva provato ad entrare in curva 1 col DRS aperto, lo ha provato nella realtà (al 2° giro) e ha distrutto la macchina. Un genio. Da segnalare il pessimo dispetto di Sainz verso Lewis ostacolandolo in un giro veloce. Per Carlos tre posizioni di penalità in griglia. Scambio di sedili tra Lawson e Tsunoda e, per la teoria dei nasi comunicanti, il giapponese è andato più piano con la vettura blasonata. Pole di Max con la “macchina inferiore” (inferiore a quale?) che batte di centimetri i piloti color zucca, altro che papaya. Ancora Albon suona Sainz, e Hadjar bastona Lawson. Un errore di Russell concede un 4° posto a Leclerc che ha bisogno di regali come non mai. La pioggia non disturba il GP e la pista è asciutta al 99%. Ocon, Bortoleto e Hamilton (suicidio!) montano le gomme dure (come se ci fosse un gran caldo), Doohan e Stroll (in ultima fila) montano le morbide, tanto le avevano nuove….perché darle indietro? Tutti gli altri saggi con le gomme medie senza fare esperimenti, l’asfalto è nuovo e c’è solo una sosta da fare. Colpo d’occhio: in griglia sembra si schierino 4 Racing Bulls. Pronti via e la fila scivola regolarmente tranne Bortoletto, che ancora sbadiglia e perde tre posizioni. Alonso passa bene Gasly e Tsunoda fa uguale con Lawson.

Le McLaren color caco non riescono a stare in scia all’olandese per cui no DRS. 6° giro Hamilton passa Hadjar. Si ferma al pit Stroll (già abbacchiato) per montare gomme dure. 16° giro stessa cosa per Doohan. 20° giro Russell monta le dure. 21° giro idem per Piastri. 22° giro Max, Norris e Leclerc montano le dure , Lando riparte meglio ed è alla pancia dell’olandese ma poi la corsia box finisce e dalla parte dell’inglese c’è solo l’erba e la terra, la McLaren la prende tutta e perde 2 secondi. “He pushed me into the dry grass! I’m annoyed!” (mi ha spinto sull’erba secca! Sono seccato!) si lamenta l’inglese ma le immagini gli danno torto. 31° giro c’è la sosta di Lewis per montare le medie sperando di sopravanzare Antonelli che il giro dopo monta le dure, invece la Stellantis rossa perde gradatamente terreno dalla sua ex macchina. Se proprio bisogna guardare cosa succede in pit lane c’è la sosta sia di Sainz che di Lawson per montare le gomme soft, non mi sembra male come strategia perché mancano solo 18 giri al termine della gara. Liam riparte 16° e Carlos 17°. Poco dopo lo spagnolo supera il neozelandese. Tsunoda passa Gasly e si galvanizza: 「さあ、ポイント取るぞ!!」(dai che vado a punti!). Dal 42° giro in poi incominciano i team radio dei piloti color zucca. “I’ll take care of reaching Max, let me go!” (ci penso io a raggiungere Max, lasciatemi andare!) chiede Oscar. “I’ll take care of reaching Max, leave it to me!” (ci penso io a raggiungere Max, lasciatemi fare!) risponde Lando. Sicuramente c’è una sosta di Stroll per montare gomme medie: “I want to try this mix too, then I’ll tell you about it.” (voglio provare anche questa mescola, poi vi racconterò). Sainz supera Hulkenberg e Doohan.

1° Verstappen, guida una Racing Bulls ma ha cambiato gli adesivi. 2° Norris, perde l’ennesimo duello con l’olandese. 3° Piastri, con le sue pretese toglie concentrazione a Lando. 4° Leclerc, bella gara, assetto buono ma non ottimo, il team deve cambiare lingua. 5° Russell, temo che non sappia gestire bene gli pneumatici. 6° Antonelli, come macchina da gara era meglio la sua di quella di George, pastrocchiata nella fase finale del Q3, suo il giro più veloce della gara. 7° Hamilton, strategia pessima, eccetera, eccetera. 8° Hadjar, effetto sorpresa. 9° Albon, effetto bella conferma. 10° Bearman, non è più una sorpresa. 11° Alonso, lottatore e vede poi Yuki negli specchietti. 12° Tsunoda, non sarà felice nel vedere il risultato del suo ex compagno. 13° Gasly, in affanno evidente. 14° Sainz, risale grazie alla mossa delle gomme morbide ma è lontano dal compagno. 15° Doohan, forse era acciaccato ma deve smetterla di andare a zig zag in rettilineo. 16° Hulkenberg, anno di relax per lui. 17° Lawson, aveva un’occasione d’oro per dimostrare che non era inferiore a Tsunoda ma l’ha sprecata. 18° Ocon, sperduto in pista. 19° Bortolaccio, apprendista. 20° Stroll, brutto weekend per lui.

La Red Bull dimostra che anche senza Newey può fare bene. La McLaren con l’alettone senza spifferi è alla pari della RB ma il team deve decidere subito su quale pilota puntare per il titolo altrimenti si danneggeranno reciprocamente. Della Ferrantis o della Stellrari ho già detto a sufficienza ma ci vuole un grande cambiamento nel reparto uomini.

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