DI PAOLO CICCARONE FOTO L.NICOLI

Siamo stati fra i pochi giornalisti di F.1 invitati all’anteprima del documentario dedicato alla vita professionale di Luca di Montezemolo, in apertura della rassegna cinematografica Visioni dal Mondo che dall’11 al 14 settembre si svolge a Milano. “Luca: Seeing Red” è un documentario dedicato alla vita di Luca di Montezemolo firmato da Manish Pandy e Chris Armstrong. Una chiacchierata sulla carriera e la vita professionale dell’ex presidente della Ferrari in cui la narrazione, in inglese, percorre le tappe salienti dell’avventura in rosso, vero filo conduttore del documentario della durata di un’ora e quaranta minuti.

Il film ha inaugurato il festival Visioni dal Mondo 2025, una rassegna che da undici anni anima Milano presso il teatro Litta e la Cineteca Arlecchino. Il ricordo della Ferrari di ieri, i fasti con Niki Lauda e le vittorie di Schumacher, hanno portato Montezemolo a parlare della Ferrari di oggi. Ai microfoni della stampa e delle TV non si è tirato indietro e ha illustrato la sua visione: “ Vedendo quelle immagini bellissime di Monza, la passione, e poi vedere una squadra che, malgrado tanti annunci alla vigilia, ad oggi non ha vinto nemmeno una gara quando noi, per nove o dieci volte, abbiamo lottato per il campionato fino all’ultima corsa della stagione”.

Montezemolo ha poi rincarato la dose: “E dico di più: anche se avesse vinto una gara, la Ferrari dopo tanti anni avrebbe comunque dovuto conquistare il mondiale. Io ho vissuto momenti terribili, perché credo che abbiamo perso nove, dieci campionati del mondo nella seconda metà dell’ultima gara. È da tanti anni che la Ferrari non arriva nemmeno all’ultima gara con un pilota in lotta per il titolo. Mi auguro che le cose cambino, prima di tutto per quelle persone che sono a Monza e che continuano ad avere una fede incrollabile. Credo che la Ferrari di oggi abbia ancora più responsabilità nei loro confronti. La cosa che mi dispiace oggi è vedere una Ferrari senza un leader: non c’è una leadership, non c’è un’anima forte e determinata. Si fanno annunci che spesso creano eccessive aspettative. Prima bisogna fare i risultati, poi gli annunci”.

Il riferimento alla gestione dell’ultimo anno è evidente, come è evidente nel documentario che la Ferrari è una parte importante della sua vita: “Dopo tutti i mondiali vinti a Maranello, non c’è una mia fotografia là dentro, come se si potesse cancellare il passato” recita nel documentario, una sorta di testamento professionale dedicato a chi vuole conoscere un pezzo di storia della rossa raccontata da dentro, con immagini girate nella sua Bologna, spezzoni di film e immagini delle gare del passato, il ricordo di piloti che non ci sono più, il rapporto con Todt, Schumacher: “Non ha mai detto o fatto qualcosa contro la squadra, ha sempre protetto tutti” e ancora: “Todt lo assunsi anche se era un francese, ma si è integrato nella squadra, gran lavoratore, dalla mattina alla sera in ufficio” chiaro riferimento alla gestione attuale. Un documentario in cui i ricavi andranno tutti alla fondazione Telethon, cui Montezemolo ha raccolto il testimone di Susanna Agnelli, sua grande mentore nella famiglia.

E infine, nei titoli di coda, i suoi figli, con un messaggio d’amore per ognuno di essi. Luca di Montezemolo, Seeing Red, il filo conduttore di una vita passata fra Azzurra, Cinzano, Fiat, Treni Italo, Italia 90 e tante altre avventure, ma con la rossa nel cuore. Da tifoso che ama senza essere ricambiato dopo la fine di un grande amore che avrebbe meritato maggior rispetto.
















