MODELLISMO La Ferrari F2002 di Schumacher per celebrare il ritorno a Imola della F.1

TESTO E FOTO DI ROCCO GIBILRAS

Finalmente dopo 2 anni il tifo è giunto sugli spalti dell’autodromo di Imola e sui prati del circuito Romagnolo. Dalla foga di sorpassi da cardiopalma fra Villeneuve e Pironi…. alla gioia per la splendida vittoria di Riccardo Patrese nel 1990, ai trionfi a catena di Schumacher. Ma anche da momenti tristi e drammatici.

La Ferrari non ha vinto ad Imola ma sicuramente ha dimostrato di essere tornata forte e capace di far sognare nuovamente i tifosi come sapeva fare Michael.

Devo essere onesto. Sono sempre stato un grande tifoso del magico Ayrton.  Solamente col titolo del 2000 conquistato a Suzuka ho compreso il vero talento di Michael Schumacher e la forza della squadra.

In questo avvio di stagione La Rossa ha dato prova  tangibile della sua forza tecnica e agonistica e se apro il cassetto dei ricordi la mente mi porta a 20 anni fa con la creazione della F2002 una delle Ferrari più belle sviluppate a Maranello.

La prima Ferrari che portò i loghi di una nota casa di telefonia mobile che all’epoca era per noi adolescenti la più importante società che ci permetteva di inviare sms gratis durante l’estate e durante le feste natalizie.

Una Ferrari dal punto di vista estetico bellissima e dal punto di vista tecnico fortissima che dominó quella stagione con 15 gare vinte su 19 e 11 pole position.

Monoposto disegnata da Rory Byrne che presentava delle novità aerodinamiche molto vistose e la prima ad avere gli scarichi alti con le famose ciminiere. Equipaggiata con un 10 cilindri 3000cc capace di erogare 850 cv a 18500rmp.

Ed è per questo ho deciso di riprodurla in scala 1:12.

Infatti in questo articolo vi racconterò come sono riuscito a realizzare questo capolavoro d’ingegneria italiana in miniatura.  La base di partenza è un kit Revell della F2002 in scala 1:12. Il modello si presenta abbastanza bene ed è rivolto ad un pubblico in grado di poterla realizzare seguendo le istruzioni passo dopo passo senza particolari difficoltà infatti ha molti pezzi già pre verniciati anche se alcuni molto molto approssimativi. 

Chi decide di costruire il modello seguendo il kit tradizionale, alla fine avrà un buon modello di buon aspetto e abbastanza fedele nella riproduzione ma abbastanza GIOCATTOLOSO e purtroppo a mio avviso senza un anima.

Infatti durante la realizzazione di questo modello ho proprio voluto dare un’ anima che la rendesse fantastica ed unica.

Per fare ciò sono seguite varie fasi di montaggio dedicando attenzione e cura a molte aree del modello seguendo il più possibile una cospicua documentazione fotografica della vettura vera ed utilizzando uno degli strumenti più importanti durante questa realizzazione ossia la pazienza accompagnata da una buona manualità.

Nel modellismo la fantasia gioca un ruolo determinante per la realizzazione di un progetto.

Dopo aver aperto la scatola il primo lavoro è stato quello di sverniciare dalla vernice di fabbrica tutte le componenti.

Ogni pezzo infatti è stato curato in ogni sua parte per poi essere riverniciato.  La verniciatura è anch’essa un operazione molto importante e non deve essere presa sottogamba o trattata con superficialità.  È una scienza.

Un connubio di tecnica conoscenze delle materie prime e soprattutto di tempistiche appropriate.

Una delle parti più ostiche e delicate che hanno richiesto un accurata mano di verniciatura, sono stati dedicati alla realizzazione degli scarichi.

Basti pensare che entrambi hanno richiesto 10 fasi di sfumature di vernice e sono stati utilizzati i seguenti colori nero lucido, argento, oro, rosso chiaro, verde chiaro, blu chiaro, giallo chiaro, Smoke, ruggine, grigio, viola chiaro, e trasparente opaco e tutti i colori sono stati dati utilizzando leggere passate ad aerografo

Alla fine il risultato è strabiliante.

Anche la parte anteriore della monoposto è stata oggetto di modifiche importanti.

Il modello originale presenta un anteriore approssimato con la riproduzione anonima dei bicchieri portafluidi classici della pedaliera. Ma la vettura vera possedeva dei porta fluidi completamente diversi sia per posizione che forma.  Munendomi di fotografie ho cercato di riprodurre il più possibile le componenti poste sull’anteriore.  I bicchierini sono stati realizzati con delle cannucce porta mine tonde e per i relativi tappi ho utilizzato del classico cartoncino ritagliato e sagomato su misura. 

Una volta tagliati i bicchierini sono stati sfumati ad aerografo per imitarne i fluidi all’interno mentre due strisce di nastro carta opportunamente tagliate imitano le fascette di sostegno.

Per la scatola sterzo è stata utilizzata una cannuccia da succo di frutta opportunamente tagliata e dipinta a cui sono state incollate dei pezzi di plasticard che ne imitano le staffe di ancoraggio e poi incollati al telaio.

 

Anche il sedile e l’abitacolo hanno ricevuto grande attenzione….per imitare il camoscio del sedile è stata utilizzata della farina, infatti spalmando il sedile con della colla vinavil e poi della farina versata una volta asciutta e dipinta ad aerografo si ottiene un ottimo  risultato.

Le cinture sono state realizzate con del nastro medico ferma garze dipinte in rosso tagliate e sagomate a misura e inserite nelle fibbie realizzate in fotoincisioni acquistati a parte (unica cosa reperita assieme alle Decal del tabacco da punti vendita specializzati).

Anche il volante ha avuto i suoi ritocchi, come la riproduzione dei classici Manettini di settaggio delle varie mappature ricavati tagliando piccoli segmenti di stagno e incollati sulla superficie del volante e poi ritoccati a pennello a punta sottile utilizzando diversi colori.

Altra chicca è che ha dato un tocco di realismo non indifferente è rappresentata dalla realizzazione delle gruppo antenne radio e della telemetria poste sulla scocca anteriore della F2002. 

Esse sono state realizzate con del filo d’acciaio invece per le punte ho messo un po’ di colore acrilico nero su di una tavolozza attendendo che si asciugasse leggermente in modo da ottenere un prodotto dalla consistenza simile alla colla. Una volta ottenuta la vernice densa con un pennello si applicano leggere gocce sulle estremità delle antenne.

Il risultato è molto realistico. 

Parlando del propulsore. Anche questa parte ha avuto la sua attenzione dovuta. Sono state realizzate tutte le connessioni elettriche ed idrauliche.  Rifatto il cassone porta airscope con i relativi  flauti degli iniettori utilizzando come punte sottili cavi di rame dipinti di color acciaio.  Non mancano supporti motore e flessibili dei liquidi delle masse radianti. Sono state anche riprodotte le varie centraline elettroniche poste sulle pance e sulla parte del posteriore.

Anche la verniciatura della scocca è stata curata nei minimi particolari. Dopo la sverniciatura si è provveduto ad un accurata stuccatura e carteggiatura per poi riverniciare ad aerografo con il tipico rosso Ferrari in uso nel 2002. 

Completano il lavoro l’applicazione dei loghi del tabacco è degli sponsor della monoposto e per concludere un’accurata lucidatura che ne risalta le forme sinuose e spigolose allo stesso tempo.

 

Che dire, forse spettacolare è un complimento eccessivo ed esagerato, sicuramente non è perfetta, ma vi posso assicurare che vederla dal vivo proietta ricordi magici, scanditi da domeniche all’insegna di bandiere rosse sventolate in aria ,  dal ricordo di una supremazia tecnica ed agonistica che manca da troppo tempo.

Lo devo anche a Michael e a tutto il team dell’epoca per le emozioni che hanno regalato a tutti i tifosi nel mondo dimostrando come la perseveranza e la determinazione ed  duro lavoro alla fine possano far volare alto.

Forza Ferrari

GUARDA LA GALLERY DI F2002 DI ROCCO GIBILRAS

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