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Woking. Sotto le luci asettiche e futuristiche del McLaren Technology Centre, il velo è caduto. La scuderia britannica ha presentato la MCL40, la monoposto chiamata a interpretare la più grande rivoluzione tecnica della Formula 1 moderna. In un misto di tradizione “Papaya” e nudo carbonio per limare ogni grammo, la nuova nata segna l’ingresso nella nuova era delle power unit al 50% elettriche e dell’aerodinamica attiva.

A colpire immediatamente è la fisionomia della vettura: visibilmente più corta e stretta rispetto alle “limousine” viste fino al 2025, la MCL40 appare nervosa, compatta, quasi aggressiva. Le pance sono scavate in modo estremo, figlie della necessità di ridurre la resistenza all’avanzamento, vitale con i nuovi limiti di consumo carburante. Ma è sulle ali che si sono concentrati gli sguardi: i flap mobili anteriori e posteriori, progettati per alternarsi tra la modalità “Z-Mode” (alto carico) e “X-Mode” (bassa resistenza), sono il cuore pulsante del progetto.
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