
Singapore. Lo scorso fine settimana ci siamo idealmente trasferiti là. Non per sfuggire alla mania di fare all’amore delle benedette, care Signore, come cantavano i Nuovi Angeli nel 1972, ma per ritrovarlo, l’Amore. L’Amore per la nostra Signora in Rosso, un po’ mortificato dalla precedente
Gara di Casa. I presupposti c’erano tutti: sul Singapore Street Circuit negli ultimi anni la Ferrari aveva sempre offerto prestazioni brillanti, imponendosi nel 2015 con Sebastian Vettel, partendo in pole nel 2017 in una Gara che tanti mi dicono che poi si sia regolarmente disputata, anche se della quale io personalmente non riesco a ricordare nulla… strano… che sia stato il “Beri-beri” a far da scacciapensieri, per tornare ai Nuovi Angeli?
Come al solito, non vi è nessun bisogno di raccontare come è andata. Lo sappiamo benissimo tutti. Non vorrei nemmeno tanto addentrarmi sulla analisi degli accadimenti, sulla ricerca di responsabilità, se mai ve ne fossero. Per me, semplicemente, ha vinto il Migliore. Dominando dal sabato pomeriggio una Gara che ci ha lasciato nel nostro dolore. Non ce la facevo neppure a guardarla: mi si spezzava il cuore (e dagli, coi Nuovi Angeli!).
Di questo credo che dobbiamo prendere atto: Lewis Carl Davidson Hamilton si sta ergendo a livelli di espressività agonistica, di visione di Gara, di padronanza del mezzo e delle situazioni che sono state proprie dei più Grandi Interpreti dello Sport che più amiamo.
E non mi sto riferendo ai primi dieci all time, ma ai primi tre. Ormai lo stanno dicendo anche i numeri, le classifiche delle Pole Position e dei Gran Premi vinti. Ma, più di ogni altra cosa, lo sta dicendo il Magnifico Spettacolo che ci sta offrendo ad ogni Gara ormai il Meraviglioso Ragazzo di Stevenage. Sì, perché soffriamo terribilmente, questo è vero, io per primo. Ma vedere un Fuoriclasse di questa statura in azione non può lasciare indifferente che ama davvero questo Sport. Quindi, per quanto mi riguarda, mi si è spezzato il cuore, sì. Ma vi assicuro che è stato un piacere! (e basta coi Nuovi Angeli!)
Quando si hanno di fronte Campioni di questa statura, inutile cercare colpe o responsabilità: in questo momento il più forte è Lui. Punto. Lascio a voi decidere se di testa, di piede, di squadra o di pioggia (anche se ieri, al netto di quella signora che stava bagnando i gerani al terzo piano, di pioggia non se n’è proprio vista). E ora che si fa? Domani chiudiamo e c’imbarchiamo col primo vapore (ancora?)? No.
Non mi sembra il caso. Preferisco pensare che a Maranello esistano tutto, gli Uomini, le Donne, i Mezzi e le Idee per contrastare adeguatamente questa Forza della Natura, che per altro, non dimentichiamo, supportato da una Grande Casa Automobilistica che non sono così convinto lo abbia lasciato troppo indietro tecnicamente rispetto alla nostra Amata.
Anche lo stesso Sebastian Vettel ne è sicuramente consapevole: si trova a competere nella Squadra di Formula Uno più famosa e blasonata del mondo, una posizione che qualunque altro Pilota, qualunque altro Appassionato sulla faccia della Terra gli invidia. Ed è arrivato lì non perché fosse la brava Persona che è o fosse particolarmente simpatico, ma perché ha dimostrato di avere i numeri, di avere le Capacità per essere Pilota della Scuderia Ferrari.
Mi piace pensare che se, ai suoi tempi, anche Alain Prost è riuscito a contrastare adeguatamente e con un certo successo un certo Ayrton Senna, credo che anche Sebastian Vettel, che a me ricorda tantissimo il Campione Francese, possa fare esattamente la stessa cosa con Lewis Hamilton. A Maranello ha tutto. A Maranello c’è tutto quello che serve per farlo. E lui, secondo me, è perfettamente in grado di arrivare a farlo. E farlo bene. Con continuità. E con soddisfazione sua e nostra. Di noi, che ne abbiam passati di mari, ma che ancora abbiam raccolto ben pochi fiori…






