DI PAOLO CICCARONE

Diciamola tutta: dopo la splendida vittoria in Spagna con un grande Lewis Hamilton, si sperava in un bis o qualcosa di meglio in Austria. I solerti difensori del bene patrio ci avevano tritato gli zebedei con il nuovo super motore, l’ADUO che avrebbe messo paura a tutti e via di questo passo, col povero Gualtieri, responsabile motori a Maranello, che giustamente diceva che non era una rivoluzione ma un piccolo adeguamento. Il risultato finale lascia senza parole perché dal trionfo di Hamilton in Spagna, capace di piegare la Mercedes di Russell, siamo passati a un quinto posto con 26,3 secondi di distacco dal vincitore.
FERRARI QUARTA FORZA A SPIELBERG
E se guardiamo la classifica, oltre ai tempi sul giro, si vede come la Ferrari sia stata la quarta forza in gara: Red Bull e McLaren hanno fatto di meglio, con Piastri che a parità di giro nel pit stop con Hamilton, è arrivato con quasi 5 secondi di vantaggio sull’inglese. Il problema? A vedere come le rosse siano state le prime a cambiare le gomme, pare evidente: un consumo eccessivo che ha compromesso tutto. E una vocina interna alla Ferrari lo ammette: “Quando non hai il passo gara giusto, provi a tirare dappertutto e il risultato è un consumo eccessivo di gomma e un ritmo più lento”.

DALLA SPAGNA ALL’AUSTRIA LA MARCIA INDIETRO
Cosa è cambiato dalla Spagna, una pista definita quella che avrebbe sancito la superiorità della rossa per tutta la stagione, enfatizzata dai soliti noti portatori di acqua al mulino di Maranello? Qui ci sono curvoni di appoggio, frenate secche (un paio) e serve trazione, ovvero un assetto costante. Stranamente in Spagna c’era, qui no. Serve un motore più potente e anche la famigerata benzina super della Shell, che doveva garantire 15 CV in più, di fatto è svanita sotto al sole della Stiria? Insomma, pompare oltre il dovuto per fare click e presentarsi come i portatori unici del verbo Maranellese, alla fine non paga se poi la realtà è questa. Un altro aspetto critico riguarda Charles Leclerc, ancora una volta più lento di Hamilton anche se capace di un bel giro di qualifica.

La voce narrante della TV, unica fonte di ispirazione per tanti, dice che non si è ancora abituato ai nuovi freni. Intanto li ha voluti lui dopo aver preso un’altra strada ed è tornato indietro a quanto scelto da Hamilton. Se prima i Brembo non andavano bene e voleva i Carbone e adesso deve adattarsi, qualcosa non torna nella narrazione. Beccarsi 19.47 secondi da Hamilton a parità di macchina, dopo quello che Leclerc ci ha mostrato in passato, è il sintomo che non torna qualcosa d’altro.
MISTERO LECLERC
Problemi personali? Difficoltà di adattamento alla SF26? Scelte tecniche non condivise? Eppure ha appena rinnovato il contratto, gli hanno aumentato lo stipendio, quindi è nella migliore condizione psicologica possibile. E allora, meglio aspettare le prossime gare. Non può aver dimenticato come si guida (la qualifica lo ha mostrato chiaramente) quindi serve rimettere insieme tutti i pezzi del mosaico. Quello che è certo è che dalla Spagna all’Austria Hamilton ha perso da Russell 45,861 secondi, ovvero una media di oltre 6 decimi al giro. In due settimane. Cosa hanno cambiato sulla macchina o rinunciato per arrivare a questo livello?






