DI HERIBERT STOHR

Raus in tedesco significa fuori, ma non gentilmente; è un po’ come dire vai fuori, vieni cacciato dalla gara : è quello che è successo al 39° giro a Verstappen. Un solido secondo posto (paga netta da Leclerc) andato in fumo per un arrosto di taurina power.
“L’estate sta finendo, e un anno se ne va” cantavano i Righeira, invece Charles sta cantando “Il campionato sta finendo, e un anno se ne va.”
Il dominio Ferrari è evidente anche per un cieco e potrebbe diventare una stagione da record. Ora mi rivolgo a quelle persone che sui social scrivevano “Hamilton vince perché ha la macchina migliore.” A questo punto mi aspetto (se sono onesti) che le stesse persone scrivano “Leclerc vince perché ha la macchina migliore.”
Anche Sainz guida una Ferrari, l’anno scorso ha fatto più punti di Charles (non doveva farlo?), quindi ha dimostrato bravura e solidità. Peccato che sia ingenuo : non ha capito che sarà la seconda guida. Vuoi per sfortuna, vuoi per distrazioni del team, quest’anno parte dietro e arriva dietro al compagno di squadra. Se analizziamo le sue strane prove ufficiali di questo GP e come l’abbiano convinto a montare le gomme dure per la gara (Alonso ha impiegato 13 giri per farle funzionare) possiamo intuire come lo mettano in difficoltà all’interno del team. Hanno trasferito la tranquillità dello spagnolo al monegasco e il nervosismo di Leclerc a Sainz. Il ritiro di Carlos è il risultato di questa azione.

Pronti via e partono bene in tanti salvo Sainz e forse Bottas, oltre ai due spagnoli altri quattro partono con gomme dure. Guizzo di Hamilton che passa Perez in staccata e Russell che passa Norris. Lewis si permetterà di stare 3° per 11 giri. Al comando c’è Leclerc non impensierito da Verstappen. 3° giro e c’è il patatrac di Sainz che va fuori e si ritira. Safety Car dopo la consueta VSC. Stroll prova una genialata; cambia le gomme dure con le medie e il giro dopo rimonta le dure per andare fino alla fine.

Vediamo Vettel raccogliere un bel po’ di ghiaia e Magnussen che fa la solita confusione. Perez passa Hamilton all’11° giro. Con un certo ordine sequenziale dal 14° giro in poi iniziano i pit stop per montare gomme dure. Max è in difficoltà con le sue ed entra ai box al 19° giro. Al 21° tocca a Perez e al 23° Leclerc e Hamilton. Poco dopo un giovincello Vettel fa un errore da pilota di F4 e picchia duro. Safety Car. Ancora! Della serie “non ci posso credere” Russell piomba ai box per montare le hard proprio quando tutti vanno pianissimo così rientra davanti a Perez e Hamilton. Brivido alla ripartenza.

Leclerc, nel curvone che precede il traguardo, ha un sottosterzone per cui esce piano e Verstappen riesce ad affiancarlo ma all’esterno della staccata sfavorevole per l’olandese. Inizierà un duello come le altre due gare? Macché! Tutto torna come prima con Charles che allunga senza problemi. 39° giro. Max fa un concitato via radio e poi si ritira chiamando i commissari con gli estintori per spegnere preoccupanti fiamme. Virtual Safety Car ma per poco. Alonso fa il suo pit al 40° giro ma rientra in pista intruppato in un gruppo di duellanti con davanti Stroll che tra zigzagare e dare una spintarella a Bottas si becca 5 secondi di penalità.

Gasly non riesce a passare il canadese e si becca una presa per i fondelli via radio da Alonso. Punto nell’orgoglio il francese passa finalmente l’Aston Martin. Perez fatica a superare un Russell orgoglioso che poi tiene dietro di sé Hamilton a distanza furba. Entrambe le Mercedes hanno problemi di temperature alte nel motore, cosa che aumenta le perplessità di chiunque mastichi di F1, quasi a confermare che la macchina tedesca sia nata male. Alonso è in difficoltà e prova un altro cambio gomme ma solo per chiudere ultimo. Albon fa il suo pit stop dopo 57 giri su 58 (che Pirelli!!!) ; così facendo gli riesce una strategia magica di gestione pneumatici che gli fa guadagnare un punto in classifica preziosissimo.

1° Leclerc, la macchina è perfetta, lui quasi (fa solo una sbavatura al 3° restart), la monoposto gli calza a pennello non può far altro che vincere. 2° Perez, secondo pilota bibitaro e giunge secondo quando manca il leader, gara onesta niente di più, non ci sono applausi per lui che duella con le Mercedes odierne. 3° Russell, ammette candidamente di essere stato fortunato per due volte, ma almeno dimostra la sua immensa bravura. 4° Hamilton, gran partenza e gran ritmo, non può spingere come vuole, perde il podio per sfortuna, sarà un anno durissimo per lui. 5° Norris, prima parte di gara attaccato alle Mercedes, seconda parte di gara con gomme dure non è competitivo e finisce lontano dalle auto tedesche.

6° Ricciardo, fotocopia della gara di Russell, arriva dietro nello scarico del compagno. 7° Ocon, l’Alpine sembra competitiva, fa una gara solitaria ma si allontana dalle McLaren. 8° Bottas, parte indietro, lotta per arrivare a punti, sembra che il team (con lui) non sbaglia più le strategie. 9° Gasly, ci si aspetta di più da lui e dalla sua macchina, manca di velocità, gara di difficile lettura. 10° Albon, festa grande per questo risultato grazie ad una dolcezza di guida nelle parti iniziali, complimenti! 11° Zhou, quasi a punti per un pelo, continua l’apprendistato in modo molto positivo.

12° Stroll, anche senza la penalità sarebbe arrivato in questa posizione, tenta un azzardo il team (53 giri con un treno di hard) ma non riescono ad andare a punti. 13° Schumacher, fa un paio di errori ma riesce a fare una buona gara forse favorito dal team. 14° Magnussen, solito casinaro con strategia complessa, o rovina le gomme o arriva così per ordini dal team. 15° Tsunoda, anche lui doppiato, non si è visto, buio pesto. 16° Latifi, non finisce ultimo grazie ai problemi di Alonso ma almeno non fa danni, sospiro di sollievo per il babbo. 17° Alonso, due safety car danneggiano la sua strategia ma poi ha dei problemi tecnici e arriva comunque in fondo.
Se Leclerc è il predestinato allora Sainz è il procrastinato. Okay?
Ci vediamo nella bolgia di Imola.






