F.1 GP SPAGNA Piastri guida la doppietta McLaren su Verstappen mentre Ferrari annaspa

DI PAOLO CICCARONE

BARCELLONA – Gli inglesi dicono Hype quando ci si aspetta qualcosa di grande e rivoluzionario. Il GP di Spagna aveva un Hype enorme perché sarebbero entrate in vigore le nuove norme che limitano la flessibilità degli alettoni. E tutti a dire che finalmente la McLaren sarebbe stata fermata, la Ferrari che faceva intuire di essere pronta al riscatto. Poi vedi la classifica e capisci tutto. O quasi.

Perché con Oscar Piastri in pole e Lando Norris a poco più di 2 decimi dal compagno di squadra in McLaren, capisci che contro le papaya c’è poco da fare. Ali più rigide per tutti, ebbene non cambia il risultato. Segno che qualcuno ha vissuto per 9 gare sul bluff dei dubbi sui rivali. Poi quando metti le ruote in pista scopri che Verstappen tira fuori il giro perfetto e becca solo 3 decimi da Piastri, Russell con la Mercedes si lamenta che sono troppo conservativi e si piazza quarto praticamente uguale a Verstappen e poi a mezzo secondo arriva Hamilton con la Ferrari mentre Leclerc ha rinunciato al secondo giro di qualifica fermandosi ai box e non va oltre il settimo posto dietro ad Antonelli.

Altra pista, Barcellona, che rappresenta un po’ il banch mark, come dicono gli inglesi, perché è la pista completa, dove emergono pregi e difetti e dove i distacchi in prova dicono cosa succede in gara. E contro le McLaren, non solo le ali il problema quanto il fatto che riescono ad ottenere la deportanza dal fondo, quindi adesso il bluff dei rivali che dicevano dalla Spagna cambia tutto, non cambia niente. Tranne qualche resa dei conti in seno a qualche squadra perché i difetti di inizio anno, qui sono stati evidenziati dai curvoni veloci, dal lungo rettilineo e dai tornantini dove serve accelerazione.

Ferrari quarta forza in campo, con una gara in cui possono cambiare gli equilibri ma resta un team, McLaren, davanti, e il terzetto Red Bull, Mercedes e Ferrari più o meno allo stesso livello. Buona la prestazione di Antonelli, sesto con la Mercedes, ad appena 66 millesimi da Hamilton e 20 millesimi davanti a Leclerc, ma con una griglia in cui 20 piloti in Q1 erano in 8 decimi appena, passare dal gruppo di testa alle retrovie, è davvero un attimo.

“Vediamo in gara cosa succede – dice Verstappen – il bilanciamento è migliorato durante il week end, credo che venerdì abbiamo patito qualche problema, ma abbiamo capito che fare. Non è stato sufficiente per la pole ma daremo il massimo al solito”. E qui si capisce come il gap da recuperare sia giocato su millesimi: “E’ incredibile quello che succede oggi – dice Emerson Fittipaldi ,due volte campione del mondo di F.1 – ai miei tempi era tutta meccanica, oggi è scienza applicata. Se il computer dice che puoi fare una cosa, stai sicuro che questi ragazzi lo faranno e il risultato è lì. Conosco McLaren li adoro, ma sinceramente in pista l’unico che fa la differenza è Verstappen”. Infatti il compagno Tsunoda, stessa Red Bull, è ultimo a 8 decimi. Quando si dice la scienza applicata…

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