F.1 GP ITALIA Monza guarda al futuro migliora qualcosa ma paralizzata per altro

DI PAOLO CICCARONE FOTO BEPPE MAGNI

Una marea di folla ha invaso l’autodromo di Monza, segno della vitalità e della passione di chi lo frequenta, specialmente fra tanti giovani che hanno reso una festa bellissima la loro presenza in autodromo. Partendo da questo entusiasmo, abbiamo fatto al solito un po’ di giri per capire il bello e il brutto e c’è da dire che molte cose sono decisamente migliorate. La Fan Zone è una delle più belle fra le gare del mondiale F.1 con una vasta area e la viabilità pedonale è davvero migliorata e più sicura, finalmente ci sono transenne per i percorsi pedonali separati da quelli auto. Migliorata la situazione dei punti di ristoro anche se a volte conviene fare un mutuo per comprare da mangiare e per questo tanti hanno preferito rivolgersi allo stand Barilla in Fan Zone, che è stato preso d’assalto, per qualità e valore. Complice anche lo splendito spot TV con ricordi della F.1 del passato. Gli ingressi affollati, con controlli al limite dell’isterismo (in Olanda c’era una marea di gente con due soli ingressi principali senza i problemi di Monza…) fanno capire che si può migliorare in quest’area, in fondo è gente che paga fior di quattrini e andrebbe trattata con rispetto e non con spintoni dai soliti controllori raccattati chissà dove e come.

BELLISSIME LE F.1 STORICHE

Rivedere in pista Jean Alesi con la Ferrari 412 T del 95 e Jacky Ickx con la 312 B del 1970 di proprietà di Paolo Barilla è stata una emozione forte, soprattutto nel sentire il classico dodici cilindri di Maranello girare come un violino. Bravissimi i ragazzi di Silvano Caira con le monoposto storiche di contorno. Un tuffo fra leggende e storie di ieri su un tracciato moderno è quanto di meglio si potesse proporre.

SALA STAMPA STILE POLLAIO MA COMODA E FUNZIONALE

Perplessità aveva destato la serie di container per fare la nuova sala stampa. Alla prova dei fatti si è rivelata spaziosa, comoda e funzionale, anche se le scarpinate fino al paddock a fine giornata si sono fatte sentire. Il confronto con la vecchia sala stampa è stato stridente, perché pur avendo oltre 30 anni, la sala stampa di Monza era una delle più belle del mondiale e rinunciarci è stato un sacrificio enorme. Perché nel pollaio, come simpaticamente è stata chiamata la nuova sala stampa, mancava il contatto visivo col pubblico delle tribune, il vedere i team in azione, percepire in maniera emozionante cosa accadeva. Si spera che la nuova venga pronta ma da quello che abbiamo saputo, l’impressione che si starà nel pollaio ancora per un anno se non di più. Si sussurra un costo di affitto di 500 mila euro fra montaggio e smontaggio, che potrebbe bissare l’anno prossimo se dovesse mancare la nuova struttura. L’accordo firmato con Liberty Media 3 anni fa prevedeva la cessione della sala stampa sul tracciato, peccato che dopo 3 anni si sia arrivati a quella attuale. Ottimo il catering e l’area relax, almeno in questo si è compensato.

ACCREDITI VECCHIO PROBLEMA

Al solito alla voce accrediti ci sono recriminazioni. Professionisti lasciati fuori, influencer e addirittura titolari di pagine social col loro bel pass al collo. A precisa domanda il responsabile stampa ha detto che la scelta è stata della FIA, peccato che la FIA abbia detto che aveva concesso un certo numero di pass e che toccava all’organizzatore decidere. A precisa richiesta si sono rifiutati di fornire l’elenco degli accreditati, per cui le norme e le regole a quanto pare valgono al solito per qualcuno. Alcuni esclusi alla vigilia, poi hanno visto arrivare il loro pass, altri sospettano di aver visto il pass loro dedicato girato chissà a chi. Alcune testate locali si sono vantate di avere 4 accrediti, quando le norme ne prevedono due al massimo, e via di questo passo…Insomma il solito guazzabuglio dove le regole valgono a seconda di chi soddisfare: “Vorrei vedere te dover fare delle scelte cosa sapresti fare” ci ha risposto a muso duro il direttore autodromo di Monza. Gli abbiamo risposto che da professionisti, almeno in questo le nostre scelte sarebbero state coerenti…

VIABILITA’ CAOTICA

Qui l’autodromo e l’organizzazione non hanno colpe, anzi sono vittime dei piani di viabilità stabiliti da altri. Venerdì sera si è registrato un mega ingorgo in cui le uscite dal circuito erano obbligatorie, col risultato che si è finiti tutti in circolo. Per fare un esempio, da Vedano a Biassono, circa 2,5 km, ci sono voluti un’ora e cinquanta minuti e quando si è arrivati in via del Parco, zona Lesmo alle 20,50, non c’era nemmeno un vigile a dirigere il traffico o smaltire il flusso, per cui all’attacco dell’incrocio perduto è stata la specialità stile piratesco. Sabato si è bissato e non c’era nemmeno il traffico di rientro tipico del fine settimana lavorativo. Ergo, chi lo ha deciso ha sbagliato di brutto peccato che le conseguenze le abbiano pagate i tifosi.

Prezzi esagerati per il merchandise F1 la cui vendita è stata vietata ai negozi in autodromo…

PADDOCK AFFOLLATO CON TANTI OSPITI

A sorprendere la gestione del paddock, con ingressi decisamente più ordinati e la presenza dei punti catering, da Barilla con l’angolo della pasta ai ragazzi di Pizza Haut con Acampora che ha ricevuto niente meno che una telefonata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La folla di VIP, calciatori, attori, personaggi TV, la presenza dei 24 organizzatori del mondiale F.1 convenuti a Monza, gli eventi a Milano e circondario, fanno capire l’importanza strategica, glamour e mediatica della gara monzese. Ci sono più avvenimenti al GP d’Italia che nei vari eventi clou come Abu Dhabi, Singapore o la stessa Montecarlo. Questo patrimonio va salvato e almeno finora, si può dire che il GP d’Italia sia stato un successo davvero meritato.

 

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