DI PAOLO CICCARONE

Era previsto da tempo l’annuncio di Kimi Antonelli in Mercedes e finalmente è arrivato con un comunicato stampa alle 9 di sabato mattina 31 agosto. La notizia era ormai un segreto di pulcinella, peccato che sia giunta proprio nel week end in cui Antonelli dopo pochi giri sia andato a sbattere. “Sono cose che succedono – ha detto Toto Wolff – quando scambi la sessione di prove libere con quelle di qualifica, ma va bene così” e con una risata ha archiviato il tutto.

“Ieri ho sbagliato, ma ho imparato la lezione – ha detto un emozionato Antonelli – Ho ancora tanto da apprendere, ma sto lavorando duramente per essere pronto per la prossima stagione. Ho capito che non posso subito cercare il limite. Soprattutto perché, ripensando a quello che è successo, la pista era molto scivolosa, con un grip inferiore alle aspettative. Ho spinto troppo, le prossime volte cercherò di dosare meglio”. E come è stato il… dopo incidente? “La prima mezz’ora dopo è stata molto difficile. Ma poi ho dovuto resettare per poter disputare la qualifica di F.2, cercando di concentrarmi al meglio sul mio compito. Penso che avere subito una sessione da disputare mi abbia aiutato a mettermi alle spalle quello che era successo”.

Da parte sua Toto Wolff ha esaltato il ruolo della filiera Mercedes sui giovani piloti: “Il grande merito va al nostro programma di giovani piloti e coloro che hanno fatto in modo di essere capaci di crescere questi talenti già dalla piccola età. Senza loro, noi come Mercedes F1 Team, non saremmo stati in grado di trovare Kimi. Aveva solamente undici anni ed abbiamo visto i suoi risultati in pista.
È fantastico vederlo lavorare con la squadra. Per George, ad esempio, è stato diverso perché è stato lui a trovarci venendo nel mio ufficio a mostrarmi una presentazione PowerPoint. Russell ha vinto tutto i campionati che erano necessari e lo stesso vale per Kimi; quindi, forse abbiamo imparato una bella lezione”. Poi, uscendo dalla affollatissima saletta Mercedes, una battuta in italiano: “Capisco Kimi – ha concluso Wolff – mi ricorda qualcuno che in prove libere a Imola è andato a sbattere alla Rivazza con una GT, sono cose che succedono, basta essere veloci” e il riferimento a se stesso che ha demolito una macchina del team del papà di Kimi era puramente casuale…






