DI PAOLO CICCARONE foto Rubio/Francese/Racing Press

La via della seta per la Cina partiva da Venezia, ora quella dei motori parte dall’Emilia Romagna. Da Marco Polo a Kimi Antonelli in mezzo ci sono sette secoli di differenza, ma la base è sempre quella: l’Italia ha qualcosa che piace alla Cina e alla Cina il made in Italy fa la differenza. A Shangai, un piccolo pezzo di storia tricolore si è aggiunto agli altri: la prima corsa in assoluto su questa pista fu vinta da Ivan Capelli nel 2004 e il primo successo in F.1 fu di Barrichello con la Ferrari, stesso anno. Adesso la pole del pilota più giovane della storia della F.1 è di Kimi Antonelli, Bologna, 19 anni sei mesi e qualche giorno. Un record che si aggiunge al più giovane pilota salito sul podio e al più giovane pilota che ha segnato un giro più veloce in gara. Ne manca uno: il più giovane vincitore di un GP. Ma non corriamo troppo.

Fra loro “si annusano” e sanno con chi hanno a che fare. Vedere Lewis Hamilton andare ad abbracciare Kimi Antonelli dopo che il bolognese ha ottenuto la prima pole vera della sua carriera in F.1 (quella di Miami dell’anno scorso era nella gara sprint) fa capire come fra campioni ci si riconosce. E avendo lavorato insieme al simulatore ai tempi della Mercedes, Hamilton sa bene con chi ha a che fare. Per l’Italia da corsa è una bella notizia, quasi quanto le due Ferrari in seconda fila nel GP di Cina, segno che la rossa non è lontana dal vertice. La bella notizia riguarda un ragazzo di 19 anni che con la pole position (l’ultima di Fisichella in Belgio nel 2009…) segna un record in F.1: è il più giovane pilota a ottenere una pole position da quando esiste la categoria.

I più giovani di sempre, che lo hanno preceduto in questa speciale classifica, sono nomi che hanno scritto la storia: Schumacher, Vettel, Alonso, Verstappen, Hamilton, tanto per citarne alcuni. E dal punto di vista anagrafico, Antonelli li ha messi tutti dietro. Adesso la speranza è che possa continuare la striscia di successi dei piloti citati prima, dai 7 titoli del duo Hamilton Schumacher ai 4 di Verstappen e Vettel. Ma sarà una strada lunga in cui questa pole position ha solo segnato il primo passo di un cammino che Toto Wolff, il TP di Mercedes, aveva già intuito anni fa: “Segnati questo nome, Kimi Antonelli – ci disse cinque stagioni fa, quando Kimi era ragazzino nei kart – sarà il prossimo italiano campione del mondo di F.1”.

Pensavamo a una battuta, visto che all’epoca l’unico rappresentante tricolore era Giovinazzi (poi campione del mondo WEC con la Ferrari, ndr) e le speranze erano ridotte al lumicino. Invece la crescita di Antonelli, dopo una stagione F.2 nel 2024 a dir poco disastrosa, è maturata passo per passo. Certo, per battere Russell manca ancora qualcosa, ma per la prima volta dopo decenni, abbiamo un italiano davanti a tutti. Almeno in qualifica. La gara, come mostrato dalle due partenze fatte finora (Australia e gara sprint in Cina) non sono il suo forte, sia per le gestioni della batteria sia per un errore nel riscaldare le gomme.
La speranza è che non sprechi questa occasione, anche se al fianco ha proprio quel Russell, inglese, in squadra a forte conduzione inglese, che riporta alla mente quanto accadde nel lontano 1992. Riccardo Patrese, all’epoca pilota Williams, aveva finalmente la macchina per lottare per il mondiale. Ma Nigel Mansell era il pilota di casa e quando a un GP Patrick Head, capo della squadra, disse a Riccardo due parole semplici: “Deve vincere Nigel”, il nostro Riccardo capì che per lui le porte del mondiale erano chiuse. “Non so nemmeno come definire questa sensazione – ha detto dopo l’abbraccio di Hamilton nei box – Sono felicissimo, ma alla fine è solo l’inizio, c’è ancora tanto da fare. Sarà una gara lunga, la macchina è forte e ho tanta voglia di giocarmela. Ho avuto qualche difficoltà con l’equilibrio della vettura, ma sono riuscito a migliorare giro dopo giro. È stata la prima volta che, in una qualifica, sono riuscito a trovare sempre il tempo migliore ogni volta che uscivo in pista”.
La gioia di papà Marco, pilota nel GT e titolare della scuderia AKM Antonelli Racing, che fa correre le Mercedes nei campionati GT, era evidente, al punto che è andato a salutare tutti i ragazzi del box Mercedes per questo evento storico.






