DI GIUSEPPE MAGNI FOTO DAL WEB (probabile Actualfoto-Colombo)

Qualche tempo fa, prima che il boss Dieter Mateschitz venisse meno, girò voce che la Red Bull, proprietaria del circuito austriaco omonimo sul quale si svolge tradizionalmente il Gran Premio d’Austria, volesse ripristinare la prima parte del vecchio, storico circuito dell’Österreichring.
Quella parte che, anziché girare seccamente a destra prima della collinetta dove ora viene allestita la fan zone, proseguiva per un piccolo tratto in cima alla salita che inizia dopo il traguardo, per affrontare una esse, la famosa Hella-Licht, per poi proseguire dietro la collinetta, nella zona denominata Flatschach, un rettilineo in salita appena ondulato, che negli ultimi anni ha ospitato l’infinito parcheggio dei pulmann che porta a Spielberg la marea orange dall’Olanda.

Alla fine del rettilineo, sempre in salita, una delle più belle curve del vecchio Osterreichring, la curva Sebring, o Dr. Tiroch, che dir si voglia, una sfida nella sfida, in salita, inclinata verso l’interno e cieca in uscita. Veramente tutt’altra cosa rispetto all’insipido tornantino in salita creato, molto più all’interno, nell’attuale Red Bull Ring. Chissà se Red Bull e l’amministrazione della Stiria hanno ancora davvero intenzione di mettere mano a quel tratto di pista per riportarlo all’antico splendore.

Di quando il Gran Premio d’Austria, che per un certo periodo si disputò nei giorni di ferragosto, era considerato il IV gran premio italiano, dopo Monza, Imola e Montecarlo, talmente tanta era l’affluenza di nostri connazionali al seguito della Ferrari e dei piloti italiani. Speriamo davvero, anche se riproporre la vecchia Sebring in un angolo di pista dove, all’esterno, sale abbastanza ripida la collina, non lo vedo esercizio facile. Ma ce n’è sincereremo nei prossimi giorni. Già che ci sono, potrebbero riproporre anche la curva Bosch così com’era, eliminando l’attuale, insignificante surrogato attuale.

Il Gran Premio d’Austria si è sempre disputato nell’area tra Zeltweg e Spielberg. Le prime edizioni risalgono alla metà degli anni ’60, dove il circuito era costituito da 4 rettilinei posti ad “L”, sulla pista aeroportuale che esisteva in quella zona dai tempi della guerra. Nel 1964 ci vinse il nostro Lorenzo Bandini con la Ferrari, nella unica vittoria in F.1 dello sfortunato campione romagnolo. La pista aeroportuale, troppo sconnessa, venne presto sostituita dal meraviglioso Osterreichring, con le sue splendide curve che seguivano i sensuali declivi di questa valletta a 77 km da Graz.

Lì si è andati a correre il Gran Premio d’Austria dal 1970 al 1987, con la vittoria di Jacky Ickx su Ferrari nel 1970 fino all’ultima edizione vinta da Nigel Mansell nel 1987. L’Osterreichring era un circuito davvero selettivo, i curvoni infiniti che lo caratterizzavano lasciavano parecchio spazio ai cuori impavidi. Non per nulla, nell’albo d’oro, troviamo cavalieri del rischio quali Jo Siffert, Vittorio Brambilla, Alan Jones quando ancora correva con la Shadow, John Watson e il nostro Elio De Angelis. Poi, dopo questo glorioso, leggendario periodo, l’Osterreichring venne giudicato pericoloso ed estromesso dal calendario F.1.

Venne soppiantato dal 1997 dall’A1 Ring, con una edizione che per poco non vide l’affermazione del nostro Jarno Trulli su Prost GP, dopo che Alain ci vinse, da pilota, nel 1983, nel 1985 e nel 1986. L’A1 Ring andò avanti ad ospitare il Gran Premio d’Austria fino al 2003, con le ultime 2 vittorie appannaggio di Michael Schumacher, ma di cui 1, quella del 2002, contestatissima, perché ottenuta a scapito di Rubens Barrichello, che frenò vistosamente in vista del traguardo proprio per cedere platealmente la vittoria al suo capitano.

Dal 2014 la Red Bull ha rivoluto fortemente la disputa del Gran Premio d’Austria sul suo circuito, denominato Red Bull ring, appunto. Speriamo davvero che ci sia spazio per la realizzazione del progetto che riporterebbe un po’ del vecchio Osterreichring sui declivi natii, riportando il circuito ai fasti di un tempo. Quel tratto leggendario della vecchia pista darebbe molto più gusto ai piloti e molto più carattere ad un tracciato effettivamente un po’ troppo corto ed un po’ anonimo per esaltare davvero. Speriamo bene. Vi faremo sapere.








