F.1 GP AUSTRALIA La sfida tecnica fra i top team ecco cosa li distingue

TESTO E DISEGNI GABRIELE PIROVANO

Dopo un giorno e mezzo di test in Bahrain, capire subito chi è il favorito e chi invece deve fare i compiti a casa, è arduo, per cui fare previsioni o indicare favoriti o meno, è sbagliato in questa fase. Il campionato vanta 24 GP, tanti forse troppi, e gli sviluppi programmati dai vari team consentono di intervenire e cambiare le carte in tavola rapidamente. L’esempio della McLaren dell’anno scorso che in Bahrain soffriva e a fine stagione dominava, è l’esempio lampante. Questo che segue è la situazione dopo i test in Bahrain, mentre già da Melbourne ci saranno novità e modifiche rispetto a quanto visto nei primi test. Ma andando con ordine, ecco le cose che ci hanno colpito maggiormente.

McLAREN. Ha suscitato grande interesse la sospensione anteriore nuova, con triangolo superiore ad effetto anti dive molto accentuato. L’attacco al telaio è stato ulteriormente abbassato nella zona dietro. Forse difficile da mettere a punto e far funzionare bene.

Lo schema sospensivo McLaren molto accentuato

MERCEDES e RED BULL. Ancora indecisi su quale muso adottare, corto o lungo. Durante i test provati entrambi i musi. Sabato in qualifica vedremo la soluzione adottata. McLaren e Ferrari usano musi corti.

ASTON MARTIN. Ci si aspettava di più. Ha suscitato interesse e curiosità le nuove prese aria collocate ai lati dell’attacco halo. Soluzione simile a quella Red Bull dello scorso anno. Potrebbe servire per raffreddare organi interni o a soluzioni aerodinamiche.

FERRARI e McLAREN. Ci saranno sicuramente polemiche per flessibilità ali posteriori innescate dalla Red Bull nei test. A flettere è l’intera ala posteriore, che dal pilone centrale e dalle paratie laterali che si attaccano alla struttura anti urto posteriore si piega all’indietro. L’elemento principale e il flap mobile  piegandosi creano minor resistenza aerodinamica all’avanzamento in rettilineo ad alte velocità.

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