DI PAOLO CICCARONE foto Campi- Ciccarone-McLaren

Non fa paragoni col passato ma ritiene che l’olandese abbia meritato il titolo con una macchina inferiore e sulla fiction su Senna, le critiche si sprecano: al pilota francese non piace
Lo chiamavano il professore perché quando saliva in macchina, non era solo un pilota, era un insegnante che spiegava, raccontava e dirigeva la squadra di tecnici attorno alle sue esigenze. Alain Prost, quattro titoli mondiali di F.1, ancora oggi rappresenta quel tipo di pilota capace di indirizzare i tecnici nel miglioramento della monoposto, lo raccontano gli ingegneri come Luigi Mazzola, che era il suo responsabile alla Ferrari, o addirittura i meccanici come Umberto Benassi. Finita l’epoca del pilota collaudatore, oggi siamo di fronte a una generazione diversa che, però, raccoglie gli stessi successi e gli stessi titoli vinti da Alain Prost, il professore della F.1. Max Verstappen ha colto il quarto titolo consecutivo, gli stessi di Vettel e gli stessi titoli vinti da Prost in epoche diverse su auto diverse. Un paragone che infastidisce o…?
“Beh è normale quando è uno come lui, un pilota molto veloce che fin dai primi giri di pista ha mostrato di avere qualcosa in più. Un grande campione, ha mostrato essere il migliore, quindi condividere quattro titoli con uno come lui non mi crea nessun problema, anzi sono certo che potrà superarmi e che nei prossimi anni lo farà sicuramente”

- Diceva Berger che Verstappen che ha un metodo di lavoro simile a Lauda, diretto, pochi fronzoli, idee chiare su cosa volere: visto che con Niki ci hai corso e lavorato insieme alla McLaren, credi che il paragone regga?
“Non voglio mai parlare o paragonare i piloti di ieri con quelli di oggi, sia chiaro. Max è come Niki in quanto a essere diretto, su questo nessun dubbio. Quando chiedevi qualcosa a Lauda, la risposta era sempre onesta. Verstappen è uno molto catch, come dicono gli inglesi, fa presa con quello che dice. Sul resto non posso giudicare”.

- Ti è piaciuto il campionato quest’anno?
“Un campionato molto lungo, lo abbiamo visto diviso in due o tre parti, all’inizio con un dominio di Verstappen, poi la rimonta McLaren, le vittorie Ferrari. Molto interessante poi il finale per il titolo costruttori. L’anno prossimo sarà importante essere molto consistenti, sbagliare poco, essere produttivi al massimo, ma non sarà facile in una stagione con 24 Gran Premi, mantenere alta la concentrazione e il rendimento”.
- 24 Gran Premi, una stagione lunga: sono troppe gare?
“Per me sono sempre troppe, 17 o 18 gare erano già troppe. Certo, qualcuno potrebbe dire che oltre alle gare facevamo molti giorni di test in pista, ma ho sempre avuto la stessa idea: preferisco le giornate di test in pista alle troppe gare di oggi, specialmente per i giovani piloti che possono imparare senza essere al simulatore, per gli sponsor che possono avere più tempo per loro nelle giornate di prove piuttosto che fare tutte queste gare”.

- Oggi i giovani al simulatore imparano le piste e sanno già dove mettere le ruote, ma poi manca la pratica vera in circuito…
“E’ un lavoro diverso, non posso giudicare perché sono cresciuto in un’altra epoca, ma oggi va così e non posso farci niente”.
- Ultima cosa, hai visto la fiction su Ayrton Senna in TV, cosa ne pensi? Davanti ai microfoni TV Alain non ha avuto dubbi:
“Sono certo che ad Ayrton non piacerebbe tutto ciò, anche perché è sintomo di poca sensibilità. E’ una grande storia e non bisogna raccontare cose che non erano vere dal nulla. Se bisogna fare qualcosa di commerciale non è bello farlo sul nome di Senna. Non mi piace e non lo accetto”.






