DI PAOLO CICCARONE PER AUTOMOTO.IT

Audi prosegue il suo viaggio verso la Formula 1 ma le insidie rendono il percorso un vero e proprio campo minato. Arriva Mattia Binotto al posto di Andreas Seidl e di Oliver Hoffmann, ma perché? Ecco i retroscena e quale sia la vera situazione di Audi in questo momento
La clamorosa fuoriuscita di Andreas Seidl e di Oliver Hoffmann non è stata una sorpresa per chi stava seguendo l’evoluzione dell’Audi in F.1. Numerose voci interne al team Sauber, con personale appena assunto che dopo tre mesi ha preferito andare via. Una gestione vecchio stile del team, con procedure che andavano bene 15 anni fa, unite a una certa incapacità del management Audi di intervenire e coordinare il gruppo fra il team F.1 e la Sauber Engineering, con figure di rilievo che da anni occupano certe posizioni e danno per scontato un potere dovuto più alle carenze e ai vuoti ai vertici che alle reali capacità manageriali, ha portato a un clamoroso ribaltone in seno al team.

Verrebbe da dire fra i due litiganti ha goduto il terzo, quel Mattia Binotto che fino al 30 giugno era in gardening dopo aver lasciato la Ferrari e che aveva avuto abboccamenti nei vari team, senza arrivare a qualcosa di concreto. Qualcosa che si è realizzato di colpo e in maniera violenta: “Se non mi vedi ai prossimi GP vuol dire che è successo qualcosa…” aveva sogghignato Andreas Seidl quando gli avevamo chiesto spiegazioni in merito alle tante voci che circolavano nell’ambiente, non ultime le perplessità mostrate da Sainz o altri piloti nell’accettare le avance di Audi: “Siamo una lampada al contrario – ci aveva detto Seidl – di solito la luce attrae le farfalle, qui invece scappano…”.

I suoi malumori con Hoffmann erano di vecchia data, dai tempi di Porsche, cosa che costrinse Seidl a mollare la Casa tedesca e accasarsi in McLaren, dove tra l’altro ha svolto un buon lavoro, elogiato anche da Andrea Stella nel recente GP Ungheria. A far vacillare tutto, una presa di posizione pesante: o io o lui, l’aut aut. Alla fine Audi ha deciso di far fuori tutti e due e affidare la doppia mansione di CTO e COO a Mattia Binotto, che adesso deve far una squadra al più presto possibile.
QUELLA TRATTATIVA CON ANDRETTI
Secondo quanto appreso da nostre fonti, Andretti team aveva sondato il terreno per acquistare in blocco il team e il progetto motore, da affidare a Cadillac. Ma da un lato le richieste esorbitanti (si parla di oltre un miliardo di euro) dall’altra la voglia di proseguire il progetto F.1, alla fine non se ne è fatto niente e si è arrivati all’annuncio recente. La chiusura dello stabilimento in Belgio che occupa 3700 dipendenti, i piazzali pieni di auto elettriche che non vuole nessuno… c’è gente che teme che spendere caterve di soldi per le F1 sarebbe destabilizzante per l’immagine di Audi. Solo 12 mesi fa lo stabilimento era stato presentato alla stampa come: “Il futuro è qui”, un futuro durato poco. Per evitare ritorsioni, una parte del board di Audi, fra cui azionista c’è il Land della bassa Sassonia, voleva mollare la F.1, incurante della figuraccia mondiale, ma avrebbero salvaguardato immagine e posti di lavoro.

FABBRICHE CHIUSE E F1 DUE COSE DIVERSE. FORSE
Secondo fonti Audi Italia, i budget F.1 e fabbriche sono due cose distinte, per cui non ci sarebbe stata nessuna reazione di fronte alle decisioni commerciali rispetto al motorsport. Altra cosa che fa riflettere rispetto al passato è stato il fatto che avessero messo a capo del progetto Hoffmann, che era stato esonerato dal board “vero” di Audi e lui ha subito ripescato Seebach, che è colui che ha distrutto Audi Sport: “incredibile perché lo ritengono in tanti un incapace!” ci dice una nostra fonte interna. Insomma, il progetto è nato morto. Hanno lasciato andare Dieter Gass, che era l’unico che aveva fatto davvero la F1 per una questione di guerre interne di potere, con Seebach voleva il suo posto.
“Hanno perso Andreas Roos, un tecnico valido, che è andato in BMW. Hanno svuotato Audi Sport di tutti i personaggi che avevano contribuito a 20 anni di successi e poi hanno cercato gente su linkedin… Con Piech non sarebbe mai successo, ma lui non voleva la F1” conclude la nostra fonte.






