F.1 Alpine due cordate (una con Oliver Oakes?) per comprare un team che non si vende

TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

Oliver Oakes nel paddock di Budapest (coi pantaloni neri)

La situazione è paradossale, perché per un team chiacchierato come Alpine, ci sono due cordate pronte a rilevare la squadra. Solo che il team non si vende. Il valore della squadra oggi viaggia attorno al miliardo, fra strutture, attrezzature e accordi vari, ma in F.1 sono soltanto 11 i team (dall’anno prossimo arriva Cadillac) per cui ogni nuovo entrante deve per forza cercare di portare a casa qualcosa già esistente.

Le dimissioni di Luca De Meo come CEO Renault, avevano aperto gli spiragli per la possibile cessione di Alpine al miglior offerente, ma il nuovo CEO, Francois Provost, ha già fatto capire che fra le priorità aziendali non c’è certo quella di cedere l’attività F.1. I perché sono molteplici. Il primo, col budget cap la squadra non spende soldi ma anzi li intasca (nel 2022 aveva avuto un utile netto di 30 milioni di euro a fronte dei 34 dell’anno precedente, ma nel 2023 ha perso una decina di milioni). I motivi per cui il team non si vende sono diversi.

Il primo, l’aver concluso l’accordo con Mercedes che viene ritenuto un motore più competitivo rispetto al Renault e nel contempo aver risparmiato soldi per lo sviluppo e progettazione. Chiavi in mano il Mercedes costa circa di 25 milioni a stagione mentre Renault ha speso centinaia di milioni per sviluppo, costruzione etc. Seconda cosa, Alpine è in piena fase di rilancio, con una forte caratterizzazione sportiva, per cui la F.1 diventa una spalla importante per l’immagine. Terzo punto, non è una spesa per Renault ma, come detto, è fonte di incassi, per cui si fa immagine, pubblicità e possibilità di marketing e comunicazione con una attività che non solo si autofinanzia ma produce utili.

Horner cerca casa in F.1 ma come proprietario di team…

E proprio questo aspetto c’è dietro la prima cordata in cui comparirebbe anche Chris Horner, che però sta cercando qualcosa in cui abbia delle quote del team. Cosa promessa e prevista in Red Bull ma pare mai attuata anche se esistevano accordi diversi. Horner nel frattempo ha aperto una finestra anche in Cadillac, sondando il terreno. La seconda cordata (o forse la terza verrebbe da dire) ha visto il ritorno nel paddock di Oliver Oaks, ex team principal Alpine, dimesso a inizio stagione in seguito all’inchiesta della magistratura britannica su presunti finanziamenti occulti da parte dell’ex pilota Mazepin.

Oakes è titolare del team F.2 Hitech che si sta comportando molto bene nella categoria cadetta e la sua presenza a Budapest non era del tutto casuale. Si parlava di terza ipotesi al vaglio, perché anche l’ex team principal Alpine, Otmar Szafnauer, era interessato a rilevare un team. Calcolando il valore medio di ogni squadra che oscilla fra gli 800 milioni e arriva al massimo di 3,5 miliardi di Ferrari e Mercedes, si capisce bene che dietro certe proposte ci devono essere investimenti di altissimo livello. In ultima battuta, Flavio Briatore ha chiuso la vicenda: “Non mi risulta che ci sia niente in vendita. Il mio contratto? Non l’ho firmato con De Meo, ma con Renault e mi pare che Renault esista ancora…”.

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