L’INTERVISTA. Marco Cajani e la Scuderia del Portello: Rappresentiamo la storia in pista Alfa Romeo

DI FRANCO RONE FOTO DEMURTAS-SIRTORI-CHI
Presidente Cajani, anche quest’anno, in occasione del Monza Fuori GP, RMC Motori ha voluto conferire a lei e al suo team il “Trofeo Motorsport Passion” per i meriti sportivi e la passione per il marchio Alfa Romeo, rappresentato egregiamente da quasi 40 anni dalla Scuderia del Portello. Come nasce la Scuderia?
“La Scuderia del Portello fu fondata ad Arese il 3 febbraio 1982 nell’ambito del Centro Direzionale Alfa Romeo, come emanazione del brand meneghino, dall’adesione di una schiera di appassionati proprietari Gentlemen Drivers di Alfa Romeo, pronti a difendere in pista il glorioso passato agonistico del Biscione.
Il nome richiamava il quartiere della periferia milanese in cui erano sorti i primi stabilimenti dell’azienda, posta lungo la strada del Portello (così chiamata perché conduceva a una porta minore del Castello Sforzesco di Milano).
Il sodalizio venne ideato come una struttura di supporto e di assistenza tecnica per i piloti che gareggiavano con vetture Alfa Romeo di cessata produzione e l’atto costitutivo indicava come scopo soprattutto la promozione del marchio sportivo, nonché la tutela del suo patrimonio storico e tecnologico, come contributo alla storia dell’automobilismo.
Divenne da subito la Squadra Ufficiale dell’Alfa Romeo per le competizioni di auto storiche.
Nel 1990 fui nominato Presidente e iniziai a investire personalmente nella struttura logistica (bilici, motorhome, stand hospitality ecc…), nella comunicazione e nelle attività di aggregazione dei membri – oggi più di 200 sparsi in 19 Paesi del globo. In quell’anno la Scuderia del Portello modificò il proprio statuto ed estese la sua attività anche al campo dell’automobilismo contemporaneo. In quell’occasione disegnai anche il nuovo logo, che assunse l’aspetto attuale rievocante la forma del radiatore dell’Alfa Romeo 1900.
La Scuderia del Portello rappresenta in pista la “storia del Marchio Sportivo Alfa Romeo”.
I suoi membri sono veri Gentlemen Drivers, appassionati e collezionisti i cui sforzi, in termini di tempo e soprattutto di denaro, hanno messo insieme un parco macchine eccezionale unico al mondo che noi oggi definiamo “Scuderia del Portello Museo Dinamico / Alfa Romeo storiche da competizione”.
Abbiamo organizzato e tutt’ora partecipiamo con queste rare vetture a grandi trasferte in gare internazionali come la 24 Ore del Nürburgring, la London-Sydney Marathon e la London-Mexico Marathon, la 6 Ore di Spa-Francorchamps, la 24 Ore Le Mans Classic, il Grand Prix de Monaco Historique, il Goodwood Revival, il Goodwood Festival of Speed e molte altre ancora, come la 1000 Miglia, la Pechino-Parigi, il FIA European Historic Challenger, la Carrera Panamericana in Messico, il Tour de France, il Tour de España… dove ci sono storia, competizioni, passione ed esclusività, Scuderia del Portello è presente a rappresentare il marchio del Biscione”.
Di quali vetture parliamo?
“Il nostro Museo Dinamico vanta esemplari davvero rari e di valore inestimabile che hanno scritto la gloriosa storia del marchio Alfa Romeo nelle corse, come le Tipo 33, a cominciare dalle 33/2 “Fléron” e 33/TT/3, fino agli scatolati SC con cui Arturo Merzario, nostro Presidente Onorario, ha vinto due campionati del mondo; i modelli Zagato come le SZ, le TZ, le TZ2 e i 1900; le vetture GT e Turismo a cominciare dalle serie dei 1900 berlina e coupé, le Giulietta TI e Spider “Sebring”, le GTA e GTAm e tutte le serie GT e GTV, le Sprint Speciale e le Sprint Veloce; andando avanti con il tempo si sono aggiunte le vetture più contemporanee Turismo, Super Turismo e Super Produzione come la 75, la 155, la 156, la 145, la 146 e la 147 in tutte le loro declinazioni, nonché le monoposto motorizzate Alfa Romeo come le Formula Boxer e le F3. Grande vanto sono però soprattutto le Formula Uno storiche Alfa Romeo, alcune delle quali sono unici esemplari ancora marcianti, come la De Tomaso Alfa Romeo Conrero del 1961, le Alfa 182T e 183T del 1982/83, le Euroracing del 1984/85, l’Osella del 1985 e altre ancora che il pubblico ha occasione di vedere in pista in eventi come il Grand Prix de Monaco Historique, Goodwood, il Minardi Day oppure in esposizioni come questa edizione del Monza Fuori GP per cui vi ringraziamo per il vostro invito e la vostra organizzazione”.
Perché gli Alfisti decidono di entrare a far parte del vostro sodalizio?
“Perché siamo l’unica struttura ufficiale in grado di portare le Alfa Romeo storiche ai grandi eventi mondiali e perché gli Alfisti vogliono ammirare e testimoniare la continuità storica del marchio sportivo Alfa Romeo. Non è necessario essere per forza collezionisti o Gentlemen Drivers per farne parte: quello che accomuna i membri della nostra famiglia – così mi piace definirla anche per il clima familiare e spontaneo che si respira nei nostri box e nei nostri stand durante gli eventi – è la grande passione non solo per le vetture ma soprattutto per la continuità storica dell’Alfa Romeo che la Scuderia del Portello rappresenta.
Per questo ogni anno, oltre che ai piloti, conferiamo ai nostri membri che non sono Gentlemen Drivers il “Trofeo dei Campioni Alfa Romeo” a tiratura limitata e da me disegnato, che è il benefit a loro riservato proprio per premiare la loro passione e il loro supporto.
Con grande piacere, inoltre, quando organizziamo il nostro annuale track day aperto a tutti gli Alfisti e a tutte le vetture di ogni generazione, noto che anche i giovani possessori delle auto di serie più moderne aderiscono e si divertono con il nostro team per cui, anche grazie al lavoro di mio figlio Andrea e del suo staff, ho fiducia che con i cambi generazionali la nostra storia continuerà negli anni. Non a caso il nostro motto è: “…e la storia continua!”.
Siamo in una fase dove il brand Alfa Romeo ed FCA hanno progetti ambiziosi, come il ritorno del marchio in Formula Uno e l’evoluzione tecnologica in tema “green” che dovrà necessariamente coinvolgere i nuovi modelli di serie. Come si rapportano la Scuderia del Portello e la sua storia con l’azienda e questo nuovo capitolo?
“Come detto, il Portello nasce come emanazione del brand Alfa Romeo: ne ha l’ufficialità pur mantenendosi con le proprie risorse grazie ai nostri sforzi personali, al contributo dei soci, al supporto degli sponsor e agli organizzatori dei grandi eventi che investono nel Museo Dinamico Scuderia del Portello per dare maggior prestigio alle loro manifestazioni.
Il culto e la storia del marchio Alfa Romeo hanno fatto sì che oggi sia il più blasonato del mondo, forse anche più di Ferrari e di altri marchi prestigiosi.
A volte ho l’impressione che chi deve fabbricare o vendere i nuovi modelli perda di vista questo importante bagaglio culturale e il potenziale del Cliente Sportivo Alfa Romeo che per noi è l’identità di chi oggi compra una vettura, sia storica che attuale, del Biscione.
Ultimamente, anche per le comprensibili complessità economiche dei mercati che stanno investendo il sistema globale dell’automotive, non è facile essere noi promotori di una continuità tra la storia che rappresentiamo e l’attualità industriale con i suoi modelli di business.
Noi auspichiamo, per esempio, un ritorno nelle competizioni anche per le vetture Turismo di serie, come fu nei programmi del brand dagli anni ’50 fino alla fine del secolo scorso, di modo che l’azienda riprenda a valorizzare l’identità del Cliente Sportivo Alfa Romeo.
Proprio per questo abbiamo avanzato già da diverso tempo progetti come la partecipazione a gare prestigiose quali la 24 Ore del Nürburgring con le nuove Giulia di serie, per citarne uno.
Gestire il peso del bagaglio culturale del marchio sportivo Alfa Romeo, a fronte dei milioni di “Alfa Lovers” sparsi in tutto il globo, per noi vuol dire ridare l’identità dell’“auto di famiglia che vince le corse” almeno ad alcuni dei modelli che gli Alfisti vanno a comprare nelle concessionarie, esattamente come accadeva negli anni ’90 con le 75, le 155, le 156 ecc…, dove la Scuderia del Portello metteva a disposizione ogni servizio tecnico e logistico per il Cliente Sportivo Alfa Romeo che voleva correre in pista con le vetture di serie (Gruppi N) – con questo approccio, abbiamo partecipato a ben 6 24 Ore del Nürburgring.
Con il brand e con FCA siamo sempre pronti a collaborare, considerando inoltre l’importante pubblicità e visibilità che la nostra struttura dà al marchio a livello internazionale nello svolgimento del nostro annuale calendario sportivo”.
RMC Motori porta avanti una cronaca e una serie di iniziative legate alla tecnologia e alla mobilità attuali. In che modo queste tematiche possono essere inclusive per una struttura come la vostra?
“La Scuderia del Portello oltre a portare avanti la storia deve pensare anche al futuro, come tutte le realtà. Stiamo elaborando dei progetti e degli eventi in cui ci sia una chiave di continuità logica tra il passato e il futuro.
Uno fra questi è la “Milano-Dubai”, un passaggio di testimone che dal sito di Expo 2015 (dove sta sorgendo MIND) percorrerà l’intero Paese fino a sbarcare al sito di Expo 2020 a Dubai.
La carovana sarà composta da vetture speciali con le quali vogliamo affrontare il tema della mobilità intrecciando questi filoni: disabilità e mobilità al servizio di tutti, ecosostenibilità e motorsport.
Tra queste vetture ci sarà l’Alfa Romeo 1900 del 1954 del Museo Dinamico Scuderia del Portello, guidata (e purtroppo incidentata) con i nostri colori da Clay Regazzoni alla Carrera Panamericana in Messico nel 2002, che stiamo ricostruendo con lo stesso sistema di guida per abilitare le persone paraplegiche e che avrà anche la possibilità di marciare ibridamente sia con la benzina che con l’elettrico nell’attraversamento delle città.
Altri progetti che stiamo elaborando riguardano esemplari unici che riprendano linee e design di modelli Alfa Romeo storici importanti, adeguati alle attuali esigenze dei clienti e delle politiche “green”; stiamo pensando anche a un sistema ibrido per tenere in vita tutte le vetture storiche in modo conforme ai vincoli legislativi per poter circolare sempre e ovunque. Tutte queste opere saranno realizzate all’interno di un gruppo di ricerca e di una filiera artigianale di officine storiche italiane, di cui la Scuderia del Portello sarà il punto di riferimento”.
Come e quando ebbero inizio la sua passione per l’Alfa Romeo e la sua esperienza in pista?
“Mio cognato aveva una concessionaria Alfa Romeo e io ho sempre trascorso parecchio tempo con i piloti e le scuderie; la vicinanza dell’Autodromo Nazionale di Monza mi ha portato a sviluppare sempre di più questa passione.
Ho iniziato a gareggiare con le Alfa Romeo, nello specifico con una Giulia GT Veloce, nel 1965. Si trattava di una vettura di serie che utilizzavo durante la settimana per lavoro, mentre nel week end, cambiando solo i 4 pneumatici e 4 candele, andavo sui campi di gara, che ai tempi riguardavano prevalentemente le gare in salita. Un incidente nel 1971 nella cronoscalata “Malegno-Ossimo-Borno” (Trofeo Vallecamonica), con una Fulvia HF gr. 4 preparata dai fratelli Facetti, mi allontanò dalle gare fino al 1983, quando entrai a far parte della Scuderia con una Giulietta SS del 1961″.
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