QUI SI FA SUL SERIO!

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Una premessa è doverosa e necessaria; se qualcuno crede che un evento automobilistico dedicato a vetture “storiche” (nel caso del Dix Mille Tours della Peter Auto automobili risalenti dal 1950 al 2000) finisca col ridursi ad una parata od ad una sfilata, e che la “competizione” sia del tutto amichevole e configuri un aspetto assolutamente secondario ad una kermesse che vuole rappresentare una sorta di “rimpatriata”, é necessario riveda le proprie convinzioni, in quanto la realtà è lontana anni luce da questa visione ludica e goliardica.

Se, lato pubblico e media, i risultati delle gare finiscono col cadere nell’indifferenza e nel dimenticatoio, tanta è la prevalenza del fascino delle vetture, non altrettanto vale per i piloti, in quanto spesso e volentieri gli eventi dell’annata sono tra loro collegati in una sorta di “campionato” che alla fine decreta un vincitore, per i quali i risultati contano, eccome, e nessuno prende gli eventi “alla leggera”! Dietro ai sorrisi, alle strette di mano ed alle pacche sulle spalle reciproche, ciascuno ha il coltello tra i denti e non vede l’ora di infilare il casco ed entrare in pista per battere gli avversari.

In tutte le categorie la competizione è “vera”, ed è combattuta sin dalle prove; e non potrebbe essere diversamente, dato che in talune categorie vi sono automobili che hanno partecipato a campionati mondiali (anche vincendo) guidate da campioni, la cui guida non può essere improvvisata, e che generano un’adrenalina che non può essere limitata ad una modalità di guida “turistica”.

Pur se la maggioranza dei piloti è composta da facoltosi gentlemen drivers o da persone che magari hanno avuto dei trascorsi agonistici, tuttavia assolutamente irrilevanti, agli eventi partecipano anche piloti del passato (al Paul Ricard c’era Gerard Larrousse, ed al Tour Auto presenzierà Thierry Boutsen) che rappresentano non solo la “ciliegina sulla torta” dell’evento, ma un indubbio stimolo in più per tutti e, anche se nessuno lo ammetterà mai, per ciascuno il batterli rappresenterebbe motivo di grande orgoglio.

Nei tre giorni dell’evento, ed in tutte le categorie, sotto l’aspetto agonistico si è visto davvero di tutto, con buona pace del fatto che le vetture potessero risentire degli “strapazzi” cui erano sottoposte; come nella migliore tradizione automobilistica sportiva, i cordoli sono stati presi d’assalto alla ricerca di quei decimi di secondo utili ad una miglior posizione di partenza, generando salti altamente spettacolari.

In molti casi, anche senza cordoli, soprattutto nella categoria “Turismo” i piloti hanno saputo osare ai limiti della tenuta e dell’equilibrio del mezzo regalando evoluzioni tanto emozionanti quanto rischiose; un capitolo a se stante quello dei sorpassi: nonostante il rischio di qualche “contatto” (e qualcuno c’è stato) si è assistito a staccate mozzafiato, talora con frenate a “ruote fumanti”, e sorpassi al limite, con lotte continue per l’acquisizione od il mantenimento delle posizioni.

C’è stato anche chi, letteralmente, ha fatto fuoco e fiamme; a parte le consuete spettacolari “sfiammate” in rilascio, una vettura, probabilmente a causa di un problema meccanico, ha preso fuoco ed è andata irrimediabilmente distrutta (mi si creda, ero avvilito io per il pilota / proprietario, uscito senza danni fisici dal mezzo) nonostante l’intervento degli addetti antincendio.

Ad ulteriore riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che in questo genere di competizioni si fa sul serio, da citare due incidenti, avvenuti causa un contatto tra due vetture in rettilineo (il “vizio” di spostarsi lateralmente è comune anche negli eventi “historic”), entrambi fortunatamente senza conseguenze per i piloti; il primo sul rettilineo del Mistral, dove una Mercedes si è distrutta nell’impatto contro le barriere, il secondo sulla linea della partenza lanciata di un’altra gara dove una Ford GT40 del 1966, dopo un contatto con altra vettura, ha sbattuto contro il muretto, fortunatamente senza coinvolgere nessuno dei tre quarti dello schieramento che seguiva.

Nulla di diverso, sia chiaro, rispetto a quanto accade in tutti i campionati del pianeta, con la differenza che qui le vetture in gara sono storiche; anche qui però, come in tutte le manifestazioni sportive, si fa sul serio!

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