Testo e foto MARCO FERRERO
La stagione 2025 della MotoGP finisce senza alcuna emozione, con il suo risultato finale non solo scritto da tempo ma anche più che ampiamente prevedibile; era infatti opinione comune, sin dall’annuncio che Marc Marquez avrebbe corso per la Ducati ufficiale, che a scanso di infortuni, che per fortuna non ci sono stati, od eventi imponderabili il centauro catalano avrebbe conquistato il titolo iridato 2025, e così è stato.
Troppi gli indizi che guidavano ad una fin troppo facile previsione in tal verso: Jorge Martin passato ad una moto non troppo competitiva non era da considerare (e l’infortunio successivo lo ha eliminato per tutta la stagione), così come Alex Marquez, che di certo non avrebbe insidiato la rincorsa al titolo del fratello, e neppure Francesco Bagnaia, che già nel 2024 non si può dire fosse stato aiutato dal suo stesso team nella rincorsa al titolo, men che meno i piloti KTM, Aprilia e Yamaha, le cui moto erano inizialmente almeno un gradino sotto la Ducati, non vi erano insomma elementi che indicassero un serio rivale al titolo per Marquez.
Che poi lo stesso sia un fenomeno, specie sulla moto migliore, è fuori di dubbio, ed il dominio manifestato conferma il suo immenso valore, ma il fatto che abbia conquistato il suo quinto alloro iridato con cinque gare di anticipo qualche riflessione la deve imporre sulla differenza esistente tra lui ed il resto del gruppo.
Giusto ai fini di una disamina, la classifica finale della MotoGP recita il seguente risultato finale:
1^ Marc Marquez – Ducati – pt. 545,
2^ Alex Marquez – Ducati – pt. 467,
3^ Marco Bezzecchi – Aprilia – pt. 353,
4^ Pedro Acosta – KTM – pt. 307,
5^ Francesco Bagnaia – Ducati – pt. 288.
A monte della sua indiscutibile bravura, il Marc Marquez del 2025 non è solo il centauro più completo sulla moto migliore, ma anche un catalizzatore di interesse ed interessi, attorno al quale ruota buona parte del giro finanziario della MotoGP e, quasi per certo, è l’ultimo personaggio “vero” rimasto nella disciplina, capace di attirare attenzione su una MotoGP Ducaticentrica la cui competitività, in termini di equilibrio, inizia a scemare, e con lei una parte di interesse.
Su Francesco Bagnaia, forse l’unica sorpresa, in negativo, di questa stagione della MotoGP, molto ci sarebbe da approfondire (feeling con la moto, rapporto con il team), in quanto sono troppe le perplessità che rimangono sulla stagione del centauro italiano, e la quinta piazza finale non può rappresentare il valore di un pilota che ha vinto il mondiale e che aveva la moto ufficiale migliore in assoluto; forse qualcosa è intuibile leggendo tra le righe di questa stagione, per cui sarà interessante rivalutare il tutto alla luce di quanto verrà definito per la prossima stagione.
Bene Alex Marquez, benissimo Marco Bezzecchi, rispettivamente secondo e terzo nella classifica finale, due centauri non accreditati per il titolo ma che nel corso della stagione hanno confermato quanto di buono avevano fatto vedere durante il 2024, e che saranno da osservare con attenzione nel 2026, ultimo anno in cui si correrà con queste moto prima della “rivoluzione” tecnica che si materializzerà nel 2027; per il resto, come detto, nessuna sorpresa, tutto secondo copione, per una MotoGP che è sempre vissuta di dualismi e che quest’anno è apparsa, proprio per l’assenza di un vero competitor a Marquez, meno appassionante ed interessante del solito.
Da apprezzare infine la stagione di Pedro Acosta, di cui si conoscevano le doti, su una KTM la cui situazione finanziaria non lasciava spazio ad alcun pensiero positivo, e che con umiltà e tanto impegno è riuscito ad inserirsi nella top five della classifica assoluta; il tutto per merito proprio e non certo di altri.
Per il 2026 non si prevedono, stante il successivo cambiamento, grossi sviluppi nelle moto, specie in una Ducati il cui vantaggio tecnico è significativo; sulla base di questa considerazione però non ci si può attendere che un risultato finale analogo a quello del 2025, speriamo, questa sì sarebbe una novità, con un maggiore equilibrio e con qualche situazione nebulosa in meno.
















