Testo e foto MARCO FERRERO
La parafrasi, quasi spontanea, e senza per carità voler essere dissacranti, è sulla celebre poesia di Giacomo Leopardi “il sabato del villaggio”, che descrive un quadro di vita paesana durante un sabato sera, una fervente attesa del giorno festivo all’indomani, destinata poi a rimanerne profondamente delusa, una visione del poeta secondo la quale la gioia umana si manifesta nell’attesa di un piacere irraggiungibile, ed è pertanto fugace ed effimera.
Volendo cercare un paragone e delle similitudini tra il Ferrari Challenge e l’atmosfera bucolica dipinta dal poeta, anche nel Ferrari Challenge vi è una “giornata del sabato” (ed a dirla tutta anche del venerdì) di attesa e di grande aspettativa, nella quale da un canto fervono le operazioni ai box di messa a punto delle vetture per le qualifiche e le gare del giorno successivo, dall’altro gli organizzatori sono impegnati nella preparazione dell’organizzazione e della gestione dell’evento.
Quanto è sicuramente condivisibile con la poesia è il fatto che la giornata successiva sia una giornata di festa, di festa dello sport, di voglia di divertirsi, di “staccare” la routine della quotidianità, in quel clima di eccitazione che è tipico dell’attesa di un qualcosa che non si vede l’ora che arrivi; con un’approssimazione magari un po’ grossolana, il parallelo può essere anche esteso al clima dell’ambiente, laddove il contesto del Ferrari Challenge tende a far prevalere tra gli addetti ai lavori, a qualunque titolo essi operino, quella caratteristica tipicamente più “paesana” di amicizia, di goliardia e di convivialità, senza l’esasperazione della parte agonistica dell’evento.
Per quanto relativo ai concetti della gioia e del piacere, necessario, ovviamente, fare un distinguo, in quanto gli stessi possono dipendere da svariati fattori; quello che però si può sostenere per certo è che, magari anche solo per un periodo limitato di tempo, il piacere e la gioia risultano essere tutt’altro che irraggiungibili. Allo stesso modo impossibile dire che a fine evento si sia rimasti delusi, perché ogni evento del Ferrari Challenge lascia la soddisfazione di aver assistito ad un evento sportivo affascinante e sa regalare a tutti, piloti ed addetti ai lavori, emozioni e la voglia di ritornare a quello successivo il più presto possibile.
Provate a chiedere ai piloti se non siano felici dopo aver ottenuto una vittoria od aver conquistato un titolo, magari inseguiti per lungo tempo con impegno, risorse e quant’altro; basterà peraltro osservare le loro festose esternazioni sul podio al momento della premiazione per averne l’immediata conferma visiva. Lo stesso per gli organizzatori, specie se dopo che l’evento è giunto con successo alla sua conclusione senza intoppi o problemi; probabilmente non sarà neppure necessario fare loro la domanda…
Certamente la gioia, come buona parte delle emozioni e delle sensazioni, ha durata limitata e non è e non può avere continuità nel tempo, ed è forse questa temporaneità che ne esalta gli aspetti emotivi; l’altro lato della medaglia è che la gioia, specialmente in ambito sportivo, non può risultare universalmente condivisibile, e che il contraltare sarà la delusione di chi ne sarà uscito sconfitto o deluso per un risultato diverso da quello atteso.
Leopardi, per ovvie ragioni, non conosceva il mondo delle corse, per cui non è dato sapere se anche lui avrebbe fatto un distinguo, ma piace pensare che la sua visione non fosse poi così eccessivamente negativa e che, dopo quasi due secoli (la poesia data 1829), sia per certi versi ancora possibile assimilare alcune delle sensazioni di una vita “semplice” e “naturale” come quella del passato a quella di oggi, certamente molto più intensa e frenetica.
Rimane il sabato (o il venerdì se si preferisce), rimane l’attesa, sempre uguale e sempre foriera delle stesse sensazioni, e che anche il Ferrari Challenge sa replicare, un’attesa cui non si può rinunciare o sfuggire.





















