Testo e foto MARCO FERRERO
Un’altra edizione del “Dix Mille Tours” è andata in archivio, un altro successo si è compiuto per Peter Auto, l’organizzatore francese che propone meglio di ogni altro le competizioni riservate a vetture storiche con un calendario di competizioni ricco ed articolato che si snoda lungo i più prestigiosi tracciati del vecchio continente; ancora una volta il circuito del Paul Ricard ha accolto centinaia di piloti ed i loro favolosi mezzi, ma soprattutto migliaia di appassionati che all’interno dei paddock sono andati alla ricerca delle “perle” che l’edizione di quest’anno proponeva.
Le due nuove classi proposte, la “GT3 Revival Series” e la “Legends of Le Mans”, dedicate a vetture del passato più recente, se da un canto non hanno rispettato la “storicità” dell’evento, dall’altro hanno portato in pista vetture più vicine a quelle in gara attualmente, forse più “comprensibili” per le generazioni più giovani, a cui il futuro di queste gare è rivolto, ma che altrettanto certamente non possono suscitare le stesse emozioni nostalgiche.
Erano, stanti i numeri dichiarati dagli organizzatori, circa trecento gli iscritti all’edizione di quest’anno, un numero importante che però evidenzia la difficoltà dei pur facoltosi proprietari nell’affrontare i costi utili per presentarsi ad eventi di questo tipo, e soprattutto l’aspetto qualitativo della kermesse, certamente altissimo, che non ha però, salvo qualche debita se pur circoscritta eccezione, presentato vetture di particolare rarità od interesse.
Un numero, rispetto all’edizione dello scorso anno, leggermente inferiore, che evidenzia un trend negativo di una manifestazione decisamente importante ed entusiasmante; forse, la presenza delle “Group C” avrebbe dato un maggior impulso all’evento, anche se a questa classe sono stati riservati solo pochi eventi durante questa stagione.
Se già il rinnovo della nomenclatura delle categorie è stato un passo avanti, tuttavia forse qualcosa in più va rivisto nel format della kermesse, inserendo qualche elemento che renda l’evento più appetibile per piloti e pubblico, che comunque oltralpe risponde sempre positivamente a questo genere di competizioni; a titolo di esempio, la presenza di qualche “grande nome” in pista sarebbe certamente gradita e risulterebbe di stimolo per quei piloti che vogliano misurarsi con ex campioni affermati.
La presenza quest’anno di Gerard Larrousse è stata certamente apprezzata, così come quelle, lo scorso anno, di Stephane Ortelli e Thierry Neuville, e ci si augura di vedere sempre di più i grandi campioni presentarsi ai nastri di partenza delle competizioni di auto storiche.
Non sarebbe altresì negativo vedere in pista, come negli anni ’70, insieme in gara, ovviamente con classifiche diverse, prototipi e gran turismo di cilindrate diverse per una gara “old style”, ma certamente gli organizzatori staranno già pensando a trovare per la prossima edizione qualche elemento che sia di grande attrattiva.
In ogni caso, un’altra bella edizione di un evento che non smette mai di piacere, che risveglia la nostalgia, che raccoglie in un solo weekend svariate decadi della storia dell’automobilismo, sportivo e non, e che permette agli appassionati di riportare alla memoria tutti i ricordi che ciascuna di quelle vetture ha serbato nelle loro menti.









