Caro carburanti, De Vita spiega i retroscena

“Mia cara auto, quanto mi costi?“: è forse questo il pensiero che più di frequente accompagna l’automobilista italiano nel suo quotidiano rapporto con le quattro ruote. La recente impennata dei prezzi dei carburanti è stata la premessa all’intervento di Enrico De Vita alla trasmissione su Isoradio condotta da Marco Rho.

 

Partiamo dal problema del rincaro carburanti: quali sviluppi porterà questo ulteriore aumento prezzi, considerato anche che i veicoli alternativi non sono ancora alla portata di tutti?

 

«I dati più recenti indicano che per gasolio e benzina c’è stato, nei primi tre mesi dell’anno, un decremento identico del 4,3% della richiesta sia per gasolio sia per benzina; quindi non assistiamo solo ad una contrazione molto elevata (meno 9%) degli acquisti di nuove vetture, soprattutto diesel, ma vediamo anche che si usano meno le automobili in ambito privato, mentre ancora regge la componente di combustibile usato per il trasporto merci. In parallelo, cresce la percentuale di nuove vetture a GPL, che ora valgono il 6,6% del mercato, ulteriore dimostrazione di come l’elemento del costo dei carburanti costituisca un elemento primario nella gestione e nell’uso dell’auto».

 

Poi c’è la considerazione che l’auto elettrica ancora non è in grado di sostituire quella tradizionale

«E’ un problema noto: non ci sono ancora batterie capaci di garantire autonomia sufficiente a rimpiazzare il motore termico e a soddisfare le esigenze di tutti coloro che guidano. D’altro canto, la riprova ce l’abbiamo con i cellulari: se fosse disponibile una batteria adeguata non dovremmo ricaricare il telefonino ogni due giorni, ma lo faremmo ogni settimana, magari ogni mese. Si vendono miliardi di cellulari, non è un problema di costo, di ricerca, o di investimenti, ma solo di insufficienza tecnologica. Lo stesso succede per le auto, dobbiamo accontentarci di piccole auto elettriche per città. Non è un problema di tecnica legata al motore ed ai suoi aggregati, ma di autonomia assicurata dalla batteria. E poi ci sono i costi notevoli di produzione e quelli dovuti al livello di emissioni di CO2, che per un’auto elettrica è già elevatissimo ancora prima di fare un metro: sono circa il doppio di un’auto a benzina».

 

Come sarà la mobilità del domani?

«Non c’è dubbio che in ambito urbano e per spostamenti ridotti, con a bordo una o due persone, protagonista sarà l’auto elettrica; ma per tutto il resto, dal trasporto merci al turismo, l’auto diesel resta ancora la favorita dal punto di vista ambientale, malgrado la demonizzazione subita negli ultimi anni. In ambito urbano, tuttavia, si addita – quale problema che frena il diffondersi dell’auto elettrica – la mancanza di postazioni di ricarica. Personalmente ritengo che invece di fornire un contributo all’acquisto da parte di privati di ancora costosissime auto elettriche, sarebbe meglio puntare ad incrementare e migliorare le reti di metropolitane e del TPL, che necessita di un salto di qualità nell’offerta per essere alternativo all’uso privato dell’auto in città».

 

Perché non si è favorita la diffusione del GPL, che costa poco?

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