Aldo Costa come Newey da ingegnere a pilota della sua Mercedes F.1

 Aldo Costa nell’abitacolo della Mercedes W04 a Imola prima del test Foto F.1 World.it

 

Da ingegnere a pilota, il sogno di tanti, realizzato da pochi. E sono ancora meno quelli che riescono a mettersi al volante di una vettura progettata da se stessi. Uno dei pochi fortunati è di Parma, si chiama Aldo Costa e fa l’ingegnere capo alla Mercedes F.1, con la quale ha vinto gli ultimi 4 titoli mondiali. E prima ancora degli iridi con la Stella a tre punte, ci sono stati quelli con la Ferrari con Schumacher e Raikkonen. Una vita professionale di successi, culminata domenica scorsa con l’esibizione al volante della W04, la monoposto che nel 2013 vinse tre GP, due con Rosberg e uno con Hamilton, progettata appunto dall’ingegner Aldo Costa.

 

Cosa si prova  a 56 anni a calarsi nell’abitacolo di una creatura progettata da sè? “Una emozione incredibile lo devo ammettere” dice Costa mentre si asciuga il sudore dalla fronte, perché a Imola faceva caldo sì ma era la tensione quella che giocava contro. La Mercedes per consentire al meglio l’esibizione durante il Minardi Day, ha spostato 36 persone da Brackley a Imola, ha allestito un vero box con tanto di ingegneri di pista e meccanici, treni di gomme a disposizione e uno staff professionale. E il tutto per rendere onore al suo ingegnere che, di riflesso, non ha voluto mancare all’appuntamento con Minardi Day, visto che proprio alla Minardi l’ingegner Costa ha mosso i primi passi come progettista F.1 prima di passare alla Ferrari.

 

Aldo Costa sul podio con Rosberg ed Hamilton

 

“Gran macchina, incredibile davvero. E’ facile da guidare fino a quando vai tranquillo, ma già vai a velocità incredibili, se poi cominci a staccare sotto la curva e a inserirla, il tutto avviene a una velocità pazzesca che davvero non so come facciano i nostri piloti a governarla. Incredibile davvero, un conto è progettarle, un altro mettersi al volante e scoprire il potenziale che hanno queste monoposto”. Tra l’altro l’ingegner Costa è alto 186 centimetri, eppure c’è stato dentro l’abitacolo: “Abbiamo fatto un sedile usando le tecnologie usate per i piloti veri, ci sto dentro perfettamente e posso dire di aver fatto una monoposto adatta anche a gente alta come me. Ci sto comodo, incredibile davvero!”. C’è da dire che Costa non era la prima volta che pilotava una F.1, la prima volta è stato poco tempo fa con la Ferrari 312 B2 di Paolo Barilla, un altro nome blasonato della F.1 made in Parma:”Sì, ma sono macchine completamente diverse, sulla Mercedes c’è molta elettronica, un volante che è un computer….”.

 

Adesso la voglia di correre sta prendendo largo nella mente dell’ingegner Costa? “No affatto, meglio lasciarle fare le cose a chi le sa fare. Mi sono divertito un mondo e non so come ringraziare la Mercedes che mi ha messo a disposizione questa vettura e si è fidata di me”. A Brackley Costa si è pure allenato al simulatore, almeno per imparare le funzioni base dei comandi (incredibile se si pensa che l’ha progettata lui!) e poi ha avuto carta bianca da Toto Wolff, il presidente del team: “Avevamo fatto insieme la Mille Miglia, ho visto che Aldo guida bene e mi sono fidato a fargli provare una sua monoposto. Direi che è andata bene”. Infatti, e a Imola fra applausi e tifosi, per Aldo Costa è stato un altro trionfo da aggiungere ai titoli mondiali vinti in F.1 con Ferrari e Mercedes. “No qui abbiamo giocato, mi sono divertito davvero, bello vedere tanti appassionati di corse”.

 

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