Omicidio stradale, la Consulta boccia l’automatismo della revoca della patente di guida

(Girolamo Simonato da LeggiOggi.it)
Come sempre la stagione “autunnale” è caratterizzata dall’evento delle Giornate di studio della Polizia Locale a Riccione, che, anche per questa edizione è particolarmente articolata nella tematica della materie professionali.
Al fine di portare un giusto contributo all’iniziativa, per le sessioni di studio sull’omicidio stradale, è interessante quanto modificato nel corso dell’anno 2019 dall’intervento della Consulta.
La Legge 23.03.2016 n. 41, notoriamente conosciuta come la normativa sull’omicidio stradale, ha introdotto le due fattispecie autonome di reato dell’omicidio colposo stradale (art. 589-bis c.p.) e delle lesioni personali stradali gravi o gravissime (art. 590-bis c.p.) nell’ambito dei delitti contro la persona.
Nella scorsa primavera, la Corte Costituzionale, ha emesso la sentenza n. 88, con la quale i Giudici, riuniti i giudizi, hanno così sentenziato:
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 222, comma 2, quarto periodo, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui non prevede che, in caso di condanna, ovvero di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art. 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui agli artt. 589-bis (Omicidio stradale) e 590-bis (Lesioni personali stradali gravi o gravissime) del codice penale, il giudice possa disporre, in alternativa alla revoca della patente di guida, la sospensione della stessa ai sensi del secondo e terzo periodo dello stesso comma 2 dell’art. 222 cod. strada allorché non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dai rispettivi commi secondo e terzo degli artt. 589-bis e 590-bis cod. pen.;
2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 222, comma 3-ter, cod. strada, sollevata dal Tribunale ordinario di Torino, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, con l’ordinanza indicata in epigrafe;
3) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 590-quater cod. pen., inserito dall’art. 1, comma 2, della legge 23 marzo 2016, n. 41 (Introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali, nonché disposizioni di coordinamento al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e al decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274), sollevate, in riferimento agli artt. 3, 25, secondo comma, e 27 Cost., dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ordinario di Roma e dal Tribunale ordinario di Torino, con le ordinanze indicate in epigrafe.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 febbraio 2019.
Orbene come si legge nel dispositivo la Consulta ha ritenuto di intervenire nel disposto dell’art. 222 del C.d.S., dichiarando la illegittimità costituzionale del comma 2, quarto periodo, “Alla condanna, ovvero all’applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui agli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale consegue la revoca della patente di guida. La disposizione del quarto periodo si applica anche nel caso in cui sia stata concessa la sospensione condizionale della pena. Il cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza divenuta irrevocabile ai sensi dell’articolo 648 del codice di procedura penale, nel termine di quindici giorni, ne trasmette copia autentica al prefetto competente per il luogo della commessa violazione, che emette provvedimento di revoca della patente e di inibizione alla guida sul territorio nazionale, per un periodo corrispondente a quello per il quale si applica la revoca della patente, nei confronti del soggetto contro cui è stata pronunciata la sentenza.”
I Giudici hanno verificato l’estensione indiscriminata della previsione di revoca a tutte le fattispecie di omicidio o lesioni stradali, di cui alla Legge 41/16, in particolare è interessante l’analisi che ha indotto alla Consulta alla decisione di cui sopra :
“18.– Ciò premesso, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 222, comma 2, cod. strada è fondata nei termini che seguono.
#simonato
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