DI PAOLO CICCARONE

La Lancia torna nei rally e lo fa dalla porta di servizio. Ovvero con una versione Rally 4 della nuova Y e con un campionato previsto su sei appuntamenti nella stagione 2025. Per lanciare il programma e la vettura, con un kit che migliora prestazioni e sicurezza in vendita a 74.000 euro (più o meno in linea con le altre vetture del settore Rally 4), non poteva mancare un padrino d’eccezione, quel Miki Biason che con la Lancia ha vinto due titoli mondiali e questo come augurio per un futuro radioso di Lancia, non solo nei rally, ma anche nei mercati.

Fu infatti la vittoria al Montecarlo di Sandro Munari che salvò la Lancia che con la piccola HF fece il botto di vendite, diventando uno status symbol dell’epoca. Difficile che la cosa si ripeta oggi, ma sognare non costa niente. Abbiamo incontrato Miki Biasion al lancio della vettura. Ecco cosa ci ha detto.
Due volte campione del mondo rally con Lancia, adesso, alla tenera età di non diciamo quanti anni ha, Miki Biasion ritorna al volante per svezzare la nuova Lancia Y Rally 4: insomma, ti hanno costretto a mettere casco e tuta per sviluppare un progetto dedicato ai giovani…
“Beh, di sicuro è un bellissimo ritorno. E un’ottima opportunità per me di togliermi un po’ di ruggine di dosso. Logicamente la macchina è sviluppata da piloti professionisti che sono adesso in attività come Crugnola, tanto per citarne uno. Quindi chi meglio di loro può dare delle indicazioni ai tecnici? Poi alla fine delle giornate di sviluppo, io faccio il mio giro e dico le mie impressioni, le mie idee, anche se devo dire che non c’è stato molto da migliorare, perché la macchina fin dall’inizio si è dimostrata molto performante e anche molto affidabile”.

Entriamo nel settore Rally 4, dove ci sono concorrenti con maggiore esperienza, parliamo di Renault, ma parliamo soprattutto dalla sorella gemella Peugeot 208, per cui sarà un po’ una lotta in famiglia…
“Il motore è lo stesso tre cilindri e il cambio è lo stesso che viene già utilizzato da tutti gli altri costruttori in questa categoria, quindi siamo partiti da una vettura che, in un certo senso, era già stata evoluta. Indubbiamente l’abbiamo migliorata, abbiamo cercato di togliere i difetti e di migliorarle le qualità di 208, con una turbina maggiorata, più potenza, siamo a 212 CV contro i 208, più coppia e un assetto diverso, per cui confido che sia un buon passo in avanti rispetto a quanto conosciuto. E poi c’è il fascino del nome Lancia…”

Quanto entusiasmo c’è nel partire con un trofeo nel 2025? Sei gare, ma soprattutto, un campionato dedicato ai giovani. E facendo un passo indietro, ricordi quando eri tu giovane a muovere i primi passi in questa carriera?
“Ma, io credo sia un’idea, un progetto molto, molto interessante perché permette di nuovo ai giovani di avvicinarsi al motorsport ad un certo livello, un livello già abbastanza alto, ma con dei budget relativi. In più confido molto anche nei premi di questo trofeo perché è altissimo. E poi c’è l’obiettivo finale, il sogno di tutti di diventare piloti ufficiali. Quindi chi vincerà il trofeo poi farà il campionato europeo nel 2026 con la squadra Lancia ufficiale”.

Cosa ti è piaciuto di più di questa Lancia Y?
“Sicuramente è molto piacevole da guidare, ha una direzionalità incredibile. Che non mi sarei mai aspettato da una vettura a trazione anteriore, infatti non esiste il sottosterzo. Ha un ottimo inserimento, logicamente c’è un aiuto anche da parte dell’elettronica, però dà al pilota la possibilità di dimostrare le sue qualità”.
Lancia Y, Miki Biasion, la sigla HF, a questo punto ci manca un Cesare Fiorio; recuperiamo anche lui in questa sorta di ritorno al futuro?
“Con Cesare abbiamo fatto i nostri anni, quindi bisogna dare spazio ai giovani, sia come piloti che anche come manager e direttori sportivi. Eugenio Franzetti di sicuro sarà all’altezza della situazione. Qualcuno mi ha chiesto: ma perché non avete recuperato dei meccanici dell’Abarth? Perché, ho detto, che hanno tutti quasi ottant’anni, quindi non era il caso di portarli ancora in giro per il mondo a seguire le corse, anche se i rally ti mantengono giovane dentro”

Beh, però di sicuro avranno esperienza da questo punto di vista, esperienza che tu stai sfruttando per lo sviluppo della R4…
“Però dobbiamo dire che l’esperienza che c’è anche nel gruppo di Stellantis Motorsport, che sono anni che compete sia nel WRC, che nell’europeo sia nei vari campionati nazionali, non ha niente da invidiare a quello che c’era e che c’è stato nel passato in Abarth. Logicamente, sarebbe stato assurdo ripartire da zero quando abbiamo già una base lavorativa e di ingegneri all’altezza della situazione”.

In conclusione, quale è l’augurio di Miki Biasion per il trofeo Lancia che parte nel 2025?
“Beh, Lancia is back e io mi auguro di trovare tra i giovani che parteciperanno al trofeo, qualcuno talentuoso, da potergli passare il testimone e poi da seguire, da portare avanti nuovamente a livello internazionale”.






