MAZDA CX6 e Il meglio di Cina e Giappone in un SUV di prestigio

TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

Se non puoi batterlo, allora alleati. Il concetto può essere trasferito al mondo dell’auto e il risultato è Mazda CX6 e, un Crossover elettrico nato dalla collaborazione fra la cinese Changan e il gruppo giapponese di Mazda. Capacità di sviluppo e tecnologie elettriche da un lato, cura dei dettagli e design dall’altro. Il risultato eccolo qui. In un mondo in cui la mobilità elettrica si scontra contro due grossi ostacoli, il prezzo e i tempi di ricarica, Mazda spiazza tutti con una cifra abbordabile per il tipo di vettura e segmento: da 46.750 euro per l’allestimento Takumi e 3000 euro in più per la Takumi Plus.

Ovvero in linea, forse qualcosina meno, rispetto alla concorrenza termica di questo settore. Il secondo aspetto, la ricarica, è al centro dell’offerta. Solo una batteria da 78 kWh (per un’autonomia media dichiarata di 484 km), 258 CV e la trazione posteriore. Il resto lo fa la capacità di ricaricare alla massima potenza in maniera continua e non solo con un picco e poi vedere la curva calare e i tempi aumentare. Alle colonnine veloci in corrente continua l’auto accetta una potenza massima di 195 kW, il che dovrebbe permettere di passare dal 10 all’80% di carica in 24 minuti.

In corrente alternata, con una potenza massima di 11 kW, il “pieno” di corrente richiede otto ore e 50 minuti. Quindi l’ostacolo delle soste prolungate viene superato proprio per questa capacità che fa venire meno i dubbi su un certo tipo di mobilità elettrica. In quanto alla vettura, ci sono particolari raffinati che in pochi notano. Come ad esempio la sagomatura del cofano anteriore, con un profilo alare che migliora i flussi e riduce i rumori, il maxischermo interno touch da 26 pollici che consente di non avere un cruscotto tradizionale, ma di leggere tutti i dati sul display sul parabrezza.

Una seduta posteriore comoda, senza lo scalino delle batterie, alloggiate direttamente nel telaio, cosa che oltre ad aumentare lo spazio a bordo consente un baricentro basso e una buona tenuta laterale in curva nonostante il peso superi i 2130 kg. Bagagliaio da 468 litri che coi sedili reclinati arriva a 1434 litri. Connessioni complete, dettagli curati negli interni e coi profili luminosi, il tetto in cristallo, i maxi cerchi da 21 pollici (19 nella versione di ingresso), il tutto la rende spiovente, agile nonostante i 4,85 metri di lunghezza. Insomma, un mix che fa del moto iniziale il prodotto finale di una collaborazione Cina-Giappone che fa scuola.

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