MARCO FERRERO
Continua in questa parte la nostra intervista con Tommaso Volpe, Nissan Motorsport Director, cui la casa giapponese ha affidato il compito di valorizzare il lato sportivo del brand nipponico e di traslare, basandosi sull’esperienza del manager italiano, im ambito di marketing I risultati che verranno raccolti un pista.
D: Sempre più le più grandi case automobilistiche stanno entrando in Formula E; è perché si crede che l’elettrico sarà il futuro, il fine principale è più un’operazione di marketing o entrambe le cose?
R: Sicuramente entrambe le cose, certamente la Formula E avrà un futuro “luminoso”, nel senso che, come dicevo prima, le possibilità di sviluppo sono così grandi che si sono grandissime opportunità per tutti i costruttori, e probabilmente rispetto ad altre categorie è quella più allineata con quelle che sono le sfide principali dal punto di vista tecnologico del settore automobilistico, per questo attrae così tanto; ovviamente va da se che nel momento in cui io entro in una categoria dove posso metterni alla prova su quelle che sono le tecnologie del futuro è chiaro che diventa un’eccellente piattaforma di promozione del brand da un punto di vista marketing, quindi, ribadisco, entrambe le cose.
D: Come mai secondo lei le case tedesche (BMW, Audi, Porsche, Mercedes) sono le più “sensibili” a questa categoria?
R: Sicuramente le case tedesche sono molto sensibili al motorsport, e quindi non si sono fatte perdere un occasione per entrare in quello che ad oggi è una delle piattaforme di motorsport più sotto lo spotlight, la luce dei riflettori dei media, quindi è chiaro che vuoi non far parte di un motorsport che è considerato uno dei più interessanti da parte dei giornalisti, del pubblico? E sotto l’aspetto agonistico sono case vincenti, il livello di competitività sta crescendo tantissimo, è chiaro che adesso competiamo con brand che hanno grandissima esperienza nel motorsport e che non ci renderanno la vita facile, ovviamente!
D: Se fosse dato modo di avere una terza vettura quale pilota, che sia attualmente in forza in altri team o nuovo della categoria, vorrebbe avere nella sua squadra?
R: (ride) ma guarda, mi vuoi fare litigare con i miei colleghi in E-Dams?… scherzi a parte, in giro ci sono in effetti tanti talenti, non vorrei fare un nome perchè non vorrei poi trovarmi ad essere frainteso… sicuramente, avendo Sebastien (Buemi) ed Oliver (Rowland) prenderei un ragazzo molto giovane, se potessi. Prenderei qualcuno, non certamente dalla Formula E o dalla Formula 1, ma delle categorie “minori”, un ragazzo di 18 – 20 anni, perchè a questo punto avresti tutte e tre le generazioni di piloti, sarebbe interessante da mettere nello stesso team, da osservare, perchè le nuove generazioni hanno anche più esperienza con gli sport, quindi sarebbe interessante vedere come arriverebbero da subito in Formula E avendo più esperienza con la guida sui simulatori. Sarebbe interessante vedere e valutare gli approcci diversi.
D: La Formula E in sei anni è cresciuta esponenzialmente; cosa farebbe per darle ulteriore impulso?
R: io credo che di cose che si potrebbero fare ce ne siano poche, in quanto quello che stanno facendo lo stanno facendo bene, e le iniziative sono giuste e corrette; sicuramente sull’accessibilità, che è comunque già un punto forte della Formula E, sono sicuro che lavoreranno sull’accessibilità allo sport, intendo proprio durante l’evento, e sulla possibilità di accedere ancora di più ai team, perchè è uno sport già accessibile sotto l’aspetto dei social media. Stanno già facendo un ottimo lavoro, secondo me in quella direzione possono e devono, e sicuramente lo faranno, perchè è la loro intenzione, di lavorare ancora meglio nell’accessibilità dell’evento, quindi non solo il village na anche il paddock, per avere proprio questa apertura al pubblico.
D: In quali aspetti meno evidenti (esempio sulla programmazione della crescita di qualche pilota) l’emergenza sanitaria del COVID-19 ha impattato sul motorsport ma, soprattutto, come si potrà reagire?
R: non credo vi siano al momento pesanti effetti collaterali non evidenti, in quanto per ora si tratta di pochi mesi, quindi ovviamente dipenderà molto da come si evolverà la situazione, se alla fine avremo avuto solo quattro o cinque mesi, sullo sviluppo di un pilota alla fine l’impatto sarà stato relativo, mentre l’impatto sarà certamente maggiore su tutta l’organizzazione e sullo sviluppo delle vetture. Quindi gli impatti principali sono ovviamente il rallentamento dello sviluppo e quindi lo spostamento delle omologazioni delle vetture e le relative deadlines. Un ritardo ci sarà comunque, e proprio per questo la FIA giovedì scorso ha recepito le indicazioni da parte dei team ed ha modificato l’omologazione delle nuove EVO2, così come lo ha fatto per altre categorie, ad esempio la Formula 1. Questo è sicuramente un aspetto importante, poi si avrà forse un effetto sotto l’aspetto sociale, nel modo di vivere lo sport in futuro, ma questa è una cosa che andrà discussa con le istituzioni perchè poi dipenderà molto dai livelli di sicurezza che saranno richiesti per i grandi eventi, perchè il motorsport è un grande evento. Il punto di forza che dicevo prima della Formula E nel centro città in questo contesto può diventare un motivo di preoccupazione, e per questo dipenderà molto dalle istituzioni.
In chiusura della chiacchierata impossibile non fare il punto sulla situazione della stagione 6 della Formula E, sulla quale Volpe ci ha detto:
“Stiamo discutendo ovviamente come team insieme alla FIA quale può essere una soluzione, ma la direzione, compatibilmente con l’evoluzione della situazione sanitaria, dovrebbe essere quella di concludere il campionato in corso, la stagione 6, recuperando non tutte ma qualcuna delle prove non fatte, l’idea è di disputare delle gare per dare una compiutezza al campionato e poi ripartire l’anno prossimo. La fortuna del campionato di Formula E rispetto alla Formula 1 è che cinque gare sono strate già fatte; nel frattempo l’iniziativa interessante della Formula E è questo “race from home”, il racing che è partito sabato scorso e che si svolgerà su nove eventi, nel frattempo che non si trova una decisione comune su come concludere il campionato è interessante questo esperimento che stiamo facendo perchè ci apre più possibilità nel futuro, volendo, per le piattaforme di sport, che stanno diventando sempre più importanti, al momento sono più mature per altre categorie, per altri sport, dove la quantità di persone coinvolte è enorme, nel motorsport non è ancora arrivata a quei livelli ma credo che sia un’ottima opportunità per entrare nelle piattaforme di sport”.
Tanti gli argomenti interessanti toccati in questa conversazione, una vera e propria fucina di spunti di riflessione a 360° che Volpe ci ha lasciato e per i quali non possiamo che ringraziarlo per l’opportunità concessaci, ivi includendo il tempo che ci ha simpaticamente regalato, ed al quale auguriamo di raggiungere i risultati sportivi per i quali la Nissan lo ha posto al timone di comando del suo prestigioso settore sportivo.
Un manager, che vogliamo orgogliosamente definire italiano, e che sa esternare con modestia e semplicità uno spessore professionale ed una chiarezza di obbiettivi di eccellenza; peraltro, lo sappiamo, le board of directors dei colossi giapponesi sono formate da persone esigenti, e la sua scelta non può che deporre a suo favore.
Benvenuto, e buon lavoro!







