CESANA SESTRIERE, UNA STORIA LUNGA 64 ANNI

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Nel corso del prossimo weekend si svolgerà la 43^ edizione della Cesana – Sestriere, gara valida per il Campionato Europeo della Montagna Auto Storiche, una competizione che nel corso della sua storia ha segnato una pietra miliare del campionato (allora per le vetture “correnti”) ed ha portato alla ribalta nomi famosissimi.

Stante l’importanza della gara giusto e doveroso fare qualche accenno storico per riportare alla memoria quanto si sia visto nel corso dei decenni.

Forse non è noto a tutti che la corsa nacque nel 1961, per volontà dell’Automobile Club Torino, per organizzare un evento motoristico da inserire nel calendario dei festeggiamenti per i 100 anni dell’Unità d’Italia, e da subito ebbe validità per il campionato italiano e per il trofeo europeo della specialità.

Forse si tratta della competizione piemontese di gare in salita più famosa e prestigiosa; l’altra è la Susa – Moncenisio, che risale al 1902, ed ancora la Sassi – Superga, soprattutto corsa dalle moto.

Altre gare piemontesi da ricordare sono la Biella-Santuario di Oropa; e la Garessio – San Bernardo, ed in ultimo la celeberrima Cuneo-Colle della Maddalena, alla quale parteciparono alcuni grandi piloti degli anni ‘30 come Nuvolari; l’importanza delle gare in salita stava nel fatto che i rally erano ancora agli albori e le cronoscalate, come le gare su strada (es.la Targa Florio) avevano largo seguito.

Per i suoi primi tre lustri, dal 1961 al 1973, la Cesana-Sestiere acquisì importanza e prestigio grazie alla partecipazione dei più grandi specialisti delle gare in salita, partendo da Mennato Boffa, per proseguire, nell’ordine, con Odoardo Govoni, ed a seguire Edgar Barth, il primo ad abbattere il muro dei sei minuti; Ludovico Scarfiotti, Rolf Stommelen, Gerard Mitter, nel 1968 il primo a scendere sotto i 5 minuti, Peter Schetty, Arturo Merzario, Johannes Ortner e Mauro Nesti.

La crisi petrolifera fermò la corsa fino al 1981, quando Mauro Nesti vinse, con eccezione delle vittorie di Romano Casasola ed Ezio Baribbi, tutte le edizioni degli anni ‘80, prima che gli spagnoli Andres Vilarino e Francisco Egozque conquistassero le ultime tre edizioni, dal 1990 al 1992; una frana sulla strada nel 1993, per la gioia degli ambientalisti (o presunti tali) portò alla sospensione, che si riteneva definitiva, della gara, ripresa poi nel 2007, a questo punto come Campionato Europeo della Montagna Auto Storiche, grazie alle Olimpiadi Invernali del 2006, che guidarono il ripristino della strada per poter salire a Sestriere.

Da allora tanti campioni si sono succeduti sul gradino più alto del podio della manifestazione, con soprattutto due nomi su tutti, il primo quello di Uberto Bonucci, vincitore di tre edizioni (2011, 2012 e 2018), ma soprattutto il secondo, Stefano Di Fulvio, che di vittorie ne ha conquistate cinque (2009, 2013, 2014, 2015 e 2016) e che nel 2016, pur con tre chicanes di rallentamento, ha realizzato il record del tracciato con un tempo di 4’30”06 che ha frantumato il record di Andres Vilarino, stabilito con 4’32”68 ma senza alcuna chicane sul percorso…

Una gara che, tradizionalmente, ha saputo presentare vetture storiche non solo da competizione ma anche da “parata”, come hanno nel tempo dimostrato l’ Alfa Romeo 6C 2300, la Ferrari Daytona ex Steve Mc Queen e Milt Minter, piuttosto che la Fiat 1100 Ala D’Oro, oppure l’ Austin Healey Sprite con i suoi fari a ranocchio (Frog Eye) o la sempre bella Jaguar E, tutte vetture ammirate per le loro linee.

Nel tempo la Cesana Sestriere, nella fattispecie dal 2013, ha anche saputo “modernizzarsi”, stante che, oltre alle “storiche”, una prova cronometrata riguarda anche le vetture moderne, un elemento che gli appassionati hanno mostrato di apprezzare e che viene regolarmente ribadito, al pari della “Cesana Experience”, parata di vetture da competizione e non che precede la competizione vera e propria.

La storia continua, la Cesana-Sestriere corre verso l’edizione del 2026, la quarantaquattresima della sua storia, con il limite record di Stefano Di Fulvio, con 4’30”06, obbiettivo da raggiungere e, se possibile, da battere.

(foto di archivio)

 

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