Testo e foto MARCO FERRERO
Con la doppia gara di Londra, un appuntamento divenuto ormai il “classico” della chiusura della stagione della serie, il prossimo weekend andrà a terminare l’edizione 2024 del ABB Formula E World Championship, la decima della sua interessante e controversa storia, con l’assegnazione del titolo iridato al successore di Jake Dennis, vincitore lo scorso anno.
Una classifica che, con oltre cinquanta punti ancora da assegnare, e con le sorprese ed i colpi di scena che la Formula E sa regalare (solo per fare un esempio, si ricordi come vinse il titolo Nyck De Vries nel 2021 a Berlino), rimane matematicamente aperta ancora a sette piloti; per fare qualche valutazione in merito, la situazione della classifica provvisoria assoluta ad oggi risulta la seguente:
1^ Nick Cassidy Jaguar TCS Racing 167
2^ Mitch Evans Jaguar TCS Racing 155
3^ Pascal Wehrlein TAG Heuer Porsche Formula E Team 155
4^ António Félix Da Costa TAG Heuer Porsche Formula E Team 134
5^Oliver Rowland Nissan Formula E Team 131
6^ Jean-Éric Vergne DS Penske 129
7^ Jake Dennis Andretti Formula E 122
A voler essere razionali, ma in questo campionato la razionalità non è di casa, il titolo sembrerebbe una questione a tre, tra i due alfieri Jaguar e Pascal Wehrlein, ma la sorpresa potrebbe essere Antonio Felix Da Costa, che con quattro vittorie nelle ultime cinque gare è prepotentemente rientrato in gioco per la vittoria finale (e sicuramente, senza la squalifica dopo la vittoria nella gara 1 di Misano, punti che potrebbero pesare come un macigno e che potrebbero essere uno dei rimpianti maggiori della carriera del simpatico pilota portoghese, ora sarebbe il favorito per il titolo) inizia a fare un pensierino al tirare un brutto scherzo agli avversari.
Prima di Portland c’era la sensazione che Cassidy avesse le mani già saldamente sul titolo 2024, stanti i sei risultati “pesanti” consecutivi conseguiti, ma il doppio “zero” della tappa a stelle e strisce ha rimesso tutto in gioco, togliendo peraltro al pilota neozelandese più di una certezza e riducendo il vantaggio a termini tutt’altro che tranquillizzanti.
Per gli altri inseguitori, Rowland, Vergne ed il campione uscente Dennis, è solo la matematica che consente loro qualche illusione (che potrebbe terminare già dopo gara 1); non tanto per il valore dei piloti, indiscusso ed indiscutibile, ma perché la loro stagione è stata troppo incostante, spesso non supportata dal mezzo, e tenuta viva solo dalla bravura degli stessi.
Come si era detto già dopo Misano, Jaguar e Porsche quest’anno hanno un passo diverso da quello della concorrenza (e ne è la riprova la rimonta di Da Costa); il titolo certamente sarà ad appannaggio di uno dei primi quattro dell’attuale classifica provvisoria, ed andrà a premiare che saprà gestire meglio il weekend londinese.
Volendo sbilanciarsi su un pronostico, a rischio di incorrere in una brutta figura l’ipotesi del vostro cronista va su Mitch Evans, tra i quattro il pilota più esperto e forse quello più abituato a gestire la pressione di queste situazioni; a domenica sera l’ardua sentenza.













