F.1 IL MOMENTO SBAGLIATO O SFORTUNATO E GLI ATTACCHI SUI SOCIAL A LECLERC

RODOLFO INTELISANO FOTO FERRARI MEDIA

 

Innanzitutto chiedo venia come si dice, visto che in un precedente articolo avevo detto di non caricare Antonelli di troppe aspettative. Adesso però dopo tre vittorie e tre pole consecutive le aspettative di un pilota italiano campione del mondo di Formula Uno dopo ben 73 anni (ammetto che ho dovuto usare la calcolatrice per fare il conto) sono più che legittime. Avevo sottolineato come avere un compagno di squadra altrettanto veloce come Russell ma dotato di ben maggiore esperienza, alla fine, avrebbe fatto la differenza ma Antonelli a questo punto ha messo in crisi Russell e l’esperienza, rischia di non bastare.

E dunque, andando controcorrente, mentre tutti parlano, giustamente di Antonelli, cosa che pare preoccupi Toto Wolff, parliamo di Russell: sei un pilota della filiera Mercedes, vinci al primo anno tutti i campionati minori a cui partecipi, scali tutti i gradini fino alla Formula Uno, la Mercedes ti parcheggia in un team di seconda fascia per anni dove tu comunque dimostri di averne, mentre la Mercedes che tu aspetti di guidare continua a dominare. Ma Wolff non ti chiama e Bottas continua ad occupare quel sedile che senti che ti spetta prima o poi e che te lo meriti lo dimostri quando sei chiamato per una sola occasione a sostituire Hamilton battendo nettamente Bottas, quello che guida la macchina a cui sei destinato, prima o poi.

Ma quando finalmente quel “poi” arriva è l’anno del cambio di regolamento, è il 2022 e la Mercedes sbaglia il progetto e non è più la astronave che è stata per anni e ti devi accontentare di qualche sporadica vittoria, fino ad oggi, quando il nuovo cambio di regolamento riporta Mercedes davanti a tutti. Adesso finalmente dovrebbe essere il tuo momento e che succede? Arriva un ragazzino che, dopo un primo anno in cui ha imparato tanto da te, ma restando sempre alle tue spalle e che tu non consideri come un rivale per il titolo comincia a batterti una, due, tre volte. Ok, la prima Russell ha avuto un problema in qualifica, è stato un episodio, non si ripeterà tanto in fretta, ma le sicurezze cominciano a vacillare.

A Suzuka, pista da piloti veri, arriva una seconda batosta. Due indizi non fanno ancora una prova ma tre si e a Miami è arrivata la prova definitiva: terza pole e terza vittoria consecutiva per Antonelli e Russell in crisi, già dalle qualifiche, costantemente più lento di Antonelli e non di poco. In tanti sport la mente, la testa è una componente essenziale: Russell non è lucido, ha capito che forse gli sta sfuggendo la grande occasione proprio quando dopo aver morso il freno per anni questa era arrivata. Il mondiale è lungo e le cose possono cambiare ma per Russell c’è il rischio concreto di finire nella lista dei grandi incompiuti, lista che comprende piloti che il mondiale lo avrebbero meritato ma hanno sbagliato squadra o momento: Peterson, Alesi, solo per citarne alcuni del passato e tornando al presente c’è Leclerc che oramai fa parte della lista. E a proposito di Leclerc mal sopporto certi commenti di totali incompetenti che sono costretto a leggere su social.

Leclerc ci mette sempre l’anima cercando di compensare le annose mancanze della vettura e quando guidi così, sempre al limite e anche oltre, l’errore è sempre in agguato e allora non si possono leggere commenti di chi lo critica aspramente per l’errore dell’ultimo giro, di chi scrive che si deve svegliare, che persino Bottas ha vinto dieci gare e lui solo otto…evito qualsiasi ulteriore commento su una affermazione del genere per non scadere nel turpiloquio. La verità è che oggi sono certo che anche Villeneuve, uno che come Charles cercava di andare oltre i limiti della macchina e per questo, inevitabilmente, sbagliava molto, verrebbe criticato dagli incompetenti come oggi succede a Charles e lo dico perché tocca leggere commenti presuntuosi e arroganti di chi Gilles non l’ha mai visto correre, irridendo con insopportabile arroganza chi ancora oggi giustamente lo esalta attaccandosi, anche qui, solo ai numeri.

Per queste menti semplici, ma ripeto arroganti e presuntuose è necessaria la semplificazione perciò solo sei vittorie in cinque anni, uguale sei un fermo (sic!) indipendentemente da cosa guidavi. Per fortuna di Villeneuve ai suoi tempi i social non c’erano ma io sogno un algoritmo che elimini automaticamente tutti i commenti di coloro, e purtroppo sono tanti, che ancora si ostinano a non capire che le corse sono fatte e i risultati sono fatti dall’insieme pilota/vettura e uno solo dei due componenti non basta mai. Vana speranza…

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