DI PAOLO CICCARONE

BAKU – Prima o poi doveva accadere e poco male che sia successo su un tracciato dove recuperare è possibile, specie se alle spalle hai una Mercedes che spinge. Kimi Antonelli ha infatti preso un muretto con un errore di guida pesante, buon per lui che non compromette quanto fatto finora e che, alla fine, sia stato George Russell con l’altra Mercedes a segnare la pole position.

Se davanti il risultato era scontato, non lo era il distacco inflitto al primo inseguitore. Leclerc, con la Ferrari, oltre al secondo posto non poteva fare ma a 837 millesimi dal vertice e per appena un millesimo davanti a Piastri con la McLaren Mercedes. Un mezzo miracolo, se vogliamo, perché Hamilton con la seconda rossa è sesto ma a 1,332 secondi, mezzo secondo più lento di Leclerc. Come dire che su un tracciato cittadino dove conta fare il pelo al muro, Leclerc ha quel qualcosa in più che da tempo gli viene riconosciuto, ovvero essere un pilota da piste stradali dove lui si esalta.

Come dire che senza l’apporto sul giro secco, il vero valore della Ferrari è quello mostrato da Hamilton e la cosa è preoccupante, perché davanti c’è una McLaren ma potevano essere due se Norris non avesse sbagliato una curva nell’ultimo giro vanificando una possibile prima fila. E che dire di Hadajar, che rientrato in gara dopo una lunga sosta per infortunio ha ripreso il ritmo e si è messo alle spalle Verstappen, stessa macchina ma a 6 decimi da Hadjar e in ottava posizione. Insomma, una gara che mostrerà essenzialmente il potenziale delle vetture piuttosto che dei piloti. Su un giro ci si può inventare qualcosa, ma sulla lunga distanza, sarà la meccanica a fare la differenza. Sul lungo rettilineo finale Russell ha guadagnato 4 decimi rispetto ai rivali, ma dire che è solo motore è sbagliato.

Perché la differenza l’ha fatta nel T2, ovvero nelle curve lente e strette che girano attorno alla città vecchia. Lì serve precisione di guida, ottimo inserimento in curva e viste le basse velocità, serve anche carico sufficiente che però non penalizzi sul rettilineo. Mercedes ha messo insieme tutti i pezzi, gli altri no. Chi perde qualcosa lì, vedi Ferrari, chi perde altrove, vedi McLaren. Alla fine il risultato della pista è questo. Adesso l’attesa è per Antonelli. Ha segnato il 16 tempo pur andando a sbattere dopo un giro, a questo punto Mercedes potrebbe sostituire il motore e farlo partire dal fondo (in pratica due file dietro…) ma avrebbe un propulsore fresco che sul finire di stagione viene sempre utile. Lo si deciderà nel corso della serata. Intanto Russell, meno 81 punti in classifica generale, deve assolutamente approfittare del problema di Antonelli. Recuperare punti diventa fondamentale, se spreca l’occasione, beh Antonelli ringrazia…


