FERRARI STORE MILANO L’esperienza di un lettore nel prestigioso punto vendita del Cavallino

DI FABRIZIO OSTI FOTO FERRARISTORE

Domenica di inizio estate: papà,mamma e figlio di sette anni stanno guardando il Gran Premio di F1 in TV.  Appare l’ immagine di Hamilton prima della partenza, ed il ragazzino dice al papà: “Che bello il cappellino di Hamilton. Mi piacerebbe come regalo per la promozione a scuola”. Il papà risponde: ” Quando sento Fabry al telefono gli dico di procurarmene uno, visto che lui abita vicino a Milano e Monza”.
La moglie, approfittando della situazione ribatte :” Digli di prendere anche una felpa di quelle che indossa quel tecnico a fianco di Hamilton”.
Parte così la mia avventura al Ferrari Store di Milano, che ho visitato qualche giorno fa, per accontentare un amico di Vicenza. Dopo essere andato da un mio cliente, mi presento davanti all’ entrata. Sto per entrare, ma mi viene il dubbio di aver sbagliato negozio. In vetrina, ci sono due vestiti da donna, uno a fiori da passeggio e l’ altro da sera. Alzo la testa e guardo l’ insegna:” Ma è proprio il Ferrari Store, c’ è il Cavallino Rampante “.
La bellissima sede di Milano del Ferrari Store
E poi all’ interno si vede anche il muso di una Ferrari dei tempi di Schumacher, posizionata con il muso in picchiata. Mi avvicino alla porta di ingresso, sto per aprire la porta, ma con mia sorpresa c’è un bodyguard (pensavo che fosse un visitatore in uscita), che mi apre la porta (proprio come nei ristoranti da 100 euro..per dirla alla Antonio Conte).
Entro ,sono un po spaesato, mi guardo in giro, arriva un commesso elegantissimo che mi chiede:” In cosa posso esserle utile?” Io continuando a guardarmi in giro rispondo: “ Cercavo qualcosa riguardante il merchandising della Ferrari F1, ma non vedo nulla”. Lui mi dice: “Attenda che chiamo la responsabile. Arriva una ragazza, molto gentile, che mi rifà la stessa domanda, alla quale io do la stessa risposta: lei mi chiede Ah, lei cerca gli articoli della Puma?”.
Il tifo per la F1 traina il nuovo mood della rossa
Io piuttosto stranito rispondo :” Vorrei semplicemente acquistare un cappellino di Hamilton ed una felpa del team”. Lei più sollevata mi porta in uno spazio in cui ci sono in mostra i cappellini dei piloti e due caschi in miniatura. Mi fa scegliere il cappellino, poi va in uno stanzino, dal quale esce due minuti dopo con il cappellino e la felpa che avevo chiesto. Nel frattempo, mi guardo in giro, sperando di trovare qualche scampolo dal sapore “racing”, ma ci sono solo articoli come scarpe da passeggio, penne, abbigliamento casual tutto griffato Ferrari.
La commessa mi chiede se sono un appassionato di F1. Le rispondo di si e le dico che sono molto sorpreso nel vedere un punto vendita che più che un negozio della Ferrari,mi sembra una boutique del quadrilatero della Moda.
Lei sorride e mi dice che la proprietà, su Milano e sulle grandi città, sta spingendo il marchio dal piano sportivo, ad un “target moda”. Però ci ha tenuto a dirmi che nella settimana del Gran Premio di Monza, il negozio verrà allestito in modo da conferire al punto vendita un aspetto più racing. E mi dice che se vorrò tornare, sarò il benvenuto.
I successi nel WEC alimentano il mito in rosso
Prendo la mia borsetta, esco, sempre con il bodyguard che mi apre la porta e per andare verso la metropolitana, passo davanti a Piazza Liberty, dove nel vecchio Ferrari Store, l’ arredamento era un bidone di benzina Shell, i pannelli con cui i meccanici facevano le segnalazioni ai piloti e dove potevi trovare tutto ciò che riguardava la Ferrari F1.
Da questa semplice visita, ho potuto farmi un’idea di dove la proprietà, voglia portare il marchio Ferrari. E la parola Passione qui non esiste più.

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