DI PAOLO CICCARONE Foto Ferrari ufficio stampa

Stessa sede di Maranello, stessi uffici, stesse strutture ma risultati completamente diversi fra la 499P e la SF25, segno che alla Ferrari qualcuno che sa come vincere c’è. Ma allora dove nasce questa differenza?
JEDDA – Ferrari a due facce. Nella domenica di Pasqua fra Imola e Jedda si è consumato un doppio evento in cui il cavallino rampante è stato l’unico grande protagonista. A Imola la Ferrari 499P di Pierguidi, Calado e Antonio Giovinazzi, partito in pole, ha vinto la 6 ore, gara del mondiale endurance, a Jedda la SF25 di Charles Leclerc è salita per la prima volta nella stagione sul podio con un terzo posto alle spalle del vincitore Piastri, che ha battuto Verstappen dopo un avvio con incidente alla prima curva.
Piastri ha tenuto la traiettoria interna, Verstappen ha tagliato la curva, risultato: 5 secondi di penalità per l’olandese e vittoria risicata di Piastri con la McLaren. Polemiche e strascichi dopo corsa come da copione. Ma intanto con una Ferrari sul podio è tornato in parte il sorriso, grazie anche ai tempi sul giro di Leclerc in assetto gara. Per Hamilton, invece, è ancora buio pesto. Senza ritmo in qualifica, relegato al settimo posto in gara. Una comparsa come non si era mai visto nella sua carriera.
WEC SENZA DUBBI F1 CON TANTE DOMANDE

I dubbi qua emergono forti. Se non fosse che si chiama Hamilton e ha 7 titoli mondiali alle spalle, la decisione sarebbe già presa. Magari proprio a favore di Antonio Giovinazzi, che nel WEC ha trovato nuova linfa e successo, dopo la 24 ore di Le Mans, ma che a Maranello fa il pilota di scorta per la F.1 alternandosi col cinese Zhou, gestione Vasseur… Una Ferrari che vince e una che subisce, eppure la fabbrica è la stessa, gli uomini quasi. Un mistero. Perché il regolamento del WEC è più complicato di quello F.1, eppure a Maranello riescono a battere gente del calibro di Porsche, Cadillac, BMW, Aston Martin, Toyota (campione del mondo) tanto per citare alcune Case che si cimentano nell’endurance.

Eppure in F.1 si celebra un terzo posto come una sorta di vittoria, mentre nel WEC la vittoria, sulla pista di casa per giunta, viene da quegli stessi uomini che dividono uffici, sale prove e logistica. Una differenza gestionale enorme, se consideriamo il fatto che da un lato si vince, dall’altro si patisce. Segno che a Maranello gli uomini giusti ci sono, manca forse l’amalgama per tirare fuori il piatto vincente. Non è mica detto, infatti, che avendo gli stessi ingredienti di Bottura o Cracco, tanto per fare due nomi di chef conosciuti, poi a casa si riesca a fare lo stesso piatto con lo stesso sapore.
QUESTIONE DI UOMINI AL VERTICE?

Coletta a timone del WEC ci riesce, Vasseur (e prima di lui altri) no. Ed eccoci qui ad analizzare un GP dell’Arabia Saudita che ha detto alcune cose importanti. I conti vanno fatti con Oscar Piastri, terza vittoria in cinque gare. Freddo, chirurgico, spietato e lucido. Quando ha allargato la traiettoria alla prima curva, lasciando Verstappen senza spazio, sapeva bene che l’olandese avrebbe tirato dritto. Da qui due ipotesi: o gli rende la posizione o viene penalizzato. Buona la seconda. In McLaren Norris è ancora più veloce di Piastri, ma sbaglia.
HAMILTON COSA NON FUNZIONA?

In Bahrain con la posizione in griglia, in Arabia Saudita il botto in prova e i tagli in gara che per fortuna non gli sono costati penalizzazioni. E la rimonta su Leclerc senza riuscire a passarlo, fa capire bene i suoi limiti. E poi Verstappen. Per esaltarsi ha bisogno di un rivale, possibilmente cattivo come lui. Oscar Piastri lo è. I due si sono annusati e da qui ne usciranno delle belle. E poi il mistero Hamilton. Mentre Leclerc faceva la barba ai muri, lui stava a due metri di distanza. Segno che non si fida, ma va bene per un esordiente ( e infatti Kimi Antonelli, ancora sesto, ha mostrato che pur esordiente ha numeri da esperto) non certo per un 7 volte mondiale. Ergo, non si fida della macchina. O non si fida di chi ha attorno? Le prossime gare dovranno dire qualcosa.
Uno, se la McLaren resta davanti, due se Verstappen e Red Bull sono i veri rivali, tre se Ferrari è capace di recuperare i tre decimi che mancano in qualifica e, quarto, capire se per Hamilton è stato un episodio o se ha imboccato la strada del non ritorno verso il ritiro. Domande e dubbi che le prossime gare risolveranno. Intanto a Maranello gli unici che festeggiano sono i ragazzi di Antonello Coletta…











