RODOLFO INTELISANO foto BEPPE MAGNI
Hamilton ha scoperchiato gli altarini Leclerc C’è un pilota che dichiara amore eterno per la Ferrari ma che al di là delle chiacchere quando c’è da fare qualcosa nell’interesse della squadra non rispetta gli ordini di scuderia, si lamenta, butta fuori pista il suo compagno di squadra, tutto ovviamente nell’interesse della Ferrari.
Questo pilota si chiama Charles Leclerc, otto anni in Ferrari. Il male ha radici antiche ma a ben guardare il fatto che oggi un Hamilton sia veloce quanto lui, “il predestinato”, ha fatto venire a galla gli altarini. Il signorino in Ferrari è stato abituato a fare tutto quello che voleva da subito, sin dalla prima gara in Barhain 2019. Fa la pole ma al via Vettel che avrebbe dovuto avere lo status di prima guida parte meglio e va in testa. Dai box arriva l’ordine di mantenere le posizioni.
Rispettato? Ma nemmeno per sogno! “Sono più veloce, passo“ questa la dichiarazione impudente via radio e subito messa in atto. Vettel, una brava persona che ha sempre avuto bisogno di sentire l’appoggio della squadra capisce già da qui che qualcosa non va come avrebbe dovuto andare nelle previsioni di inizio stagione, commette uno dei primi tanti errori che verranno causa una scellerata gestione sportiva. Poi la macchina di Leclerc ha un problema ed ecco una vittoria buttata via.
Però nessuno di noi a questo punto è ancora in grado di capire che la gara è persa per l’egoismo di quella che dovrebbe essere all’epoca la seconda guida. La stagione prosegue non è vero che Leclerc è più veloce di Vettel al quale viene letteralmente scippata la vittoria in Canada, in realtà i due piloti si equivalgono ma il discorso Vettel prima guida, Leclerc semidebuttante che impara alla corte di un quattro volte campione del mondo è totalmente dimenticato, tanto che a Spa dove Leclerc è si più veloce, chi si sacrifica per la squadra, rallentando Bottas quel tanto che basta perché Leclerc possa uscire ancora davanti dopo il pit stop è il quattro volte campione del mondo, quella che doveva essere la prima guida, con umiltà e senza alcuna arroganza. Nell’interesse della squadra, un concetto sconosciuto direi al predestinato.
E arriviamo a Monza dove l’accordo è che a turno i due piloti si diano la scia. Vettel esegue gli ordini di scuderia e dà la scia a Leclerc, ma quando tocca a Leclerc dare la scia a Vettel il furbetto se ne dimentica. Risultato un semplice buffetto via radio da Binotto. E poi c’è Sochi dove il bambinetto via radio continua a piangere che Vettel deve ridargli la posizione, ma non era seconda guida? Ma è chiaro che oramai in Ferrari chi comanda è lui, tanto che rallentano al pit stop Vettel per far ripassare davanti il predestinato. Al contrario va, per situazioni contingenti della gara, a Singapore dove la strategia favorisce Vettel all’ultima vittoria ma per tutta la gara dobbiamo ascoltare le lamentele via radio di Leclerc per come si erano messe le cose, tanto che da me si prende il soprannome di piangina Leclerc. Del 2020 e del 2021 inutile parlare, la macchina è senza motore, però il nuovo arrivato e poco considerato Sainz nel 2021 fa più punti del predestinato.
Altro segnale da non sottovalutare. Il 2022 potrebbe essere l’anno buono ma tra strategie da far rizzare i capelli in testa e mancanza di affidabilità l’occasione viene sprecata. 2023 solo Sainz, e non Leclerc, è in grado di spezzare in un’unica occasione a Singapore il dominio assoluto Verstappen- Red Bull. Altro piccolo segnale…il 2024 è un buon anno ma la prima vittoria della stagione in Australia la porta ancora Sainz e sono due di fila con Leclerc a secco dall’Austria 2022 e arriviamo all’oggi: 2025 arriva Hamilton ma la macchina già fatta sulle specifiche e sulle richieste di Leclerc, guarda caso, è un disastro e Hamilton non riesce a guidarla. Si prende un sette volte campione del mondo ma non si seguono le sue indicazioni, né di indirizzo tecnico, né di gestione sportiva per tutto l’anno, nonostante lui ci provi a dare indicazioni.
L’idea che me ne faccio da fuori, io che in aziende ho lavorato, è che in Ferrari aleggi quell’aria tipica nelle aziende quando arriva un dirigente nuovo con idee diverse e le frasi ricorrenti nei corridoi sono: “chi si crede di essere quello lì´” e “noi si è sempre fatto così”, la più tossica di tutte. Finalmente per quest’anno si seguono, solo in parte, come orgogliosamente, o stupidamente, qualcuno in Ferrari tiene a precisare, i suggerimenti di Hamilton. Il sette volte campione del mondo comincia andare forte quanto lui e qui Leclerc va in bambola: incidenti a ripetizione, totale mancanza di rispetto nei confronti del compagno di squadra, contestazione degli ordini di scuderia, quando, secondo lui favorirebbero l’altro che lui vede come il fumo negli occhi perché ha capito che sta prendendo la leadership della squadra, cosa che lui non è mai stato capace di fare.
In conclusione dopo otto anni in Ferrari penso sia ora di trarre qualche conclusione. Leclerc ha dimostrato di essere un pilota veloce ma incapace di far crescere la squadra, uno che corre unicamente per se stesso, mai per il team. A Monza abbiamo toccato il fondo, adesso è ora, se esiste una qualche direzione sportiva con gli attributi di rimettere l’ex ragazzino al suo posto, dove in realtà, riguardando al passato, avrebbe dovuto stare sin dall’inizio, altro che predestinato!






