F1 GRAN PREMIO STORICO D’ITALIA – MUGELLO OGGI IL GIORNO DELLE REGINE ROSSE IN PISTA, POI I CAMPIONI IN CONFERENZA STAMPA

Testo e foto BEPPE MAGNI

 

La giornata è cominciata davvero presto, qui all’autodromo del Mugello, questa mattina. Era un orario che, da queste parti, fa già quel frescolino pungente, che tanto contrasta con il caldo ancora pienamente estivo dei pomeriggi. Il Global Head di Ferrari Corse Clienti era già sul ponte di comando ben prima delle 9, in mezzo ai suoi ragazzi, che si accingevano a preparare le leggendarie Rosse di Schumacher a scendere in pista, all’ora di pranzo. Inutile dire che l’area dove facevano bella mostra di sé le Ferrari più vincenti della storia del Cavallino Rampante, è stata presa d’assalto dagli appassionati fin da quelle prime ore. I ragazzi di Antonello Coletta hanno distribuito loro bandierine rosse e palline gialle e rosse, a sottolineare che oggi erano qui soprattutto per far festa con i tifosi.

All’appello hanno risposto di buon grado anche tutti i piloti, di gran nome, chiamati a pilotare questi miti dell’automobilismo, da Eddie Irvine a Giancarlo Fisichella, da Mika Salo ad Antonio Giovinazzi, da René Arnoux a Andrea Bertolini, da Luca Badoer a Nicola Larini, a Stefan Johansson. Nomi che non hanno certamente alcun bisogno di presentazione, e che hanno firmato centinaia di autografi e posato per migliaia di selfie. Qualche tifoso più attempato, ha addirittura posato per una foto… tradizionale con il proprio campione, roba davvero d’altri tempi! Poi le Regine sono scese in pista a raccogliere gli applausi del pubblico. Qualcuno in tribuna dissimulava l’emozione, altri ostentavano fintissimo distacco, ma vi assicuro che ho sorpreso più di un ultraquarantenne con le lacrime agli occhi. Non parliamo poi dei cinquantenni e dei sessantenni, che neppure si preoccupavano di nasconderle. Anche noi stessi… sapete com’è… al cuore non si comanda…

Una volta scesi dalle monoposto, alcuni di quei fantastici campioni, che hanno portato le Rosse in pista, hanno risposto ad alcune domande da parte dei giornalisti convenuti all’evento. C’è stata una prima domanda relativa alle impressioni alla guida, dove Nicola Larini e Luca Badoer hanno ammesso che erano decenni che non guidavano più una Formula 1 e dove René Arnoux ha ricordato che all’inizio del 1984 la 126 C3 del 1983, con cui aveva sfiorato il titolo mondiale, gli sembrava una macchina vecchissima, oggi, che ha avuto modo di portare in pista il fantastico V12 della 412 T2 del 1995 si è detto strabiliato di quanto la tecnologia sia andata avanti e continui a progredire ancora oggi.

Noi abbiamo chiesto come hanno percepito l’amore e l’immenso affetto del pubblico italiano, che li ha assediati fin dalle prime ore del mattino. René Arnoux non mi ha neppure lasciato terminare la domanda: “È bellissimo venire in Italia perché qui avete un motore al posto del cuore. Per me è importantissimo sentire la vicinanza e l’affetto degli appassionati, noi siamo qui per loro. Anche quando correvamo, non avrebbe avuto senso rischiare senza che ci fossero loro ad apprezzare le nostre manovre spericolate. Noi abbiamo sempre corso per la gente, per il pubblico, se siamo qui è solo merito loro, altrimenti non saremmo niente, non avrebbe senso.”

Nicola Larini ha aggiunto:” Io sono venuto a correre la prima volta qui nel 1984, ma una tribuna così piena non l’avevo mai vista. Incredibile l’entusiasmo che c’è qui oggi, tutto merito degli organizzatori e della Ferrari che ha portato qua le sue monoposto più belle e le ha portate vicino al pubblico, che ha dimostrato, ancora una volta quanto le ami.”

“Stamattina la Ferrari è andata bene anche in Malesia” prosegue René Arnoux. “Si vede che siamo noi a portare fortuna.”

Sembrano giornate fatte apposta per far battere forte il cuore. Sia ammirando le stupende monoposto di tutte le epoche, oggi in gara in tutte le 8 categorie presenti, sia rimanendo stupiti di fronte alla esibizione delle Regine Rosse dei primi anni 2000, sia andando a scoprire, in giro per il paddock, altre perle, come la Ferrari 246 del 1958 o la F1-89 di John Barnard, accudite, da par suo, da persone come Cleto Zini, una vita passata a curare le Rosse, fin dalla più tenera età. Il Gran Premio d’Italia Storico si sta rivelando davvero un evento caldo, veramente partecipato ed emozionante. Verso le 16 è intervenuto anche il presidente di Automobile Club Italia, Geronimo La Russa, a sottolineare la volontà di ACI di organizzare e di portare avanti anche nei prossimi anni, insieme con Ferrari e gli organizzatori di HVM, questo evento che si sta rivelando, come dicevamo, davvero azzeccato, con i suoi costi abbordabili da tutti, i paddock e i box aperti, a scoprire dei veri e propri gioielli, mai dimenticati da chi, come ha detto René Arnoux, ha un motore al posto del cuore. C’è ancora una giornata, quella di domani. Ma questo è un evento che vorremmo davvero non finisse mai…

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