ROBERTO BIANCHI foto GIUSEPPE MAGNI
Si è appena concluso il 7° round del Campionato Mondiale di Formula 1 che ha registrato molti record, il primo tra tutti è il grande salto di qualità dell’organizzazione generale del circuito per migliorare gli accessi e i servizi, merito del sole ma anche dell’esperienza maturata sul campo, dello studio di altri Circuiti e della regia di Pietro Benvenuti e del suo team che ha interpretato correttamente le esigenze del grande evento.

La città, pur con le sue criticità, risponde bene presentandosi e proponendosi come un territorio coeso pronto ad accogliere a braccia aperte, tra stupore e ammirazione, il grande evento con l’auspicio che non sia l’ultimo e si trovi la giusta combinazione tra economie di scala, riqualificazione necessaria delle strutture, esigenze del Campionato
Il pubblico ha risposto in modo straordinario, come sempre in Romagna, tirando fuori… nonostante la delusione rossa, tutta quella passione per lo show che Liberty Media ha saputo realizzare negli anni alzando ancora una volta l’asticella dell’intrattenimento.

Passare da Miami a Imola e Monaco potrebbe sembrate un contrasto imbarazzante per alcuni aspetti, tuttavia è l’esatta celebrazione delle diverse peculiarità di ogni tappa del Campionato, dove ogni Promoter (Circuito) interpreta la manifestazione con quello di meglio ha da offrire, mentre Miami propone divertimento sfrenato e Monaco lusso eccentrico, Imola conferma la terra della passione del “cuore rosso fiammante” dove il contrasti non mancano, si passa dal pubblico appassionato del prato Rivazza che sopporta code, insolazione, bagni chimici a quello più volgare di personaggi (o presunti tali) modello “lei non sa chi sono io” arrivati in auto blu, abito doppio petto, occhiale da sole scuro e presentatosi di fronte al box Ferrari con la richiesta esplicita di poter accedere in quanto “stretto collaboratore del sottosegretario (al nulla cosmico)”, ovvero uomo chiave, a cui va il merito di aver portato il Gran Premio: “ma lei sa perché si chiama Made In Italy?” dice con voce alta quanto perentoria in mezzo al pubblico attonito e rivolto al funzionario di GES Ferrari, che, con cortesia e un filo di frustrazione, lo invitava a rivolgersi ad Aci Italia nel rispetto del protocollo del Cerimoniale e alle direttive del proprio datore di Lavoro.
E’ in questi casi che noti il netto contrasto tra l’umiltà di un pubblico educato, quanto motivato, e la spocchiosità di certi personaggi (fortunatamente pochi) che albergano gli enti pubblici, pieni del nulla se non di patetica presunzione, tipica di un mondo che non è più attuale e soprattutto, non è in linea con la determinazione, rigore e il rispetto che Stefano Domenicali ha impostato nel suo gruppo di lavoro e dal quale dovremo sempre prendere spunto se vogliamo crescere, migliorare, ed essere credibili nel resto del mondo.

Mi auguro vivamente che Formula Imola possa chiudere un onorevole accordo perché una eventuale futura gara di Campionato a Imola potrebbe essere il riscatto di anni di “sfortune”, tra COVID e alluvione, l’occasione per un territorio di crescere e migliorare, uscendo dal provincialismo ed entrando nel range dei luoghi che meritano una visita, non solo in occasione della gara. E se quell’occasione dovesse presentarsi, noi siamo pronti a gestire l’accoglienza di un pubblico che da solo merita gli applausi.
All Sport – www.allsport.it








