DI PAOLO CICCARONE

Alla vigilia del GP d’Italia a Monza, il CEO di Liberty Media, Stefano Domenicali, ha colto l’occasione per fare il punto con la stampa italiana. Riunita sul motorhome di F.1 nel paddock di Zandvoort o collegata via web da casa, l’occasione è stata propizia per fare il punto su diversi aspetti della F.1. In quasi un’ora di chiacchierata, in cui Domenicali ha toccato vari punti, il sunto dell’incontro può essere riassunto in questi punti. Di sicuro, i più evidenti, riguardano le gare italiane, con una chiusura per Imola e una mezza porta aperta per Monza, le nuove location, i regolamenti 2026, difficili da comprendere e spiegare, il 12 team potenzialmente in arrivo. Ma ecco, nel dettaglio, cosa ha detto Domenicali.
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MONZA DEVE SVEGLIARSI

Monza sta correndo con i lavori di ammodernamento, ma è sufficiente questo ritmo? “Diciamo che è in surplace… Sta andando al ritmo di un mezzofondista. Non basta avere rinnovato il contratto fino al 2031. Bisogna mantenere fede agli impegni migliorando infrastrutture e servizi per il pubblico. È necessario creare una cornice accogliente per gli spettatori e dall’8 settembre, il giorno successivo alla gara, l’organizzazione deve reagire perché c’è una marea di opere da realizzare. L’anno prossimo entrerà Madrid, si sono riproposti il Portogallo, la Turchia e la Germania con Hockenheim. Abbiamo trattative a medio e lungo termine con il Ruanda e il Marocco. Vedo difficile il ritorno di Imola. In Italia l’Aci può investire su un solo Gran Premio e giustamente è stata data priorità a Monza. Però non è sufficiente avere sistemato i sottopassi e il tracciato”. Come dire attenzione perché se non si rispettano gli impegni, la gara può emigrare…

AUMENTA IL PUBBLICO E INTERESSE
“La Formula 1 si conferma in grande salute. C’è sempre più interesse da parte del pubblico e ci aspettiamo che gli incassi straordinari del film di Brad Pitt producano un ulteriore effetto positivo. Però non dobbiamo fermarci. L’anno prossimo ci sarà da spiegare i nuovi regolamenti a un pubblico sempre più variegato, fatto di giovani e persone non esperte. Dovremo essere bravi a farlo con grafiche e contenuti adeguati. E’ bello che persino altri sport come il tennis e il football stiano prendendo esempio da noi”.

LA SFIDA 25 OTTIMA MCLAREN HAMILTON DEVE SVEGLIARSI
“Lewis non pensava di dovere affrontare un inizio di stagione così difficile. Mi ha colpito il suo momento di umana debolezza in Ungheria, legato a un contesto complicato. Ma deve reagire e continuare a lottare per fare la storia vincendo con la Ferrari, senza farsi travolgere da altri pensieri. Ha il carattere per riuscirci e illuminare chi ha intorno a sé. Mi aspetto che l’anno prossimo torni grande protagonista. Fra i giovani ottima la crescita di Isack Hadjar che stupisce sulla Racing Bulls a podio in Olanda. Ma anche Andrea Kimi Antonelli che ha lasciato il segno in Canada, con il terzo posto nell’anno del debutto sulla Mercedes, e adesso cerca la via di uscita dal tunnel. Kimi ha l’età di mia figlia. Lo conosco da quando era bambino. Sta capendo che in F. 1 bisogna crescere in fretta, avere la famiglia al suo fianco lo aiuterà. Lo vedremo più consapevole nel 2026. Penso che possa avere una carriera straordinaria”.

REGOLE 2026 CHE CAOS
“Sarà affascinante. Le strategie di gestione della potenza elettrica obbligheranno i piloti a cambiare stile di guida. Non mi aspetto il dominio di un team come la Mercedes nel 2014. È previsto che chi sarà indietro possa recuperare con concessioni di più ore al banco e un budget un po’ più alto da spendere. Questo regolamento ha attratto costruttori come Audi, Cadillac e Honda. La Toyota guarda interessata. E ci sono fondi di investimento che vogliono acquistare le squadre. Tuttavia, dopo Monza, ci riuniremo per capire se questo ciclo debba durare cinque anni oppure quattro. Per il futuro vogliamo motori più semplici e monoposto più leggere”.

MENO PROVE LIBERE PIU’ GARE SPRINT
“Promotori e tifosi sono stanchi delle prove del venerdì. E ora è d’accordo anche la maggioranza dei piloti: diciamo diciotto su venti. Max? Se gli parli in confidenza, comincia a riconoscere che il formato ha senso. Del resto, i piloti sono nati per correre. Fra qualche anno, tutti i GP chiederanno di avere il weekend con la Sprint Race al sabato. Oggi le prove libere piacciono solo ai super specialisti, il grande pubblico è più interessato all’azione di un weekend sprint. Già il venerdì ci sono più argomenti da discutere e commentare, c’è una qualifica, si parla di performance, ma capisco che debba entrare nella cultura della F.1. La direzione è chiara, posso garantire che tra pochi anni la richiesta sarà di avere tutti i weekend con lo stesso format, non dico che arriveremo come la MotoGP che propone la sprint in tutti gli appuntamenti. Tornando ai piloti, posso dire che il loro approccio verso il format sprint inizialmente non era favorevole (diciotto erano contrari e due favorevoli), oggi siamo all’apposto, ne abbiamo parlato durante la cena che abbiamo organizzato in Austria e tutti si sono espressi favorevolmente. Anche Verstappen ha ammesso che c’è un senso”

GARE TROPPO LUNGHE
“Crediamo che per i giovani sia un po’ troppo lungo il gran premio come si svolge oggi. Stiamo vedendo su molti dei nostri canali che le sintesi riscuotono un grande successo, magari per noi che siamo nati con questo format va bene così, ma c’è una grande fetta di pubblico che vuole vedere solo i momenti salienti. Oggi sta andando tutto molto bene, ma proprio per questo non dobbiamo sederci sugli allori ma pensare a quale sarà il prossimo passo da fare”.
GRIGLIA INVERTITA

È un argomento che abbiamo in agenda. All’inizio erano tutti contrari, invece nell’ultimo incontro molti di loro hanno detto ‘perché non proviamo?’. In F2 e F3 questo format è presente ormai da decenni, ma credo che sia un aspetto nel quale non ci sia una posizione corretta ed una sbagliata, tutte le opinioni hanno una valenza. Faremo le nostre valutazioni insieme alla FIA, dovremo interpretare al meglio il trend che sta evolvendo, questo è sicuro”.
12 TEAM IN ARRIVO?
“Valuteremo solo una candidatura di grandissima rilevanza perché credo che siamo già in una dimensione senza ulteriori spazi, solo guardando quelli occupati nei paddock siamo già al limite. Non avevamo niente contro Andretti, un grande nome della F.1 ma com l’arrivo di General Motors, con i suoi investimenti e programma, le cose sono cambiate e felici di averli accolti. C’è un grande interesse da parte di fondi di investimento e investitori interessati all’acquisto delle attuali franchigie delle scuderie, perché il valore di un team sta crescendo in maniera esponenziale e di conseguenza l’interesse a investire in F.1 sta aumentando. Ma proprio perché siamo in un ottimo momento dobbiamo essere prudenti”.






