DI PAOLO CICCARONE

ZANDVOORT – L’unico che ride dopo la prima giornata di prove in Olanda è Fernando Alonso. Perché lo spagnolo è l’unico che si è inserito fra le due McLaren di Norris e Piastri rompendo la doppietta dei due papaya e per giunta con un tempo di appena 87 millesimi inferiore a Norris ma 2 millesimi davanti a Piastri. Una giornata caratterizzata dal vento e dalla sabbia in pista che ha provocato diversi testacoda e uscite con bandiera rossa per recuperare i rottami. Come successo a Stroll e Albon, ma anche uscite misteriose come Hadjar fermo nel giro di ingresso in pista. Su un tracciato topolino, nel senso di pista molto corta e tortuosa, le Ferrari sono finite indietro.

Hamilton sesto, ma a otto decimi, Leclerc ottavo ed entrambi con diversi problemi misteriosi. Non ultimo i 7 decimi accusati dal monegasco nel secondo settore, decisamente troppi su una pista dove il decimo di distacco risulta essere già abissale. Una Ferrari misteriosa dopo i misteri ungheresi, fra altezze, fondi che grattano, motori che consumano, aerodinamica che va a volte e altre no, gomme che non entrano nella finestra di utilizzo delle temperature giuste e via di questo passo, alla fine ce ne è sempre una.

E mentre a Maranello continuano a cercare qualcuno che abbia una bacchetta magica dopo la fuoriuscita dei due aerodinamici, si continua a pescare nel mondo francofono con la speranza di risolvere qualcosa in tempi brevi. La cosa importante, almeno questo venerdì, è che i tempi sul giro non corrispondano al reale potenziale della SF25 ma che siano il frutto di prove ed esperimenti in vista della gara e delle qualifiche, nel qual caso è ampiamente giustificato l’andamento lento di Maranello. In classifica troviamo al quarto posto Russell con la Mercedes, staccato di quasi 4 decimi, mentre Antonelli, complice anche una uscita di pista, non è andato oltre il 12esimo posto, ma la sorpresa, come detto, è Alonso e Aston Martin, perché prima dell’uscita di pista di Stroll, pure il canadese stava andando bene.

Il suo errore nella curva sopraelevata è stata forse il frutto di una distrazione perché davanti c’erano le due Ferrari con uno che girava largo e la seconda era a centro pista. Stroll ha sterzato ma forse perché troppo veloce, il sottosterzo lo ha spedito contro il muro, stessa sorte per Albon con la Williams e pure Hamilton, in testacoda su un cordolo. Come dire pista infida, non gommata con vento e sabbia a complicare le cose. L’idolo di casa, Max Verstappen, ha segnato il quinto tempo ma anche lui è incappato in uscite di pista e i 6 decimi di distacco fanno capire come ci sia tanto da fare sulla Red Bull, che ha visto ai box il ritorno di Giampiero Lambiase, il suo ingegnere di pista che sembra aver risolto i problemi personali, o almeno in parte, che gli avevano fatto saltare le gare prima della pausa estiva. Insomma, diciamo che è stato il primo giorno di scuola al ritorno delle vacanze e non tutti avevano ancora la mente idonea al rientro in classe. Sabato ne sapremo di più…






