F.1 SIMONE RESTA Alla Haas il mondiale dei piccoli team

DI PAOLO CICCARONE PER AUTOMOTO.IT

Il responsabile tecnico del team americano confessa la soddisfazione di aver completato una stagione che per risorse e prestazioni equivale a un titolo iridato fra le squadre private

Gongola e ha motivo di orgoglio: dopo una stagione come questa, Simone Resta, responsabile del progetto Haas F.1, sa di aver incassato un riconoscimento che va oltre le prestazioni della vettura. I primi punti, col piazzamento di Magnussen in Bahrain nella gara di apertura, la pole del danese in Brasile e la classifica iridata che ha visto il team americano all’ottavo posto con 37 punti, davanti ad Alpha Tauri e Williams, che avevano più risorse, parla per lui.

FERRARI, RITORNO AL FUTURO?

Ma al momento la voce che circola è di un suo ritorno alla Ferrari come responsabile tecnico. Lui sgombra subito il campo: “Ne ho sentito parlare ma sinceramente non ne so proprio niente. In questo momento si sentono molte voci in circolazione per cui inutile andargli dietro” ha detto nel nostro ultimo incontro. Poi il discorso si sposta sulla stagione appena conclusa: “Che dire? Soddisfacente come minimo e sorprendente per altri aspetti. I primi punti in Bahrain col quinto posto di Magnussen, l’inizio di stagione in cui eravamo preparati bene, ci hanno consentito di fare un campionato che per le nostre risorse è stato eccezionale. La pole position in Brasile, dovuta a circostanze da un lato ma anche da prestazioni vere dall’altro, per noi piccoli team ha rappresentato quasi la vittoria nel mondiale.

COSI’ PICCOLI COSI’ EFFICIENTI

Non avevamo soldi da spendere per lo sviluppo e gli incidenti durante la stagione ci hanno limitato nelle spese, per cui finire il campionato così, da piccoli team capaci di partire anche davanti a tutti, è stata una grande soddisfazione. Sono davvero felice di quello che abbiamo mostrato e anzi abbiamo anche perso delle occasioni per fare meglio. Quindi, che dire di più?”.

Gli incidenti di Schumacher hanno rallentato lo sviluppo della monoposto che avrebbe ottenuto risultati migliori

Niente, visto che la Haas è un team privato con motori clienti e la sua forza sta nel gruppo di lavoro che vede Guenther Steiner un capo duro che coi suoi modi è diventato un personaggio nel circus, merito anche di Netflix e della sua propensione alla battuta e al parlar chiaro in ogni circostanza. Ma non si deve dimenticare che sempre di team privato si tratta per cui le risorse non sono infinite. “Vero, abbiamo un bel gruppo di lavoro, sono davvero contento per quello che abbiamo fatto” ripete Simone Resta che, anche se non lo dice, quel ritorno a Maranello nelle vesti di responsabile tecnico, come era in passato, magari lo sogna ancora: “Ne sento parlare, lo leggo in giro, ma io sono concentrato nel nostro lavoro” ripete umile. D’altronde, vedere la Cenerentola del circus, la squadra che nel 2021 chiudeva gli schieramenti, mettersi dietro team e piloti più blasonati, vale più di cento parole.

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