F.1 RICCARDO PATRESE fa rivivere l’Arrows A1 per Godin al prossimo Montecarlo Hystorique

TESTO E FOTO DI MASSIMO CAMPI

“E’ una vettura che mi riporta a dei ricordi molto tosti, frutto della lite tra Don Nichols, patron della Shadow e il Team che poi ha fondato la Arrows”. Gli occhi di Riccardo Patrese si illuminano ricordando un momento importante della sua carriera in F.1 e prosegue quasi in trance nel racconto di come nacque l’Arrows e i motivi per cui ci fu la scissione dalla Shadow. Dice ancora Patrese: “In pratica Alan Rees, Jackie Oliver, DaveWass e Tony Southgate e Franco Ambrosio, finanziere d’assalto, hanno fatto una scissione con Nichols fondando la ArrowsGrandPrix International per una serie di loro ragioni.

Patrese e Godin a Cervesina mentre discutono nei box

SHADOW-ARROWS LA LITE STORICA

La squadra della Arrows era praticamente composta da tutto l’ex Team Shadow. Don Nichols quando entrò il lunedì in fabbrica trovò tutto deserto. Gli ex avevano avuto delle forti tensioni nei suoi confronti facendo praticamente un golpe, portando via tutto. Da questa realtà è nata la Arrows FA1, una monoposto molto efficiente, tanto che in Sud Africa, seconda gara della stagione 1978, ero in testa e stavo per vincere la gara, fino a quando non si ruppe il motore.

Intanto Don Nichols, visto anche l’efficienza della FA1, face causa alla Arrows con la motivazione che la vettura era stata ideata in Shadow e i membri dalla Arrows avevano portato con loro i disegni della nuova monoposto. Il giudice ha dato ragione a Nichols, la FA1 non poteva più essere usata e le vetture sono state consegnate alla Shadow”.

Madrina del programma è Joanne Villeneuve, moglie di Gilles e mamma di Jacques

Il Team si è subito messo al lavoro, in soli 35 giorni è nata la A1, la vettura che vediamo in pista a Cervesina e correrà al GP Monaco Historique con Bertrand Godin. Il 1978 fu una stagione molto travagliata, causa anche l’incidente di Monza in cui perse la vita Ronnie Peterson. Sono stato incolpato come causa di quella tragedia, a posteriori dopo un processo le mie accuse vennero rimosse.

Intanto dopo Monza sono stato bandito dai colleghi piloti e non ho potuto disputare il GP USA a Watkins Glen che avrei disputato con la A1. Poco dopo quella amara vicenda ho corso a Montreal dove sono arrivato 4° dietro alla Ferrari di Gilles Villeneuve che era riuscito a vincere il Gran Premio del Canada, seguito dalla Wolf di Scheckter e l’altra Ferrari di Reutemann. La gara canadese ha dimostrato che anche la Arrows A1 era una monoposto nata bene e con buone prestazioni. Ricordo delle sensazioni molto forti dopo essere stato messo sulla graticola dai colleghi, quel risultato, all’ultima gara stagionale, ci consolava dopo l’anno molto travagliato.

MONZA 78 E LA MORTE DI PETERSON

La vicenda di Monza fu molto tosta da digerire, potevo venirne fuori distrutto per le accuse e il trattamento che avevo ricevuto, per tre anni sono stato sempre sulla graticola fino a quando non si è concluso il processo. Ero accusato di omicidio colposo, ma le immagini e le testimonianze video hanno scagionato la mia posizione dimostrando che ero fuori dal contesto dell’incidente. Da quella vicenda sono uscito rafforzato nel carattere, reagendo in maniera positiva alle avversità. Però, dopo quel periodo ho anche cambiato modo di affrontare la gente attorno chiudendomi a riccio. Spesso guardavo con sospetto chi mi avvicinava, giornalisti compresi. Sicuramente il mio carattere si è indurito imparando a soffrire e reagire per superare le avversità.

Il casco di Godin ricorda Gilles Villeneuve

Ricordo con tanto affetto il Team Arrows in cui ho corso per cinque anni dal 1977 all’81. Tra loro c’era Alan Rees il mentore che mi aveva scelto dopo l’incidente in Sud Africa di Tom Pryce facendomi debuttare sulla Shadow. Avevo appena fatto la pole position con la Formula 2 al Nurburgring davanti a Mass e Regazzoni che correvano in Formula 1. Mi hanno chiamato per un test al Paul Ricard e dopo tre giorni Alan Rees mi ha fatto debuttare a Montecarlo.

La Arrows A1 è stata progettata da Tony Southgate uno dei veri geni della progettazione di quel periodo. Un ingegnere con idee molto valide, un personaggio con idee e soluzioni tecniche che facevano la differenza. Ancora oggi, a distanza di molti anni, siamo ancora amici”.

GODIN IN PISTA RICORDANDO GILLES VILLENEUVE

Bertrand Godin sarà il pilota che la guiderà al prossimo GP storico di Montecarlo, in programma dal 23 al 26 aprile, e anche lui racconta come è nata la passione per le corse. Da canadese, ovviamente, aveva un idolo… Godin sin da bambino sognava di seguire le orme del suo idolo Gilles Villeneve e all’inizio degli anni ‘80 dopo esperienze con i kart, si trasferisce in Europa iniziando a correre nelle varie formule promozionali.

“Avevo solo 200 dollari in tasca, ma la passione per le auto è sempre stata molto forte. Nel 1992 ho corso nel Campionato Francese F.Ford con la Mygale e la stagione successiva ho conquistato il primo titolo”.

Godin e Joanne Villeneuve

Dall’Europa, Bertrand Godin ritorna in America correndo nella IndyLights “la vittoria più importante è stata quella di Montreal 1997, nella gara di contorno al Gran Premio di F.1, vincere sul tracciato di casa è stato molto importante per l mia carriera”

UN PASSATO AL TEAM DURANGO

Con il Team Durango corre nel 1998 in F.3000, proseguendo negli anni successivi con competizioni in varie categorie tra cui le Stock Cars. “Sono ritornato in pista nel 2018 con la Formula 1600 vincendo il Gran Premio di Troy Riviers, un successo molto importante ed una grande emozione”

Tra le attività di Godin ci sono anche le analisi delle gare di Formula E trasmesse da TVA Sport e collabora con La Presse dal 2022. La nuova avventura è con le vetture storiche al volante della Arrows A1 ex Riccardo Patrese al GP Monaco Historic.

“E’ stata una grande emozione incontrare Riccardo durante il Test sul tracciato Tazio Nuvolari di Cervesina, ci siamo scambiati molte opinioni su quella vettura e come affrontare la gara sulla pista monegasca dove lui ha debuttato nel 1977 e vinto nel 1982. Sarà sicuramente una bella avventura con la vettura curata dall’Historic Project Club, la squadra di Franco Fraquelli che corre da anni con le vetture storiche”

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