DI PAOLO CICCARONE FOTO BEPPE MAGNI

A Imola sabato sera c’è stato un incontro fra i team principal delle scuderie e i rappresentati di Liberty Media. Al centro delle discussioni, infatti, vi è ancora la definizione del Patto della Concordia che dovrebbe entrare in vigore nel 2026. Le squadre hanno firmato l’accordo già a fine 2024, ma manca ancora un tassello importante da definire, ovvero la governance.
PATTO CONCORDIA MA CHI COMANDA DAVVERO?
Cioè chi comanda davvero e chi prende le decisioni e chi lo controlla. E qui il pallino è nelle mani del presidente FIA, Ben Sulayem, che già in Bahrain, lo scorso aprile, aveva avuto un incontro con le squadre senza però arrivare a una definizione. I team sono perplessi, in alcuni casi sul piede di guerra, ma Ben Sulayem ha una strategia ben chiara in mente. A fine anno, infatti, gli scade il mandato ed è in piena campagna elettorale per il rinnovo. Manca un rivale certo e il nome di Carlos Sainz senior è stato messo in circolazione ad arte per creare una alternativa da parte della cordata inglese che, a suo tempo, aveva favorito l’elezione di Ben Sulayem contro il candidato di Jean Todt.

CARLOS SAINZ CANDIDATO BRUCIATO
L’azione dell’emiratino però non ha soddisfatto i suoi elettori che stanno allestendo una seconda cordata in alternativa. Da quanto abbiamo appreso, la candidatura di Carlos Sainz non è supportata a dovere perché alcuni Automobil Club europei hanno fatto un voltafaccia, preferendo le proposte di Ben Sulayem che procede spedito verso la rielezione. Non essendo sicuro, almeno sulla carta, il presidente FIA sta tirando in lungo la firma dell’accordo per la parte di governance e questo mette i team con le spalle al muro, perché se non si firma, il Patto della Concordia decade e i soldi in più che dovrebbero percepire nei prossimi anni, saltano e non si fa più niente.

BEN SULAYEM UNO STRATEGA A LUNGO TERMINE
La strategia sembra essere chiara: “Il presidente FIA tira di lungo, arrivando al punto di non ritorno e obbligando tutti ad accettare le clausole capestro presenti bella bozza di accordo – dice un team principal che vuole restare anonimo – per cui si arriva a ottobre, lui come presidente non può ratificare niente perché in scadenza, le elezioni si tengono a dicembre e se viene rieletto prima di gennaio non si firma, ma siccome sono scaduti i termini anche la parte economica già siglata dalle squadre a ottobre dell’anno scorso, viene ridiscussa. A meno che non succeda qualcosa prima…”
QUELL’INCONTRO CON ELKANN A MARANELLO
Da qui le riunioni, gli incontri, fra cui uno che doveva essere segreto fra Ben Sulayem e il presidente Ferrari John Elkann a Maranello il 19 maggio, il lunedì dopo Imola. E’ una partita a scacchi fatta di discussioni, polemiche, merce di scambio che riguarda solo il circus mentre i tifosi non hanno idea di come questo possa influire sul campionato, magari con regolamenti tecnici e sportivi decisi con uno scopo ben preciso…






