DI PAOLO CICCARONE FOTO BEPPE MAGNI

Colpo di scena nel CDA dell’autodromo di Imola dove Giancarlo Minardi ha rassegnato le dimissioni da presidente, lasciando in anticipo l’incarico. Al momento resta Pietro Benvenuti come direttore, in attesa che CON.AMI, il consorzio che riunisce i 23 comuni del circondario, nomini un sostituto. Fra i nomi in circolazione ci sarebbe un ritorno di Uberto Selvatico Estense, ma al momento sono solo voci. Come lo sono quelle relative al futuro in F.1 del circuito.

Dopo aver saltato l’edizione del 2023, sembra che si riesca a recuperare l’edizione persa nel 2026 con un adeguamento dei diritti FOM. Infatti si parla di 30 milioni di euro, mentre il futuro del GP sarebbe firmato San Marino. A fronte di una richiesta di 50 milioni all’anno, pare che si sia trovato una quadra attorno alla cifra di 42 milioni per almeno tre anni, che uniti al recupero del 2026, consentirebbero di fare quegli investimenti necessari, e relativi ammortamenti, sufficienti per una programmazione a lungo termine.

Fermo restando Monza come GP d’Italia fino al 2031 (a patto che si verifichino alcune condizioni contrattuali, al momento ferme per via della mancanza di un presidente ACI, e inoltre pare che Sticchi Damiani abbia interposto appello al Consiglio di Stato che dovrebbe pronunciarci il 15 giugno). Tanti dubbi, tanti pare e si dice, unica certezza le dimissioni di Minardi che a Imola ha svolto un gran lavoro, basti pensare al Minardi Day, diventato un appuntamento internazionale di altissimo livello. Aspettiamo gli sviluppi, magari col nuovo CDA si potrà sapere qualcosa di più. Incrociamo le dita.






