F.1 GP SAN PAOLO Oscar Piastri e quel tarlo nella mente artefice degli errori fatali

DI PAOLO CICCARONE

La forza di Oscar Piastri? Secondo il manager Mark Webber era la tenuta mentale: “Nel confronto con Norris è più forte di testa”. Lo disse dopo la quinta vittoria del suo pupillo. Adesso, dopo l’ennesimo errore grave nella gara sprint in Brasile, cui fa seguito quello di Baku (prova e gara) e le prestazioni inferiori rispetto a Lando nelle ultime corse, la situazione si è ribaltata.

Chi sembra essere meno forte mentalmente è proprio Piastri mentre Norris sembra aver tolto in un colpo solo tutti i dubbi e i problemi del passato. Merito della figura dello psicologo, che ormai segue i piloti di F.1 (e in genere tutti gli sportivi al vertice, vedi Sinner), ma a parità di macchina, parità di talento (forse qualcosa in più per Piastri) alla fine il risultato è completamente diverso. Certo, adesso i punti di distacco sono 9, non molti ma sufficienti per far circolare nel cervello quel tarlo che fa la differenza fra vincere e perdere: “Quando hai un avversario che psicologicamente ti batte, è come avere un pugnale 24 ore fisso nello stomaco” disse Piercarlo Ghinzani, che a inizi anni 80 scoprì la forza della mente quando col dottor Bartoletti era nel mitico team Lancia Endurance insieme ad altri calibri come Patrese, Alboreto, Gabbiani, Fabi etc etc.

Le vittorie e il sorriso di Norris sono l’arma contro cui combatte Piastri

Dando per scontato, e non abbiamo elementi diversi, che le due McLaren siano uguali, forte soprattutto della gestione etica di Andrea Stella, il TP con una forte impronta ecumenica ed egualitaria, la differenza sta tutta in chi guida. Allora, se il problema è dentro Piastri, con un manager come Webber, che in passato ha vissuto sulla propria pelle la rivalità con Vettel e una squadra contro, dovrebbe trovare gli elementi per risorgere. Se il problema è nel team, nell’atteggiamento, negli episodi che lo hanno indebolito (Monza per tutti, Norris lento al pit e la squadra che chiede la restituzione della posizione, coi dubbi di Piastri in merito…), allora c’è poco da fare. Piastri è spacciato. Ma con 4 gare ancora da disputare, la capacità di portare al limite e riprendere il filo del discorso, la risposta è tutta dentro Oscar Piastri. Ma non dovrebbe essere lasciato solo, cosa che invece sembra sia avvenuta nel team con le conseguenze che abbiamo visto.

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