DI PAOLO CICCARONE

ZANDVOORT – Per la Ferrari il GP d’Olanda parte sotto una cattiva…stella. Sono infatti quattro i motorizzati Mercedes che partono davanti a Lewis Hamilton, quinto, e Charles Leclerc, sesto, in una sessione di qualifica che ha visto primeggiare, come dodici mesi prima, una McLaren. Quella di Lando Norris che dopo la pausa estiva e la vittoria in Ungheria, sembra sfruttare al meglio le modifiche della papaya che è tornata in auge. A fare da valletti le due Mercedes di Russell, vincitore della gara sprint del mattino, e Kimi Antonelli.
Il leader del mondiale sembra un poco sotto tono in questo GP anche se conserva un buon margine di vantaggio in classifica generale. Perché grazie al quarto posto della sprint, ha perso 3 punti da Russell ma ne ha guadagnati 3 su Hamilton che era il primo inseguitore e che adesso è a 53 punti da Antonelli. Come dire bicchiere mezzo pieno in quella che sarà una gara importante per l’italiano, visto che a Monza, col cambio di motore, sarà penalizzato di 10 posti in griglia e pertanto, di fronte a una rimonta difficile nella gara di casa, diventa fondamentale portare in cascina più punti possibili in Olanda.

La McLaren che torna al vertice non deve stupire, la filosofia del team diretto da Andrea Stella è sempre stata quella dei piccoli passi ma soprattutto capire cosa si sbaglia e porvi rimedio tutti insieme. La rinascita a questo punto aiuta proprio la Mercedes nella lotta iridata, infatti mettere una squadra fornita dai motori tedeschi davanti alla Ferrari sarà il leit motiv di questa seconda parte di stagione che ricomincia col dubbio di quante gare ancora sono in calendario, visto che Qatar e Abu Dhabi vengono date per cancellate al 90 per cento. Si dovrà aspettare metà settembre per averne la certezza e il primo a tifare “contro” è proprio Antonelli che col vantaggio che si ritrova, meno gare deve fare e più possibilità di vedere il titolo si ritrova.

La gara olandese era quella importante per capire se le modifiche ADUO, ovvero il recupero per i progetti in difficoltà, fosse andato a buon fine. A vedere le difficoltà Ferrari, fra nuovo fondo e nuovo motore (con potenze in più che variano a seconda di chi diffonde il verbo urbi et orbi) alla fine non solo non ha cambiato gli equilibri, ma si è visto come gli altri abbiano fatto un passo in avanti ancora migliore. Ad esclusione di Aston Martin il cui motore Honda modificato sembra addirittura peggio del precedente. E questo apre nuovi scenari sul futuro, a partire dalla permanenza di Alonso il prossimo anno o meno.

E con la firma di Verstappen alla Red Bull fino al 2030 (questo l’anno che è stato annunciato, poi si sa come vanno le cose…) di fatto vede il mercato piloti bloccato sulle posizione attuali. Ovvero nessun cambiamento di rilievo, a meno di sfracelli vari. Intanto questa sarà l’ultima edizione del GP d’Olanda: gli organizzatori non hanno voluto prendersi il rischio di un rinnovo pluriennale a fronte dei dubbi sulla tenuta del successo dell’attuale F.1. Nel frattempo hanno fatto il record di presenze e incassi, ma per domani basta e avanza. Un segnale importante che va oltre l’attuale schieramento: come diceva Enzo Ferrari, si muore di fame ma anche di indigestione. A quanto pare siamo nella seconda parte dell’enunciato…


