F.1 GP GRAN BRETAGNA Norris vince e ringrazia l’errore di Piastri Hulkenberg podio storico Ferrari affonda

DI PAOLO CICCARONE

SILVERSTONE – Pioggia, sole, bagnato, asciutto, nel GP di Gran Bretagna è andato in scena il caos delle condizioni meteo e al solito il verdetto finale premia quelli che sbagliano meno, che capiscono al volo che succede e sanno come agire. Non è un caso che la McLaren abbia fatto l’ennesima doppietta sulla pista di casa, mancava dal 2008 una vittoria a Silverstone. Ma ha vinto con Lando Norris che per tre quarti e oltre di gara era indiscutibilmente il più lento fra i primi tre. Con Oscar Piastri secondo dopo una penalizzazione di 10 secondi per aver infranto le regole sulla safety car (ha frenato di colpo costringendo Verstappen, secondo in quel momento, a superarlo e ad accodarsi).

Alla fine invertendo i fattori il risultato non è cambiato. Ma la giornata difficile ha il suo eroe, quello che dopo 239 GP e 16 anni di permanenza in F.1 non era mai salito sul podio. Quel Nico Hulkenberg quasi incredulo a fine gara perché era partito 19.esimo, ovvero ultimo perché Colapinto con l’Alpine partiva dai box. Ebbene, il vecchio caro Nico, con una Sauber con motore Ferrari ha finito sul podio e ha pure battuto l’idolo di casa, quel Lewis Hamilton che dopo aver fatto sognare in prova, in gara è sparito con una macchina difficile da guidare, tre o quattro uscite di pista e alla fine il quarto posto si può considerare anche un premio, visto che Leclerc è finito 14 dopo scelte strategiche da suicidio al box e diverse uscite di pista in gara in condizioni meteo difficili.

Ebbene, emerge che le McLaren pioggia o asciutto dominano, non cambia poi se con Piastri o Norris, quello è un discorso che vedremo dopo, gli altri affogano. Verstappen avrebbe meritato il posto sul podio ma l’olandese, dopo lo svarione con Piastri in safety car (ed è la seconda volta che succede e Max comincia a innervosirsi) alla ripartenza la Red Bull è finita in testacoda alla prima curva. Da lì una lenta rimonta che lo ha portato alle spalle di Hamilton in quinta posizione, con l’illusione di poter tenere ancora aperto il discorso mondiale.

Verstappen scarico al sabato andava bene per la pole domenica col bagnato no

Ebbene, con condizioni in cui era più facile sbagliarla, McLaren e Hulkenberg, al pari di Stroll e Gasly con l’Alpine, non lo hanno fatto. Hanno segnato punti e divertito. Chi invece avrebbe voluto vincere e aveva fatto capire di poterlo fare, era la Ferrari. Solo che le strategie sono state completamente sbagliate. Ci sarà da capire se scelta del pilota o del team, fatto sta che appena partito il giro di ricognizione Leclerc con Russell al seguito, è entrato ai box a cambiare le gomme da bagnato con quelle da asciutto. Risultato, più lenti di 10 secondi al giro anche se poi la pista si stava asciugando, nonostante le previsioni fossero chiare.

A casa sua Hamilton le ha prese anche da Hulkenberg

Ovvero che in una decina di minuti sarebbe piovuto di brutto. E quindi davanti ancora con le gomme da bagnato, dietro a tagliare l’erba qua e là. Arriva la pioggia, tutti si fermano a cambiare, safety car per recuperare Bortolleto e poi Hadjar a muro, Leclerc ricambia le gomme e nel frangente dei vari pit stop, safety car (inutile nel momento di pioggia intensa, come se non sapessero guidare in condizioni estreme…) e altro. Poi sul finire la ciliegina. Mentre davanti erano schematici e gestivano le gomme da bagnato, Leclerc ha cambiato in anticipo passando ancora a quelle da asciutto con asfalto semiallagato.

Leclerc festival di errori in pista e di strategia

Le uscite di pista successive sono state per fortuna senza danni, la Charles ha concluso 14 a 1 minuto e 24 secondi dal vincitore, con Hamilton che quarto non solo non riusciva a prendere Hulkenberg ma pure lui andava per prati. Adesso, che la SF25 sia difficile da guidare è chiaro, che ai box la disperazione abbia avuto il sopravvento con scelte da suicidio sportivo è evidente. Poi ci mettiamo anche i piloti che sono stati inferiori ai rivali. E il quadro che ne emerge è uno solo: nella battaglia d’Inghilterra della F.1, gli altri vincono, a Maranello sono naufragati.

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