DI HERIBERT STOHR

Provate a salire le scale di corsa e nel modo più frettoloso e affannoso possibile. Il rischio è quello di inciampare. E’ quello che è successo alle Ferrari oggi: sono inciampate e gli altri le sono passati sopra. Eppure il GP del Belgio è sempre stato molto positivo per la Casa di Maranello. Ricordo l’obiettivo della Rossa per il 2020 : perdere un po’ di velocità in rettilineo per aumentare la velocità in curva, specialmente in quelle lente. A Spa hanno perso ovunque. Dal camera car si notava una pausa “lunga” tra il rilascio del gas e il tornare sul gas e in un modo più dolce/progressivo del solito.
Come piccolo conforto potrei dire che, da un punto di vista ciclistico, Leclerc e Vettel andavano piano in salita ma se la cavavano bene in discesa. Lo si capiva già da Barcellona però. Colpa del calendario con gare così vicine che non c’è tempo per riordinare le idee ? Guardando indietro alle gare in Austria e in Gran Bretagna può darsi che ci siano delle piste più favorevoli ma certo che arrivare 13° e 14° significa perdere completamente la bussola e sperare in un ricovero in terapia intensiva non solo per la monoposto. Continua il nervosismo del monegasco. Non conosco il francese ma mi sembra di aver capito che, via radio, Leclerc abbia fatto un apprezzamento su alcune puttane viste in pit lane.

Riassunto. 1° Hamilton, 2° Bottas, 3° Verstappen. E’ il podio ? Avete indovinato ! Il finlandese, nei primi chilometri di gara, era talmente vicino a Lewis da riuscire a leggere la scritta Black Lives Matter, ma poi è tornato al ruolo di scudiero costringendoci a correggere un proverbio italiano in modo che risulti più aderente alle competizioni: chi si accontenta non gode mai !
Parliamo di Sainz ? Lo scorso anno ha rotto durante il 1° giro, quest’anno durante il giro di allineamento. Lui sì che era giustificato a urlare “puta” in tutte le lingue!!!
Gasly è stato l’unico a partire controcorrente; non nel senso elettrico del termine ma è stato l’unico a partire con gomme hard.
Ottima strategia ma ci ha pensato Giovinazzi a rendergliela poco più che discreta. L’italiano si è reso protagonista di un erroraccio in uscita dalla esse Campus : eccesso di gas, sbanda, controsterza giusto ma rilascia completamente il gas e picchia dalla parte opposta rientrando a brandelli in pista mentre sopraggiunge Russell che colpisce qualcosa che rotola e picchia duro pure lui. Giovinazzi ammetterà che stava tirando come un orco, ma secondo me non è giustificabile. Anzi significa che era sopra alle righe o alle sue potenzialità.

Rischio di bandiera rossa ma i piloti scendono gioiosi e così safety car all’11° giro. Tutti a cambiare le gomme (in anticipo rispetto alle previsioni) tranne Gasly (ha le dure già) e Perez che invece monta quelle morbide. Il messicano si fermerà 8 giri dopo ripartendo ultimo. La gara procede lineare con qualche sorpasso sul rettifilo del Kemmel e con una toccata-brivido tra Leclerc e Vettel col monegasco che era convinto di aver avuto successo mentre il tedesco mormorava “ Ich schließe meine augen und denke an dich ” (Chiudo gli occhi e ti penso). 25° giro Leclerc (sorpreso quanto noi) viene richiamato ai box una seconda volta, e già nella prima aveva perso ben 11 secondi.
Riparte ultimo bofonchiando parole da scaricatore di porto di Marsiglia. Anche Gasly ha un destino simile a quello di Perez essendo costretto al pit con lo svantaggio di ripartire penultimo. Chiaramente gomme più fresche garantiscono rimonte ma Gasly (8°) alla fine aveva una strategia che senza la safety car poteva arrivare 6° se non 5°. Perez, altro pilota obbligato alla rimonta (giunto 10°) non avrebbe fatto comunque meglio di un 8° posto. Le Renault fanno un figurone (4° Ricciardo e 5° Ocon), specialmente l’australiano inforca il miglior tempo della gara proprio all’ultimo giro avvicinandosi agli scarichi arancioni di Verstappen. Daniel ammetterà poi di sperare in una rottura di una delle macchine davanti a lui per azzannare quel podio che gli manca da tempo.” I pray in the honest misfortune of others.” (Prego in una onesta sfortuna altrui). 6° Albon che fa contento il team ma scontenta chi gli vuole soffiare quel sedile ambito. 7° Norris che dopo aver perso posizioni al primo giro non poteva fare meglio di così. 9° Stroll idem con patate, qui le Racing Point non erano Mercedes rosa ma Force India rosa. 11° Kvyat non brillantissimo rispetto al compagno di squadra, 12° Raikkonen che si mette dietro le Ferrari (è una notizia !), le quali battono le Haas e la Williams superstite (altra notizia incredibile !).
Monza è in pianura, ci sono poche curve e con poche pause tra rilascio gas e ritorno sul gas, ali scarichissime, per cui mi attendo un quinto posto di una delle due Ferrari. Più realistico un sesto ? Qualcuno dice settimo ? Mi suggeriscono lottavo, lottavo, lottavo.
Heribert Stohr






