DI PAOLO CICCARONE

SEPANG – Il tempo sembra essersi fermato, nell’ultima edizione del 2017 la prima fila vedeva Hamilton e Verstappen, nove anni dopo nello strano GP del Bahrain corso in Malesia, la prima fila è identica, cambia l’ordine perché stavolta la pole l’ha fatta Verstappen. La prima dell’anno viene anche da dire, visto che finora la Red Bull non ha brillato ma il processo di crescita è servito per rivedere davanti l’olandese che ha preceduto di 3 decimi la Ferrari di Hamilton, che a sua volta ha inflitto un distacco pesante a Leclerc, quinto nei tempi e quarto in griglia perché il terzo classifica, Hadjar con la seconda Red Bull, è penalizzato di cinque posizioni per aver cambiato il motore.

Il monegasco della Ferrari eredita così una posizione e si porta al fianco del leader del mondiale, Antonelli, che con la Mercedes non è andato oltre il quarto tempo ma a mezzo secondo da Verstappen. Peggio ancora Russell, ottavo e fuori di quasi un secondo dal vertice. Sono due le spiegazioni possibili: la prima riguarda le modifiche massicce portate da Mercedes che hanno lasciato interdetto Russell e non ancora capite da Antonelli, visto che ad ogni novità bisogna poi sistemare la macchina con regolazioni che in teoria sono buone e poi in pratica necessitano di modifiche. Su una pista nuova per tutti, o quasi, le difficoltà sono maggiori.

La seconda è che visto il degrado delle gomme, specialmente le soft, Mercedes abbia preferito sacrificare la prestazione in qualifica tenendo d’occhio il passo gara. Che sembra essere la cosa più plausibile. In ogni caso, Antonelli parte davanti a Russell e una vittoria di Verstappen o dello stesso Hamilton giocano solo a suo favore visto la classifica iridata. Parlando di Ferrari la prestazione in qualifica non è per niente male, anche perché Hamilton conosce la pista e ci ha vinto (il recordman fra i presenti è Alonso con tre vittorie, con Renault, Ferrari e McLaren…), e questo potrebbe spiegare la prestazione, anche se ci sono stati piccoli miglioramenti generali seppure non incisivi come qualcuno poteva pensare.

Di sicuro Leclerc finisce ancora dietro a Lewis e questo spiega le difficoltà incontrate da Charles con queste monoposto. Un appunto riguarda i tempi: quasi dieci anni fa le F.1 erano più veloci di oltre 5 secondi rispetto a quelle di oggi. La considerazione è doppia: il regolamento 2026 ha tolto prestazione alle vetture, che però consumano molto meno, e che in tribuna vedere una macchina che va 5 secondi al giro più piano, non fa differenza per chi guarda. Ergo, non sono i tempi da considerare quanto ciò che accade in pista. Con i temporali previsti per la gara, dovrebbe essere uno spettacolo unico.


