DI PAOLO CICCARONE foto F.1TV

BAKU – C’è poco da fare, quando Max Verstappen sente odore di vittoria, non c’è McLaren o rivali che tengano. E in Azerbaijan ha piazzato pole e vittoria, condita col giro veloce a fine gara. Magari non basterà per vincere il quinto mondiale, di sicuro sarà una spina nel fianco del duo della McLaren che a Baku ha forse toccato il punto più basso della stagione. Piastri, ancora leader del campionato, dopo aver bruciato la partenza (ha pasticciato con l’antistallo) è uscito alla quinta curva quando era praticamente ultimo.

Norris, che partiva più avanti, dopo aver mancato la pole al sabato (ha detto lui che era alla portata) non è andato oltre il sesto posto alle spalle del duo Tsunoda e Lawson, ma ben davanti alle due Ferrari di Hamilton e Leclerc. Insomma, quando c’è da menare le mani, in senso metaforico, Verstappen c’è, Norris no. Un ritorno al vertice dopo Monza su due piste molto simili e con la prossima di Singapore, altro tracciato cittadino con curve a 90 gradi (da trazione) e rettilinei lunghi (motore e aerodinamica) è probabile che Verstappen faccia il terzo centro di fila. Peccato per McLaren, cui mancavano 9 punti per vincere in anticipo il titolo costruttori, ma che ha perso tutto in poche curve.

Una situazione ben diversa da quanto ci si aspettasse, a dimostrazione che serve essere perfetti in tutto in F.1. Sul podio altri due piloti che festeggiano: George Russell, con la Mercedes, partito quinto è salito fino al secondo posto, superando di strategia Carlos Sainz, che con la Williams assapora il primo podio con la squadra inglese: “E’ stata dura dover imparare gestione motore, nuovo team, nuova macchina, mettere tutto insieme, ma questo risultato lo considero un punto di partenza importante”.
Baku celebra anche il quarto posto di Antonelli. Il ragazzo ha corso bene, non ha sbagliato niente. Ma non ha rischiato oltre il dovuto. Stare dietro a Lawson nelle fasi iniziali di gara gli ha impedito di mantenere il ritmo che poteva, tanto che Russell, partito dietro, è arrivato con 20 secondi di vantaggio sul bolognese, ma Kimi doveva fare un piazzamento e non ha rischiato oltre il necessario. Bravo e freddo nei vari momenti del week end. Manca all’appello la Ferrari.

In qualifica disastro con Hamilton fuori in Q2 e Leclerc a muro. In gara mai uno spunto, mai un ritmo degno di nota. Alla fine, il gioco di squadra di far passare Hamilton davanti a Leclerc per andare a caccia di Norris, Tsunoda e Lawson, ad appena 2 secondi davanti, non è riuscito così come ridare la posizione a Leclerc sul traguardo, altra cosa venuta male. Alla fine ottavo Hamilton e nono Leclerc ma a 36 secondi di distacco dai primi. Peggio che a Monza, ma Vasseur al solito se la prende con la stampa se parla di movimenti interni alla squadra, dimenticandosi che non è la stampa che fa le macchine, la strategia e la gestione del team.
Unico aspetto positivo delle ultime tre gare, Hamilton ha ripreso il ritmo giusto, sta indirizzando il lavoro in una direzione a lui congeniale e anche le comunicazioni via radio col suo ingegnere di pista mostrano un altro ritmo. E il fatto che Leclerc cominci a stare dietro, cosa che non era scontata fino al GP Ungheria, fa capire che qualcosa là dentro sta succedendo ma i frutti non li vedremo presto…
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