F.1 GP AUSTRIA Verstappen fa cinquina fra i tifosi. Mercedes sconfitta. Sainz 5 salva Ferrari ma a un minuto

DI PAOLO CICCARONE

ZELTWEG – Stavolta non c’era il deserto di pubblico a osannare la vittoria di Max Verstappen in Austria. Era scontata, prevista e puntualmente si è realizzata. E forse per questo vagonate di tifosi dall’Olanda hanno invaso le tribune coi loro colori sgargianti, fumarole, cori da stadio ma anche tanto rispetto per i rivali, a partire da Lando Norris che almeno all’inizio ha cercato di limitare i danni contro una Red Bull imprendibile.

PEREZ NON PORGE L’ALTRA GUANCIA, ANZI RADDOPPIA

Almeno quella di Verstappen, perché stavolta Perez ne ha combinate di ogni: dapprima messo fuori da Norris (che è stato penalizzato di 5 secondi e ha dovuto cedere la posizione prima ad Hamilton e poi a Bottas) e poi il buon Perez ha bissato su Leclerc beccandosi 2 penalizzazioni e concludendo sesto dietro alla prima Ferrari, quella di Sainz cha ha saputo gestire le gomme nella prima parte di corsa (pit stop al 48 giro) e poi risalire con le medie.

FERRARI SAINZ 5, MA A QUASI UN MINUTO

E parlando di Ferrari, almeno stavolta non c’è stato il doppiaggio anche se Sainz a 57 secondi (e Leclerc, ottavo, a oltre un minuto) fa capire come da questa macchina su questa pista ci fosse poco da tirare fuori. Una corsa senza storia, fotocopia di quella di una settimana prima con una Red Bull che in casa vola e i rivali annaspano. La sorpresa McLaren con Norris si è confermata anche in gara visto che il passo gara era superiore alle Mercedes e questo sta a indicare che qualcosa non torna nella panzer division tedesca visto che un cliente sta davanti agli ufficiali.

MERCEDES SECONDA, MA SENZA ONORE

La Mercedes salva l’onore (si fa per dire…) con Bottas secondo che ha preceduto Norris il quale, senza penalizzazione, sarebbe stato tranquillamente davanti alle Mercedes. Se ha preceduto solo Hamilton, quarto, è perché il campione del mondo ha avuto un problema danneggiando la parte posteriore della sua monoposto, al punto da macinare un treno di gomme in più e fare una sosta supplementare che lo ha relegato dietro al gruppetto di testa. La corsa è stata ravvivata solo all’ultimo giro da uno spettacolare incidente che ha visto coinvolto Raikkonen e Vettel.

RAIKKONEN CHE ERRORACCIO SU VETTEL!

Il primo non si è accorto del tedesco al fianco e lo ha centrato finendo in sabbia proprio sul finire. Un peccato per Alfa Romeo, che fin dal via ha avuto un problema con Giovinazzi, rientrato a un pit stop e poi penalizzato per aver superato prima della riga bianca della safety car, intervenuta per rimuovere la Alpine di Ocon centrata al primo giro. A proposito di penalizzazioni, qui i commissari si sono sprecati: 5 secondi a Giovinazzi, poi a Stroll per eccesso velocità, 5 secondi a Norris, 10 a Perez, 10 a Tsunoda per aver superato la riga bianca di ingresso box due volte, un paio di bandiere bianco nere per Mazepin e Raikkonen più una lunga serie di tempi annullati per aver superato i limiti della pista.

IL FESTIVAL DELLE PENALIZZAZIONI

Senza queste decisioni, in pista ci sarebbe stato da dormire allegramente e chiedersi: ma che senso ha fare due gare di fila sulla stessa pista quando il calendario ha prove sufficienti per un campionato vero? Comunque, un mondiale sempre più nelle mani di Verstappen, 5 successo iridato nella stagione, con un Hamilton che spera nelle modifiche di  Silverstone per ritrovare competitività. E in quanto alla Ferrari, cambiano le gomme, ma non cambia la sostanza. Il minuto di distacco c’è sempre e quindi, animo in pace, serenità, e pensiamo al prossimo anno…

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